Fiorentina

Sottil 2026: la lezione Vlahovic e i perché della scelta viola

Matteo Baldini
Riccardo Sottil
Riccardo Sottil / ANDREAS SOLARO/GettyImages
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In un periodo in cui ogni rinnovo di contratto appare quasi come una chimera da raggiungere, come un percorso pieno di ostacoli e di insidie, fa comunque notizia l'ufficialità del rinnovato legame tra la Fiorentina e il classe '99 Riccardo Sottil, figlio d'arte su cui Italiano e il club gigliato hanno scelto di puntare riportandolo alla base da Cagliari.

Un accordo lungo, fino al giugno 2026, che porterà il giocatore a guadagnare circa un milione di euro a stagione (più di Vlahovic, per assurdo, dopo il no del serbo all'offerta viola) e che dice tanto rispetto alle intenzioni della Fiorentina per il futuro del talentuoso esterno offensivo. Da sottolineare poi un altro aspetto, l'assenza cioè di una clausola rescissoria stabilità a priori, così come va specificato che oltre al milione di euro a stagione sono previsti anche bonus legati al rendimento, tale da accrescere ulteriormente l'ingaggio di Sottil.

Cercasi identità

Fin dall'arrivo di Rocco Commisso alla guida della Fiorentina, nel 2019, è emersa in modo chiaro la volontà della nuova proprietà di dare un senso identitario percettibile e chiaro al progetto: in sostanza era necessario individuare chi, tra i più giovani o comunque tra i giocatori legati alla squadra viola e cresciuti nel vivaio, potesse ambire a restare anche a lungo termine in prima squadra. La scelta è ricaduta su Lorenzo Venuti e Riccardo Sottil, elementi tutt'ora parte del progetto di Italiano e inseriti nelle rotazioni rispettivamente come terzino destro e laterale offensivo in alternativa a Nico Gonzalez e Callejon. Il discorso identitario, perfettamente dimostrato anche con la prossima realizzazione del Viola Park, trova dunque nel lungo rinnovo di Sottil una ulteriore spinta.

Riccardo Sottil
Esultanza contro l'Inter / CPS Images/GettyImages

Aspettando l'esplosione

Fin qui le promesse importanti sono state mantenute solo parzialmente, pensando al rendimento in Serie A del giovane esterno offensivo, e anche il prestito a Cagliari ha regalato impressioni dal doppio volto: classe e qualità nel dribbling hanno fatto da contraltare a una certa discontinuità e ai problemi fisici che ne hanno ostacolato l'esplosione definitiva in rossoblu. In questa stagione Italiano ha dato fiducia a Sottil due volte da titolare e in tre occasioni nella ripresa, con l'Inter è arrivato anche il gol del provvisorio vantaggio e le sensazioni globalmente sono state positive, con tanta intraprendenza, velocità e dribbling sempre insidiosi per i difensori avversari.

Dusan Vlahovic, Riccardo Sottil
Insieme a Vlahovic / Nicolò Campo/GettyImages

La lezione Vlahovic

Il messaggio dei viola è chiaro: la volontà è quella di dimostrare fiducia in un giocatore ancor prima dell'esplosione definitiva, per evitare poi di ripetere quanto accaduto con Dusan Vlahovic. L'entourage del serbo, dopo i gol a raffica segnati dal classe 2000, si è trovato ad avere il coltello dalla parte del manico e a poter pretendere un trattamento che, prima dell'effettiva esplosione del giocatore, sarebbe stato irrealizzabile e utopistico da aspettarsi. Con Sottil la società si è dunque mossa d'anticipo, una valutazione strategica valida e un messaggio chiaro al giocatore, chiamato ora a rispondere sul campo.


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