Champions League

Il Villarreal può fare l'impresa come il Porto 2003-04?

Giancarlo Pacelli
Il Villarreal festeggia il passaggio del turno
Il Villarreal festeggia il passaggio del turno / Markus Gilliar/GettyImages
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Si è capito dalla gara di Torino tra Juventus e il Villarreal, cioè che il Sottomarino Giallo guidato dall’uomo delle coppe Unai Emery è destinato a fare grandi cose. Ed infatti, in due partite contro il Bayern Monaco di Nagelsmann, ha confermato quelle che prime erano solo supposizioni: il Villarreal non è una squadra cuscinetto arrivata per caso agli ottavi di finale, ma un collettivo forte e determinato, con giocatori che vogliono replicare l’esperienza europea vincente dello scorso anno.

Arrivati a questo punto, con la Champions League che ieri ci ha regalato l’ennesimo ribaltone del Real Madrid, tutti gli scenari sono possibili e immaginabili. Perché non pensare addirittura ad un Villarreal in grande spolvero capace di arrivare in finale? E perché non immaginarlo come il futuro Campione d’Europa? Queste potrebbero essere solo farneticazioni, ma a pensarci bene non è la prima volta che una squadra considerata poco favorita sia arrivata ad alzare il trofeo più ambito da tutti i club del Vecchio Continente.

Il Villarreal come il Porto di Mourinho: un paragone possibile?

Come detto non è la prima volta che una squadra considerata piccola rispetto ai colossi storici come Real Madrid, Bayern Monaco e Liverpool sia arrivata a toccare con mano la Coppa dalle grandi orecchie. È successo nel lontano 2004, quando sulla panchina del Porto sedeva un giovane allenatore, cresciuto professionalmente accanto ad allenatori come Sir Bobby Robson e Louis Van Gaal, entrambi al Barcellona quando Mourinho vedeva allenarsi il futuro rivale Pep Guardiola.

Jose Dos Santos Mourinho, Nuno Valente
Champions League Final - AS Monaco v FC Porto / Alex Livesey/GettyImages

Insomma, parliamo di una squadra che all’epoca aveva giocatori tenaci (si pensi a Ricardo Carvalho e Sergio Conceição) , praticamente equiparabili con quelli del Villarreal odierni: cioè parliamo di una squadra non fortissima individualmente, ma insuperabile collettivamente. Difatti il Porto, che a centrocampo aveva un numero 10 come Deco, l’ultimo fuoriclasse portoghese prima dell’esplosione di Cristiano Ronaldo, non era assolutamente la favorita, nemmeno nel suo girone. Tuttavia, superato il primo turno alle spalle del Real Madrid e battuti Manchester United e Lione, il sogno si fece più concreto che mai battendo prima il sorprendente Deportivo La Coruna, che eliminò il Milan campione in carica, e poi il Monaco alla Veltins Arena.

È possibile dunque tratteggiare una linea che collega il Porto di Mourinho e il Villarreal di Emery? Assolutamente sì. Lo dicono i percorsi simili, lo conferma lo scarso favore del pronostico per il Sottomarino Giallo. E, in ultima istanza, ce lo assicura anche il destino con Mourinho, che alla pari di Emery, vinse la Coppa UEFA l'anno prima.


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