Chi è Romain Faivre: profilo e caratteristiche tecniche dell'obiettivo del Milan

Matteo Baldini
Romain Faivre
Romain Faivre / Eurasia Sport Images/Getty Images
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L'asse di mercato che collega Milano alla Francia sembra una fonte decisamente interessante di nomi e di idee in chiave Milan, col club rossonero che non si sta risparmiando in tal senso e che sta pescando con continuità in Ligue 1: basti pensare agli arrivi di Maignan, di Ballo-Touré e di Pellegri nella sola sessione estiva in corso, con tanto di accostamento ad Adli del Bordeaux. Ma il nome di Adli non è il solo a vivacizzare gli ultimi giorni di mercato in casa Milan: i rossoneri sarebbero sulle tracce di Romain Faivre, classe '98 in forza al Brest ed esploso a tutti gli effetti nella scorsa stagione, la prima ad alto livello. Conosciamo meglio, dunque, la storia e le caratteristiche di Faivre.

Romain Faivre
L'esperienza al Monaco / Christof Koepsel/Getty Images

La carriera

L'amore per il calcio è esploso precocemente in Romain, nato a nord di Parigi (ad Asnières-sur-Seine) e capace di far intravedere, fin dal primo contatto col pallone, qualità che lasciavano sognare in grande. Qualità che hanno sempre trovato peraltro un solido sostegno da parte della famiglia, aspetto centrale valutando anche le difficoltà con cui il giovane Faivre ha dovuto fare i conti fin dalle prime esperienze al di fuori della comfort zone. Una comfort zone rappresentata dal Racing Colombes 92 (meglio noto come Racing Club de France Football), società dalle antiche radici e legata a una storica polisportiva parigina, contesto ideale per la formazione di un giovane talento. Il percorso col Racing durò dal 2007 al 2014, dai 9 ai 16 anni, e vide poi Faivre raggiungere il settore giovanile del Tours (dopo il fallimento del Le Mans, club che aveva scelto di puntarci).

Il punto di svolta, però, arrivò nel 2017, all'età di 19, quando il Monaco campione in carica di Ligue 1 decise di puntare con decisione sul rafforzamento delle giovanili e della squadra B, a cui si aggregò appunto lo stesso Faivre. Dopo le iniziali difficoltà di fronte al contatto coi grandi, a fronte di un Jardim che non sembrava stravedere per le doti di Faivre, il riscatto sembrava poter portare il nome altisonante di Thierry Henry, idolo di Faivre subentrato proprio a Jardim nell'ottobre del 2018. E proprio con Henry in panchina si realizzò il sogno del debutto in Ligue 1: nella stagione 2018/19, il 22 dicembre del 2018, Faivre giocò i 25 minuti finali di Monaco-Guingamp, sfida persa dai monegaschi per 0-2. Fu solo però un lampo illusorio, assieme a due presenze in Coppa di Francia: a gennaio il ritorno di Jardim in panchina sancì di fatto l'uscita di scena di Faivre in prima squadra, col ritorno in pianta stabile nella squadra B del Monaco, in National 2. La volontà di scalare le gerarchie senza lasciare il Principato spinse Faivre a respingere le offerte, una situazione che non riuscì però a dare gli effetti sperati e che, nell'estate del 2020 e quindi a pochi giorni dal compimento dei 22 anni, portò all'addio in direzione Brest a titolo definitivo per appena 400mila euro, cifra irrisoria pensando a quanto realizzato poi in Ligue 1. Il resto è storia recente, con una stagione 2020/21 da incorniciare grazie a 5 assist e 6 gol in 36 presenze, terzo giocatore più utilizzato in Ligue 1 dal tecnico Olivier Dall'Oglio. Una stagione che di fatto ha segnato la consacrazione del giocatore, facendo crescere esponenzialmente il suo valore e regalandogli attenzioni fino a poco prima insperate come quelle del PSG e dello stesso Milan.

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Esultanza di Faivre / FRED TANNEAU/Getty Images

Caratteristiche tecniche

Fin dalla più giovane età Faivre ha messo in mostra doti importanti a livello di dribbling e tecnica, tanto da spiccare in modo evidente nei primi anni delle giovanili rispetto ai coetanei, tecnicamente meno dotati. Nella sua evoluzione, nel corso degli anni, il classe '98 ha mantenuto e perfezionato un gran controllo di palla e un'invidiabile capacità di andar via in dribbling al diretto marcatore, saltandolo spesso con giocate sorprendenti e irridendolo con tunnel e altri numeri difficilmente leggibili a priori. L'ultimo anno, il primo in Ligue 1 da protagonista, ha permesso a Faivre di mostrare anche tutte le qualità balistiche su tiro da fermo, con morbide parabole su punizione, rigorosamente col mancino, e con calci d'angolo più che mai efficaci. Trattandosi di un elemento che fa della creatività e della tecnica le proprie armi migliori è evidente come racchiuderlo in un singolo ruolo sia arduo, Dall'Oglio lo ha utilizzato come esterno sinistro dalle spiccate doti offensive nel 4-4-2, puntando raramente sul 4-2-3-1 e su Faivre come trequartista alle spalle della punta. Una collocazione che, a dire il vero, potrebbe esaltare al massimo le doti del giocatore. Al netto delle tante qualità elencate occorre una crescita sul piano dell'abnegazione e della capacità di comprendere quando "contenere" l'immensa creatività, optando per giocate più funzionali e più semplici: tutti aspetti che non vanno comunque a inficiare sullo status di gioiello di Faivre e sul suo diritto di giocarsi finalmente, dopo tanta gavetta, le proprie carte.

Come potrebbe giocare nel Milan

E proprio nella veste di trequartista Faivre potrebbe far comodo eccome a Stefano Pioli e al suo Milan, ormai da tempo alla ricerca di un nuovo interprete in quel ruolo. Se Adli viene visto come un possibile sostituto di Bennacer, infatti, è difficile immaginare Faivre schierato in ruoli diversi da quelli alle spalle della punta. L'ideale sarebbe vederlo come trequartista nel 4-2-3-1, dunque, ma la sua capacità di svariare potrebbe vederlo partire anche come esterno alto a sinistra o persino a destra, a piede invertito, per risultare più efficace in zona gol e arrivare più agevolmente al tiro.


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