Calcio estero

Shoya Nakahajima e l'Antalyaspor, un esordio durato 20 secondi

Francesco Castorani
Japan v Venezuela - International Friendly
Japan v Venezuela - International Friendly / Masashi Hara/GettyImages
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L'esordio con una nuova maglia, in un nuovo paese e in una nuova città, ha sempre un sapore speciale. Un ricordo che difficilmente viene cancellato, anche se magari non succede niente di che. È l'inizio di una nuova tappa e regala la prima impressione ai tifosi, che sappiamo essere generalmente giudici anche se con poche informazioni a disposizione.

È quindi indicato provare a lasciare un buon ricordo, o almeno non lasciarne uno negativo. Quello che è successo a Shoya Nakajima ha del comico e del surreale. Il giapponese, arrivato in Europa dal Tokyo nel 2017 e approdato al Portimonense, ed è oggi un giocatore al 50% del Porto e al 50% dell'Antalyaspor, dopo essere passato per l'Al Duhail in cambio di 35 milioni di euro nell'inverno del 2019.

Un calciatore che aveva promesso grandi cose alla sua prima stagione in Portogallo e che adesso si è invece ridimensionato. L'Antalyaspor l'ha preso una decina di giorni fa con una formula largamente sperimentata dal Real Madrid in questa sessione di mercato. All'ora di gioco, nella gara interna contro l'Adana Demirspor di Montella, con i padroni di casa sotto per una rete a zero, il tecnico Nuri Sahin (ex giocatore del Dortmund) decide di mandarlo in campo al posto di Ghacha. Dopo soli 20 secondi succede questo.

58:15 sul cronometro, i suoi primi passi in campo con la nuova maglia, 58:35, la sua prima sanzione, un cartellino giallo per un'entrata in scivolata decisamente troppo irruenta. Passano altri 20 secondi e l'arbitro Palabiyik corre al monitor richiamato dal VAR, uno sguardo approfondito ai replay e il cartellino che cambia colore diventando rosso al minuto 60:16. L'Antalyaspor resta in 9 e ne prende altri due uscendo sconfitto per 0-3.

Le scuse a Svensson si trasformano in un sorriso d'incredulità sul volto di Shoya Nakajima, costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo aver vissuto due minuti surreali. Il conforto degli avversari e le telecamere che riprendono la reazione della famiglia, in parte attonita di fronte a quanto appena accaduto, in parte disperata. L'esordio può andare male, può non accadere nulla di significativo, può andare bene o in maniera eccellente. Certo è difficile che duri soltanto 20 secondi. È il peggior esordio della storia del calcio?

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