Storie di calcio

Quali erano i colori sociali originali delle squadre attualmente in Serie A?

Matteo Baldini
Dybala in rosa
Dybala in rosa / Nicolò Campo/GettyImages
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Nell'idea comune e più consueta il binomio costituito da una squadra di calcio e della sua maglia, dai suoi colori, rappresenta un legame saldo e inscindibile. Una questione di DNA, tale da scatenare insurrezioni e critiche quando lo sponsor tecnico di turno osa alterare le combinazioni tradizionali, osa intervenire sui colori.

Il legame tra il mondo del tifo e i colori sociali della squadra del cuore, del resto, riesce persino a superare i momenti storici più o meno felici di un dato club, riesce ad elevarsi anche rispetto alla devozione riservata ai campioni che - nel corso dei decenni - quella stessa maglia l'hanno indossata.

Esiste però, scavando in un passato spesso remoto, il ricordo di uno stato diverso delle cose: quel che tutti conosciamo in sostanza era differente, anche radicalmente, e non mancano casi in cui i colori sociali a cui siamo tutti abituati (tanto da darli per scontati) erano in principio altri, trasformandosi poi in corso d'opera per le più varie, spesso curiose, motivazioni. Vediamo dunque quali erano i colori sociali originali delle squadre della Serie A 2021/22.

1. Atalanta

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Atalanta / MIGUEL MEDINA/GettyImages

Una delle principali ragioni per cui i colori storici di un club lasciano spazio a soluzioni diverse è quella di una fusione tra più società, questo del resto è quanto accaduto anche a Bergamo nel 1919.

L'Atalanta, fondata nel 1907 e ispirata all'eroina della mitologia arcadica, aveva maglie bianconere mentre la Bergamasca aveva maglie bianche e blu. Il nerazzurro è dunque frutto della fusione dei due club e dei rispettivi colori sociali, divenuti poi l'emblema dell'Atalanta Bergamasca Calcio.

2. Bologna

Il Bologna
Il Bologna / Alessandro Sabattini/GettyImages

A differenza del caso citato in precedenza, quello dell'Atalanta, i colori del Bologna sono sempre stati quelli attuali: il club felsineo è rossoblù fin dalla propria fondazione, nel 1909, a causa della divisa sociale del collegio presso cui aveva studiato uno dei fondatori e giocatore della squadra ai suoi albori, nello specifico Arrigo Gradi (Collegio Wiget a Rorschach).

Gradi presento ai compagni le divise rossoblù come campione di base, per le prime partite giocate, e queste rimasero il marchio di fabbrica della squadra di Bologna. Un solo cambiamento: le maglie portate da Gradi erano a quarti e non a strisce (lo divennero già dal 1910).

3. Cagliari

Il Cagliari scudettato
Il Cagliari scudettato / Alessandro Sabattini/GettyImages

Il rossoblù che tutti associano alla squadra sarda venne alternato, almeno inizialmente, ad altre soluzioni per la divisa utilizzata in casa.

I colori sociali individuati in una prima battuta furono sì il rosso ed il blu ma la compagine sarda scendeva spesso in campo in maglia bianca, alternando poi diverse soluzioni in rossoblù (palata, a strisce più o meno larghe) e passando al nerazzurro dal 1925 al 1928. Il successivo passaggio (ritorno) al rossoblù si rivelò poi quello definitivo e tutt'ora in uso.

4. Empoli

Empoli FC v Frosinone Calcio - Serie B
Empoli / Giuseppe Bellini/GettyImages

La storia dell'Empoli è quasi da sempre legata all'azzurro che tuttora ne caratterizza la maglia, quasi appunto: nella prima stagione dalla sua fondazione, infatti, il club toscano indossò una maglia rossa con pantaloncini neri e calzettoni rossi.

Il rosso, peraltro, è tornato sulle divise dell'Empoli a più riprese pensando alle terze maglie che si sono avvicendate anche in tempi piuttosto recenti (comunque dal 2000 in poi).

5. Fiorentina

Valero Iglesias Borja
Fiorentina in biancorosso nel 2012 / Gabriele Maltinti/GettyImages

La storia della maglia della Fiorentina e del suo passaggio dal biancorosso delle origini al viola è una delle più note, arricchita com'è di note folkloristiche persino fantasiose.

