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Vanoli ha inventato Parisi ala destra: un'intuizione che va oltre l'emergenza

Parisi
Parisi | Image Photo Agency/GettyImages

In una stagione ancora caratterizzata dall'esigenza di lottare per la salvezza, contro ogni previsione, diventa illogico e persino rischioso concedersi esperimenti o vezzi diversi dal più naturale identikit di un dato calciatore. La situazione della Fiorentina, pronta alla volata finale forte del successo nello scontro diretto con la Cremonese, ha però condotto Vanoli a fare di necessità virtù e di valorizzare una nuova risorsa (necessaria per varare a suo tempo il cambio di assetto tattico che ha condotto i viola fuori dagli ultimi tre posti).

L'abbandono del 3-5-2 in virtù di una sorta di 4-2-3-1 (o 4-4-1-1) ha fatto sì che, in assenza di esterni alti di ruolo, Vanoli azzardasse l'impiego di Fabiano Parisi alto a destra, andando a comporre una corsia di destra con l'ex Empoli e Dodò come esterno basso (dalla propensione comunque offensiva). Gli strascichi di un mercato estivo che ha snobbato in toto il ruolo di esterno offensivo sono evidenti, si è trattato insomma di una situazione figlia innanzitutto di una lacuna, ma di contro si può affermare - e si è visto a Cremona in modo evidente - come esista una certa coerenza logica in questa veste inedita. Dallo scetticismo iniziale, dunque, si è passati a una diversa percezione di un esperimento tattico tutt'altro che fine a se stesso.

Parisi a destra: una soluzione coerente

Fin dall'arrivo di Parisi in viola si è sottolineato come, rispetto alla concorrenza che allora era rappresentata da Biraghi, Parisi stesso fosse un prototipo diverso di laterale: non il proverbiale crossatore ma un elemento in grado di saltare l'uomo (con statistiche rilevanti in quel senso) e con la tendenza ad accentrarsi con frequenza, senza andare necessariamente sul fondo. Se, dunque, nel caso di determinati profili di laterale mancino diventa deleterio togliere la possibilità di portarsi sul fondo e di crossare, come rinuncia a una caratteristica chiave, nel caso di Parisi il problema si pone solo parzialmente.

L'ex Empoli infatti - anche da destra e forse ancor di più - ha modo di sfruttare l'abilità nel saltare l'uomo e ha modo, soprattutto, di favorire le sovrapposizioni di Dodò, accentrandosi. L'infortunio occorso a Solomon e un Harrison che fin qui sta convincendo solo relativamente hanno fatto sì che, dopo l'iniziale intuizione che poteva apparire estemporanea, Parisi ala destra diventasse una soluzione più stabile: persino una soluzione da tenere buona in ottica futura, fuori dal contesto di emergenza.

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