Milan

Scaroni: "Calhanoglu? Buon per lui. Donnarumma voleva uscire dalla comfort zone"

Matteo Baldini
Paolo Scaroni
Paolo Scaroni / Alessandro Sabattini/Getty Images
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Il Milan sta incassando duri colpi in sede di mercato, addii tanto pesanti quanto segnati dalla beffa del mancato incasso per il cartellino: epilogo comune per Gianluigi Donnarumma e Hakan Calhanoglu, il primo pronto a legarsi al PSG e il secondo all'Inter, entrambi a parametro zero. Paolo Scaroni, presidente rossonero, ha parlato della situazione dei due e lo ha fatto a La politica nel pallone. Queste le sue parole:

Hakan Calhanoglu, Gianluigi Donnarumma
Doppio addio per il Milan / Gabriele Maltinti/Getty Images

Su Calhanoglu - "Abbiamo fatto un'offerta che ci sembrava corretta, se poi lui trova altre soluzioni in cui viene pagato di più, è un professionista, buon per lui. Ha fatto un eccellente campionato, si è sempre comportato in modo corretto, ognuno poi è libero di fare le scelte che crede, da parte nostra non c'è nessuna recriminazione".

Su Donnarumma - "Noi al Milan poniamo un limite ai costi dei giocatori, oltre quei limiti poi ognuno è libero di fare quello che vuole. Abbiamo fatto un'offerta importante a Donnarumma, ma non è stata sufficiente. Poi ho letto da qualche parte che Gigio voleva uscire dalla comfort zone dopo tanti anni di Milan e mi sembra cosa positiva per un professionista che al Milan si è sempre comportato benissimo. È un ragazzo simpatico e solare che prosegue la carriera in un grande club, mentre il Milan ha trovato una eccellente soluzione per il portiere, Donnarumma è andato in un grande club, quindi tutto bene" riporta Sky Sport.

Paolo Scaroni
Paolo Scaroni / Claudio Villa/Getty Images

Su Ibrahimovic, Pioli e obiettivi in campionato - "Ibra? Sono certo che tornerà agguerritissimo. Pioli? Ce lo teniamo stretto, perché oltre ad aver fatto bene è un gentiluomo e incarna lo stile Milan alla perfezione. Nel prossimo budget non abbiamo messo lo scudetto, poi da tifosi è giusto sognare. Certamente ci poniamo l'obiettivo di avere una squadra che sia quasi sempre in Champions e faccia bella figura in Europa. L'ingresso in Champions è stata una sorpresa positiva, per quanto meritata. Non l'avevamo messa in conto, anche se avevamo questo obiettivo nel cuore. Esserci è fondamentale perché abbiamo 430 milioni di persone nel mondo che dicono di avere il Milan nel cuore".

Sull'Italia - "Abbiamo una Nazionale giovane e divertente che mi ricorda il nostro Milan. Può arrivare molto lontano ma per ragioni di scaramanzia non faccio previsioni. Per come abbiamo superato il girone non dobbiamo però porci limiti, andremo lontano".

Il progetto del nuovo stadio - "È un regalo irrinunciabile alla città di Milano, sono convinto che lo faremo. Inaugurazione per i Giochi Olimpici di Milano-Cortina? Mi auguro di poter arrivare al completamento dello stadio prima del 2026. Ma se così non dovesse essere, per i Giochi si userà San Siro. Il progetto ha subito tutta una serie di asperità che abbiamo affrontato d'intesa, l'ultimo tema sollevato dal Comune è quello della solidità finanziaria dell'Inter, ma mi sembra sciolto. Oggi non c'è nessun ostacolo tra noi e la realizzazione dello stadio, a parte le elezioni a Milano. Con la campagna elettorale in corso non sarei stupito se l'amministrazione preferisse spostare la decisione finale, ma il sindaco e le opposizioni sono tutte favorevoli allo stadio o al massimo non si esprimono".


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