Dal 1926 al 1929 la maglia del club toscano era appunto bianca e rossa, unendo i colori del Centro Sportivo Firenze e della Palestra Toscana Libertas, mentre successivamente il presidente Ridolfi individuò nel viola il colore giusto per la Fiorentina: il fondatore del club rimase colpito positivamente dalle maglie dell'Ujpest, club ungherese che veste di viola.

6. Genoa

Oscar Damini, Roberto Pruzzo
Damiani e Pruzzo / Alessandro Sabattini/GettyImages

Un'altra delle tante formazioni rossoblù del nostro calcio, il club più antico d'Italia non vestiva inizialmente quelli che sono divenuti poi i suoi storici colori: le prime uscite del Genoa erano caratterizzate infatti da una divisa bianca e successivamente bianca a strisce azzurre (omaggio allo Sheffield Wednesday, agli albori del '900).

La morte della Regina Vittoria, nel gennaio del 1901, portò poi la squadra genovese a rendere omaggio ai colori della Union Jack proprio col passaggio al rosso e al blu (5 voti a favore, 4 i contrari al cambiamento).

7. Hellas Verona

Francesco Guidolin
Guidolin col Verona / Alessandro Sabattini/GettyImages

Il giallo e il blu ispirati al simbolo della città di Verona caratterizzarono l'Hellas fin dagli albori, dal 1903 e dalla fondazione ispirata dal professor Corubolo e dal conte Fratta Pasini.

In questo caso si sottolinea come il blu utilizzato sia stato alternativamente più chiaro o più scuro, così come il giallo è stato più o meno presente nel corso degli anni, alternando strisce, bande, maglie bicolori o altre soluzioni nel corso dei decenni.

8. Inter

Ramon Diaz
Ramon Diaz / Alessandro Sabattini/GettyImages

Il nero e il blu fanno parte della storia dell'Inter fin dagli albori, fin dalla fondazione nel 1908 presso il ristorante Orologio: romanticamente si legano i colori sociali del club alla notte, al cielo notturno sopra Milano negli attimi che videro nascere il club (per mano di dissidenti del Milan).

Tra questi figurava il futurista Muggioni che, dal canto proprio, individuò nel nerazzurro il contrasto ideale rispetto al rossonero che caratterizzava il Milan, da cui la neonata società stava prendendo le distanze.

9. Juventus

Fabrizio Pasqua, Paulo Dybala, Leonardo Bonucci
La Juve in rosa / Nicolò Campo/GettyImages

La storia della maglia della Juventus è ricca di curiosità e di aspetti sicuramente peculiari: innanzitutto i colori sociali degli inizi non erano il bianco ed il nero ma il rosa ed il nero, sulla scia dei colori sociali del liceo classico Massimo D'Azeglio.

Su spunto di John Savage, primo calciatore straniero della Juve, nel 1903 il club passò al bianconero del Notts County ma, ulteriore curiosità, l'idea iniziale del calciatore era quella di puntare sulle maglie del Nottingham Forrest (rosse con dettagli bianchi) anziché su quelle del club rivale, inviate a Torino in tutta fretta pur di fornire il materiale alla squadra.

10. Lazio

A flag of SS Lazio is seen prior to the pre-season friendly...
SS Lazio / Nicolò Campo/GettyImages

L'accostamento cromatico tra bianco e celeste fa parte delle intenzioni dei fondatori e trovò espressione già in quanto affermato da Luigi Bigiarelli nel gennaio del 1900: "I colori saranno quelli della bandiera greca".

La forma cambiò spesso, passando dalla maglia bianca con la scritta "Lazio" in celeste alla tenuta a quarti bianchi e celesti, fino ad arrivare alla maglia interamente celeste che tutti conosciamo: tante soluzioni insomma, riproposte peraltro ance in tempi recenti, ma gli stessi colori fin dall'inizio.

11. Milan

Milan
Il Milan / Alessandro Sabattini/GettyImages

In pochi casi come in quello rossonero i propositi degli inizi si sono poi riflessi su quella che, effettivamente, è stata ed è rimasta la maglia del club: il fondatore Herbert Kiplin professava l'intenzione di creare una squadra "di diavoli, rossi come il fuoco e neri come la paura", un intento rispettato poi pedissequamente e senza eccezioni.

