Juventus

Retroscena sul rapporto di Ronaldo con la Juve: incrinato lo spirito di gruppo, lo spogliatoio si è disunito

Antonio Parrotto
Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Le parole di Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini hanno testimoniato l'importanza di Cristiano Ronaldo ma hanno svelato anche alcuni problemi che il gruppo bianconero ha dovuto affrontare con il portoghese. Oneri e onori.

Tuttosport parla di costo umano che è stato anche peggiore al costo generale, in termini economici, di CR7. Il ruolo di accentratore di Cristiano, la sua mancata partecipazione alla fase difensiva e dunque la sua scarsa propensione al sacrificio, non hanno fatto breccia nel cuore dello spogliatoio bianconero.

Cristiano Ronaldo, Giorgio Chiellini
Giorgio Chiellini e Cristiano Ronaldo / Jonathan Moscrop/GettyImages

La Juventus era costruita sull'umiltà e sull'unità di gruppo. E ha finito col pagare lo scotto. Altri grandi campioni come Tevez, Higuain, Mandzukic (uno degli emblemi) ma anche Pirlo, Dani Alves, ecc, si erano adattati alla 'legge dello spogliatoio' juventino. CR7 no. Ronaldo non ha mai fatto parte del branco, neanche come capo.

Ronaldo non ha mai partecipato alla fase difensiva. Questo ha avuto un effetto deleterio con "lo sgretolamento della legge delle tre U che aveva cementato la Juventus fin lì: uguaglianza, umiltà e unità. Nel corso dei tre anni, questo effetto ha incrinato la disciplina dello spogliatoio, dove se la legge “non” è uguale per tutti, si aprono delle crepe pericolose".

E' dunque mancata compattezza in campo e fuori. E dopo 3 anni si è arrivati al naturale addio di Cristiano. Con la Juve che ora prova a ripartire.


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