Sampdoria

Lo sfogo di Ihattaren: "Alla Samp io non esistevo. Raiola mi ha deluso"

Matteo Baldini
Mohamed Ihattaren
Mohamed Ihattaren / ANP Sport/GettyImages
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Quello relativo a Mohamed Ihattaren, arrivato alla Juve in estate per poi tentare l'avventura in prestito alla Sampdoria, è stato uno dei casi della prima parte della stagione 2021/22. Un giocatore arrivato tra mille attese, figlie del livello tecnico mostrato in Eredivisie, ma scomparso dai radar e diventato protagonista di un vero e proprio mistero. Lo stesso Ihattaren, indicato ora vicino all'Utrecht, è tornato a parlare del proprio ambientamento da incubo in Italia e in particolare alla Samp. Questo quanto affermato al Telegraaf:

Mohammed Ihattaren
Ihattaren in azione / BSR Agency/GettyImages

Sulla Sampdoria: "Sono partito a causa delle circostanze che si sono create. Spesso mi ritrovavo seduto in una stanza d'albergo, da solo, abbandonato a me stesso. Non ce la facevo più, tutti i tipi di accordi non venivano rispettavi. Era come se non esistessi. Non è stato organizzato nulla, né un conto in banca, né  un'assicurazione medica. E se mi fossi rotto una gamba alla Sampdoria? Non ho ricevuto uno stipendio, ho chiamato il team manager e mi ha detto 'paghiamo ogni due mesi'. Non è successo e tutto questo ha iniziato a irritarmi" riporta calciomercato.com.

Sulle voci in merito alla sua fuga: "Non ero certo disperso... come ho letto. Bastava a chiedere in giro per Utrecht, o ad Afellay, Labyad, tutti mi avrebbero visto lì. Non ho giocato, non lo stavo facendo, non c'erano prospettive e ho chiamato Raiola. E mi ha detto di stare calmo. Il ritorno in Olanda? L'ho fatto a ottobre, dopo Olanda-Gibilterra".

Mino Raiola, Carmine Raiola
Mino Raiola / Stefano Guidi/GettyImages

Su D'Aversa e la dirigenza: "Quando sono arrivato alla Sampdoria, non c'era nessuno tranne il team manager. Ho fatto le foto con la maglia, gli allenamenti il giorno dopo. Poi ho visto delle persone in giacca e cravatta e ho detto 'questi sono i dirigenti, pezzi grossi'. Non so, avrebbero potuto essere anche tassisti, non avevano idea di chi fossi. E l'allenatore D'Aversa non sapeva neanche che fossi mancino".

Infine su Raiola: "Ad un certo punto sono entrato nell'ufficio dell'agente Ali Dursun (è il sostituto di Raiola, ndr) e gli ho detto 'aiutami, ho sbagliato tutto' Ha ascoltato la mia storia e detto che non potevo essere il responsabile. E' stato come un padre per me. Raiola invece ha detto di essere preoccupato per me, di non avere più contatti con me, ma mi ha deluso".


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