Sacchi: "Dissi di no alla cessione di Evani. Vi svelo un retroscena su Ancelotti e Rijkaard"

Arrigo Sacchi
Arrigo Sacchi / Elisabetta A. Villa/Getty Images
facebooktwitterreddit

L'ex allenatore rossonero Arrigo Sacchi ha rilasciato alcune dichiarazioni a MilanNews.it svelando anche alcuni retroscena relativi al suo passato.

Evani
Evani / Alessandro Sabattini/Getty Images

EVANI - "Quando arrivai al Milan, lo stavano per cedere al Genoa. Ricordo che mi opposi categoricamente. Aveva avuto un infortunio e lo vedevo un po’ titubante ma avevo bisogno di lui. Prima della partita con il Verona gli dissi ‘o ti decidi a giocare o ti faccio vendere a novembre’. Giocò e rimase".

ANCELOTTI - "Ricordo che il nostro medico, il povero Monti, aveva appurato che aveva un 20% di inabilità nel ginocchio. Berlusconi mi ricordo che mi disse ‘ma come faccio a prendere un giocatore così? A Roma dicono che è ‘na sola’ mentre il nostro medico dice che ha problemi al ginocchio. Galliani, nel frattempo, mi aveva chiamato dicendomi che l’accordo con Viola era stato trovato. All’una di notte del venerdì, il giorno prima della chiusura del mercato, chiamai Berlusconi e gli dissi ‘guardi a me non interessano i problemi fisici al ginocchio, mi preoccuperebbe se avesse inabilità nel cervello ma quello funziona benissimo. Se lei me lo prende vinciamo il campionato’. Ricordo che rimase zitto un attimo e poi si dimostrò grandissimo dicendo ‘agli ordini’".

Rijkaard
Rijkaard / Alessandro Sabattini/Getty Images

RIJKAARD - "Quando prendemmo Rjikaard, feci visionare al calciatore alcune partite della nostra squadra e lui mi disse ‘mister ma a centrocampo avete già un maestro’ ed io gli risposi, stupendolo, che lo avevo preso per giocare in difesa. Rjikaard è stato un fenomeno, un grandissimo giocatore ma all’inizio aveva come riferimento l’uomo invece che il pallone. Non era in connessione con gli altri giocatori. Succedeva che i nostri scappavano indietro e lui andava in avanti. Nel corso del tempo è cresciuto tantissimo ed è diventato fenomenale. Il grande segreto del Milan è stato quello di giocare con grandi giocatori che giocavano con la modestia e l’intelligenza di giocatori normali”.


Segui 90min su FacebookInstagram e Telegram per restare aggiornato sulle ultime news dal mondo del Milan e della Serie A.