Un nuovo Soulé per la Roma: la lezione di Ranieri al servizio di Gasperini

La sfida col Pisa ha dimostrato ancora una volta l'evoluzione espressa dall'argentino
Pisa SC v AS Roma - Serie A
Pisa SC v AS Roma - Serie A / Gabriele Maltinti/GettyImages
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Nell'intento di dimostrare quanto un allenatore abbia modo di incidere sull'annata di una squadra potremmo prendere il 2024/25 della Roma e, con minimi timori di smentita, renderlo l'emblema: l'impatto di Claudio Ranieri sulla scorsa stagione, una stagione apparsa a tratti foriera di disastri sportivi e poi risollevata, fotografa al meglio le tante sfumature di ciò che un tecnico può imprimere sulla sua squadra (come collettivo e come rendimento dei singoli).

Era del resto ciò che i Friedkin si aspettavano, puntando su Ranieri e ricordando le sue imprese passate: qualcosa di magico si è realizzato sul fronte dei risultati, con una media punti da primissimi posti, ma non sono mancati spunti ancor più sorprendenti che hanno condotto al completo riscatto di chi pareva ormai "bruciato". Il caso di Matias Soulé è il più lampante: prima dell'arrivo di Ranieri, a tratti anche nelle settimane successive, pareva che la cifra investita per l'argentino fosse spropositata e che la nomea di calciatore fumoso fosse persino meritata.

Ranieri e l'evoluzione di Soulé

Ranieri, commentando il rendimento di Soulé a cavallo tra fine 2024 e inizio 2025, spiegava da un lato quanto credesse nel futuro del calciatore - tale da renderlo un leader tecnico della Roma - e d'altro canto esprimeva rammarico per un elemento talentuoso ma "poco pratico". In sostanza il tecnico sottolineava quanto i tanti palloni gestiti da Soulé non si traducessero mai in situazioni pericolose: l'argentino era prevedibile, s'incaponiva nel dribbling, alternava spunti apprezzabili a cali di concentrazione.

Nell'arco della passata stagione, nella seconda parte del 24/25, Soulé ha iniziato a rispondere a Ranieri in modo concreto e ha sancito - con una rapidità rara - un'evoluzione del suo gioco e del suo approccio. Sempre titolare nelle ultime 14 giornate della stagione scorsa, capace di collezionare (in quel periodo) 4 gol e 5 assist ma - soprattutto - statistiche migliorate in toto, anche nel suo fondamentale preferito (il dribbling, divenuto più efficace e meno leggibile a priori).

Dal potenziale addio a gennaio - ammesso da Soulé in primis - a un rilancio completo, rilancio di cui Gasperini si sta decisamente godendo gli effetti. Si tratta di un Soulé diverso, la prestazione di Pisa lo dimostra: il dribbling come cifra distintiva ha lasciato il passo anche a scelte più orientata alla squadra o più incisive, a una maggiore efficacia in zona gol e alla capacità di capire quando (e come) liberarsi del pallone. La visione di gioco non è e non sarà mai quella di Dybala, i paragoni sarebbero deleteri, ma le richieste di Ranieri si sono compiute.

Claudio Ranieri, head coach of AS Roma, and Matias Soule of...
Ranieri e Soulé / Insidefoto/GettyImages

Non più una mera ricerca dell'uomo da saltare come urgenza in sé ma, di fatto, la possibilità di sorprendere l'avversario e di variare maggiormente il proprio gioco: aperture, scambi nello stretto e situazioni del tutto aliene rispetto al "vecchio" Soulé. L'impatto di Ranieri, quello dello scorso anno, sta pagando dividendi anche a posteriori: fondamentalmente il tecnico testaccino ha saputo davvero porre le basi per un futuro di Soulé come protagonista della Roma, non più come promessa costosa ma inespressa.

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