Fiorentina

Una Fiorentina senza leader? No, ma qualcosa è cambiato davvero

Matteo Baldini
Bonaventura e Biraghi
Bonaventura e Biraghi / Insidefoto/GettyImages
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Cos'è nel calcio la figura del leader, in fin dei conti? Si tira spesso in ballo il ruolo di uomo-spogliatoio, volendo esaltare la qualità di un atleta di saper tirare fuori anche quelle virtù umane, senza dunque più soffermarsi sul discorso tecnico, che gli permettono di smuovere qualcosa all'interno del gruppo, di mutarne l'umore o di captare quale sia l'atteggiamento giusto da tenere in un dato momento.

Tutte doti chiave pensando al ruolo di un allenatore, come ovvio che sia, ma anche un bonus ulteriore nel definire chi ancora allenatore non è, chi insomma percorre ancora il campo da gioco nelle vesti del calciatore.

ACF Fiorentina v Rgas Futbola Skola: Group A - UEFA Europa Conference League
Vincenzo Italiano / MB Media/GettyImages

Esistono poi infiniti modi per ricoprire il ruolo del leader all'interno di un gruppo: esiste il condottiero, quello più carismatico che sa trascinare, esiste chi tiene alto l'umore del gruppo sdrammatizzando anche le situazioni più complesse, esistono i giocatori che meglio di altri incarnano lo spirito di una piazza (magari per appartenenza o tifo) ed esiste chi invece incarna alla perfezione le idee del mister (anche sul piano tattico) in un dato momento.

Soprattutto in una fase di difficoltà, con risultati che stentano ad arrivare e circostanze sfavorevoli, il ruolo del cosiddetto leader diventa strategico e permette senz'altro di fornire una mano per un gruppo che vuole uscire dalla crisi: è chiaro, ad esempio, che in un momento come questo la Fiorentina (in difficoltà tra Serie A e Conference) necessiti di guide carismatiche, di punti fermi non solo tecnici.

Dusan Vlahovic, Lucas Torreira, Lucas Martinez Quarta
Torreira e Vlahovic / Jonathan Moscrop/GettyImages

Una Fiorentina senza leader?

L'edizione odierna del Corriere Fiorentino spiega come l'addio di Vlahovic e Torreira abbia tolto due pilastri in tal senso, a Italiano, e il punto chiave a tal proposito è sostanzialmente uno: gli attuali leader carismatici, rispetto ai due citati dal quotidiano, non corrispondono certo ai leader tecnici (in un contesto poi che rende complesso individuarne, dati i continui cambi di formazione).

Torreira e Vlahovic, il primo soprattutto, incarnavano certo le doti dei trascinatori e dei leader ma, prima ancora, erano due elementi cruciali e irrinunciabili per la Fiorentina 2021/22, sul campo ancor prima che nello spogliatoio. Un aspetto che, per certi versi, può aggiungere autorevolezza e credibilità ulteriori rispetto al mero essere "uomo-spogliatoio".

Pietro Terracciano, Cristiano Biraghi, Nikola Milenkovic, Giacomo Bonaventura, Artur Mendonca Cabral, Jonathan Ikone, Yussef Maleh, Lorenzo Venuti, Ricardo Sottil, Sofyan Amrabat, Igor
La Fiorentina col Twente / BSR Agency/GettyImages

Leader carismatici, leader tecnici

Attualmente è più complesso individuare il leader tecnico della squadra, per diversi motivi: Nico Gonzalez è probabilmente il giocatore più importante in rosa ma è alle prese con un fastidioso infortunio e non ha fin qui potuto lasciare il segno, Luka Jovic è dotato del nome più pesante a livello internazionale ma è coinvolto dal dualismo con Cabral ed è rimasto discontinuo, Dodò si è già messo in mostra come elemento di grande spessore e tecnica ma resta un nuovo acquisto, giovane e senza esperienza in Italia.

Insomma gli elementi più quotati a livello internazionale non possono, per motivi diversi, essere definiti come leader a tutti gli effetti. C'è poi il caso di Amrabat, tornato un giocatore chiave per questa Fiorentina ma impossibile da paragonare a Torreira a livello di atteggiamento e di doti da trascinatore (pur essendo diventato uno dei migliori a livello di rendimento).

Lo zoccolo duro di italiani, composto in primis da Biraghi, Bonaventura e Saponara, ha certo un peso cruciale ma - come detto - si può considerare come i leader carismatici del gruppo (quest'anno) non coincidano coi giocatori di maggior spessore, un aspetto che fino allo scorso gennaio accadeva invece con Torreira e Vlahovic.


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