Serie A

Spalletti, Thiago Motta e il mancato saluto: possibili retroscena tra campo e mercato

Matteo Baldini
Spalletti
Spalletti / Francesco Pecoraro/GettyImages
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All'indomani della ventiduesima giornata di Serie A, chiusa con le sfide del lunedì, rimane una consueta coda di polemiche, rimangono le giocate apprezzabili, ma resta ancor di più un dubbio che aleggia: cosa sarà mai successo di così brutto tra Luciano Spalletti e Thiago Motta?

Il rito del post-partita fornisce, dopo ogni giornata di campionato, la possibilità di analizzare e sviscerare i temi emersi sul campo: dalle disamine tattiche alle polemiche arbitrali passando dai protagonisti più o meno attesi, senza dimenticare la possibilità (forse la più accattivante) di veder interagire più o meno amichevolmente chi, fino a poco prima, si stava sfidando.

Al contempo, e anche in questa Serie A 2021/22 si sta vedendo, è data la possibilità di amichevoli scambi di saluti, più o meno formali o sinceri, tra i protagonisti del campionato: è rimasto del resto nella memoria lo scambio Spalletti-Mourinho, a distanza, in cui il portoghese si rivolse al tecnico del Napoli con un insolito "grande Spallettone!", certo informale e inatteso.

"Volete mandarvi un saluto?"

Al contempo, in questo gioco di intrecci a distanza e di scambi fortuiti e non preparati, possono emergere anche schermaglie o situazioni in cui lo scambio di cenni d'intesa e parole affettuose cede il passo a momenti d'imbarazzo, a silenzi sorprendenti. Questo, del resto, è quanto accaduto ai microfoni di DAZN dopo le vittorie del Napoli sul Bologna e dello Spezia sul Milan: il conduttore che spontaneamente si attende un saluto tra due colleghi, appunto Spalletti e Thiago Motta, ma che in tutta risposta vede i due in assoluto silenzio, intenti a tirar fuori il sorrisetto stampato d'ordinanza. Entrambi come a voler dire: "Beh, da me che volete?".

Un collegamento doppio chiuso appunto nel silenzio e senza perdere quel sorriso (una maschera, chiaramente). Diventa curioso il fatto, senz'altro, pensando anche alla differente carriera dei due: Spalletti ormai esperto e protagonista in Italia e all'estero su un gran numero di panchine, anche di alto livello, e dall'altra parte un Thiago Motta ancora agli inizi dell'avventura come allenatore, con solo Genoa e Spezia guidate a livello professionistico e appena 34 panchine totali (a fronte di un numero che supera le 500 in A, per Spalletti).

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Thiago Motta al Genoa / FABIO MUZZI/GettyImages

La storia sul campo

Riflettiamo dunque sui precedenti tra i due nelle vesti di allenatori, a dire il vero è un solo precedente ed è quello di Napoli-Spezia andato in scena il 22 dicembre e chiuso col successo di misura dei liguri al Maradona. Uno 0-1 che fece senz'altro discutere, pensando alla curiosa statistica di un successo - quello dello Spezia - arrivato senza effettuare un tiro in porta, grazie all'autogol di Juan Jesus, a fronte di un Napoli pericoloso ma certo meno cinico. Non un precedente qualsiasi, insomma, ma neanche una partita tale da provocare schermaglie o esplosioni di rabbia nei minuti successivi: rammarico da una parte, soddisfazione dall'altra e niente di più.

Con Spalletti in panchina e Thiago in campo lo scenario cambia solo parzialmente, con incroci sempre rari: nel 2008/09 Motta giocava nel Genoa e Spalletti guidava la Roma, all'andata s'imposero i rossoblu per 3-1 (col centrocampista ancora out per infortunio) e al ritorno vinsero i giallorossi per 3-0 (con Thiago stavolta in campo); nel 2009/10, con Thiago Motta passato all'Inter, Spalletti non ebbe modo d'incontrarlo dato l'addio alla Roma consumato a settembre, con arrivo di Ranieri in panchina.

La chiave è il mercato?

Ricorriamo dunque a un'altra risorsa, l'ultima, quella del mercato: in questo caso emerge un dato interessante, uno spunto offerto proprio da Thiago Motta, nel 2018, ripercorrendo la propria carriera e le scelte compiute, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Questo quanto affermato: "Me ne andai per il conflitto con il presidente Laporta. Mi voleva la Roma di Spalletti, ma finii all’Atletico". E il 31 agosto del 2007 andò proprio così, con l'approdo del centrocampista ai Colchoneros, dopo le stagioni al Barcellona, e un arrivo in Serie A soltanto rimandato di un anno.

Barcelona's Cameroonian striker Samuel E...
Thiago Motta coi fuoriclasse del Barcellona / CESAR RANGEL/GettyImages

Una sconfitta mal digerita in campo, dunque, o un attrito dovuto alla scelta di Thiago Motta, a suo tempo, di dire di no alle lusinghe di Spalletti, per proseguire altrove la propria carriera? Sembrano questi, di fatto, due possibili spunti per capire la ragione di quei sorrisi di circostanza e del silenzio imbarazzato ai microfoni di DAZN.


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