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Rivoluzione nella dirigenza del Milan: cosa manca per D'Amico, Furlani in bilico

Massimiliano Allegri, Igli Tare, Giorgio Furlani
Massimiliano Allegri, Igli Tare, Giorgio Furlani | Giuseppe Cottini/GettyImages

Le prossime due partite saranno determinanti per il futuro della dirigenza del Milan. Dopo una prima parte di stagione in cui i rossoneri sembravano poter contendere all'Inter lo Scudetto, il girone di ritorno disastroso, con la qualificazione in Champions League tornata clamorosamente in bilico, ha fatto sorgere dubbi soprattutto attorno a due figure: Igli Tare e Giorgio Furlani.

D'Amico al posto di Tare?

A essere maggiormente a rischio è soprattutto il primo. Insediatosi appena un anno fa, a Tare va riconosciuto il merito di aver portato a Milano Modric, ma allo stesso tempo è sua la responsabilità di colpi dispendiosi e deludenti come Jashari e Nkunku. A complicare ulteriormente la situazione è una visione strategica diversa rispetto al resto della dirigenza.

Il principale indiziato per il ruolo di direttore sportivo è Tony D'Amico, di fatto liberato dall'amministratore delegato dell'Atalanta Luca Percassi. Il manager pescarese era stato già cercato l'estate scorsa, quando poi la scelta ricadde su Tare, ma adesso la trattativa può riaccendersi.

Decide Cardinale

Il quotidiano Il Tempo sostiene che D'Amico piaccia soprattutto a Giorgio Furlani, il quale avrebbe perfino trovato un principio d'accordo per quanto riguarda il contratto. Manca però il via libera di Gerry Cardinale, patron di RedBird che però nutre dei dubbi proprio sullo stesso Furlani. Qualora all'attuale CEO, finito nel mirino della contestazione dei tifosi, venisse dato il benservito, allora si complicherebbe l'approdo di D'Amico al Milan.


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