Un mediatore che possa spiegare le decisioni arbitrali e gli audio Var a scopo didattico

Lorenzo Mariantoni
Antonio Giannoccaro
Antonio Giannoccaro / Giuseppe Bellini/GettyImages
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La notizia proviene dai corridoi dell'AIA (Associazione Italiana Arbitri) e la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio).

Le due istituzioni del calcio italiano starebbero infatti pensando di introdurre una figura che sia in grado di intrattenere rapporti con le società qualora le decisioni arbitrali siano particolarmente dubbie avvalendosi di ciò che riporta il regolamento arbitrale.

Il mediatore e la figura di Giannoccaro

L'arbitro è sempre stata una figura che ha sempre fatto tanto discutere. Quando nel giugno 2017 arrivò il via libera all'utilizzo del Var molti arbitri si sentirono meno soli.

Ad oggi però, dopo tanti protocolli, vari interventi del disegnatore arbitrale Rocchi, le cose non sono tutte rosa e fiori.

Anzi con l'ausilio del Var molti arbitri faticano ad imporsi appoggiandosi tanto all'aiuto tecnologico proveniente dalla sala abilitata.

Le pressioni sugli arbitri sono sempre più forti e molti tra operatori del calcio e non vogliono, o addirittura esigono, delle spiegazioni in diretta tv quando le decisioni prese non sono coerenti.

Di esempi da prendere in considerazione in queste prime 12 giornate di campionato ce ne sarebbero molti.

A tal proposito l'AIA e la FIGC stanno seriamente pensando di introdurre la figura del mediatore tra arbitri e club. Una personalità che darebbe equilibrio tra le richieste di chiarimento avanzate dalle società e il punto di vista - con regolamento annesso - della classe arbitrale.

La figura su cui tutto il mondo del calcio fa affidamento sarebbe l'ex arbitro Antonio Giannoccaro. Un direttore di gara che si è sempre distinto per personalità e capacità di comunicare con tutti e 22 gli uomini in campo.

L'ex fischietto dovrebbe ora indossare giacca e cravatta andare dai vertici delle società a spiegare quelle decisioni più chiaro scure, portandosi dietro anche ciò che dice il regolamento e come il direttore di quel match ha interpretato una determinata situazione di gioco.

Come una volta faceva con i calciatori quando doveva giustificare un intervento adesso deve rispondere delle decisioni prese dai suoi colleghi.

L'idea è ancor più pionieristica

Oltre a lavorare sulla figura del mediatore. I punti all'ordine del giorno nell'agenda dell'AIA e del presidente federale Gabriele Gravina sono due.

Il primo, una sorta di lezione, da tenersi in settimana, sul regolamento prendendo come spunto gli episodi della giornata passata, non necessariamente quelli più discussi ma semplicemente un ripasso generale.

L'altra idea, più visionaria, sarebbe quella di far ascoltare al pubblico a casa le conversazioni tra arbitro e Var in diretta. Quindi, immaginate di essere seduti sul divano e venga fischiato un rigore dubbio, si avrebbe la possibilità di ascoltare i punti di vista della sala Var e il parere arbitrale.

Sarebbe un enorme passo avanti, anche se molto difficile da attuare. Vedremo come si evolveranno le cose anche se l'idea di tenere le conversazioni registrate ed usarle a scopo didattico sarebbe già un passo avanti per una classe arbitrale che ancora fatica a trovare coerenza nell'interpretazione dei tanti episodi.


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