In questo caso, più unico che raro come abbiamo già avuto modo di vedere, non hanno avuto luogo stravolgimenti cromatici in corso d'opera: rossoneri erano alle origini e rossoneri rimangono tutt'ora.

12. Napoli

SSC Napoli
Il Napoli / Alessandro Sabattini/GettyImages

L'azzurro è nella storia del Napoli fin dal 1926, anno della sua fondazione, mantenendo un discorso di continuità con Unione Sportiva Internazionale Napoli e col Naples Football & Cricket Club, club più importanti della città. La prima società era azzurra in onore dei Borbone e degli Angioini, il Naples aveva invece una maglia a strisce verticali celesti e azzurre più scure, come a rappresentare il mare e il cielo del capoluogo campano.

L'azzurro tutt'ora presente sulle maglie rappresentò dunque lo sbocco più naturale, a livello cromatico, senza causare stravolgimenti rispetto alle due società che precedevano la nascita del club che conosciamo come SSC Napoli.

13. Roma

Zbigniew Boniek of Roma
Boniek in azione con la Roma / Getty Images/GettyImages

Nel caso della Roma, fin dalla fondazione del club capitolino nel 1927, è cruciale l'identificazione tra il club e lo stemma stesso della città, coi colori giallo e rosso a farla da padrona (rosso porpora dello sfondo e giallo oro, nello specifico).

Un'identità tra divisa e stemma rimasta sempre invariata, al di là di qualche soluzione più sperimentale come la famosa maglia "ghiacciolo" e delle variazioni relative ai calzoncini che si sono susseguite nei decenni.

14. Salernitana

Salernitana Soccer Team Supporters Celebrating Results
Tifosi granata / Ivan Romano/GettyImages

La storia dei colori della Salernitana si differenzia in modo radicale da quei club rimasti sempre legati a un solo tratto cromatico: al contrario, il club campano nacque come biancoceleste a strisce e rimase tratteggiato da tale accostamento negli anni '20 e negli anni '30, con brevi esperienze a strisce celesti/nere e in granata, colore che venne poi ripreso definitivamente dal 1943 per restare legato, fino a oggi, alla compagine campana.

Il biancoceleste degli inizi si lega romanticamente al colore del mare o più prosaicamente all'idea di un presidente che, di fatto, riuscì a recuperare soltanto maglie di quel colore per poter giocare.

15. Sampdoria

Graeme Souness
Souness in blucerchiato / Getty Images/GettyImages

Ci sono pochi dubbi sulle qualità uniche della maglia blucerchiata, così come del resto sono peculiari le ragioni che hanno condotto a suo tempo a una soluzione così curiosa: nel 1946 si fusero Sampierdarenese e Andrea Doria, come del resto si evince dal nome del club genovese, e l'incrocio toccò anche i colori delle due squadre.

Il bianco rosso e nero della Sampierdarenese si unirono così al bianco e al blu dell'Andrea Doria, generando dunque la divisa che tutti conoscono e che, anche a livello internazionale, è celebrata come una delle più iconiche.

16. Sassuolo

Gaetano Masucci
Il Sassuolo / Giuseppe Bellini/GettyImages

Il Sassuolo si è distinto per saper raggiungere lo status di realtà del nostro calcio partendo dall'identità di outsider, di vero e proprio miracolo sportivo consolidato negli anni.

La fondazione negli anni '20 non deve dunque farci pensare a un club ambizioso come quello attuale ma a una realtà del calcio dilettantistico emiliano, col giallo ed il rosso come primi colori.

Tra numerose vicissitudini societarie il club è poi arrivato al neroverde come vero marchio di fabbrica dal 1970 in poi, fino agli anni dell'approdo in Serie A e della favola sportiva tuttora in corso.

17. Spezia

Italian League Serie B 2015-2016
Lo Spezia / MB Media/GettyImages

Nessuna rivoluzione particolare da segnalare per quanto riguarda i colori del club ligure fondato nel 1906: il bianco è un tratto distintivo dello Spezia da sempre, con pantaloncini neri e dettagli (sempre neri) che dagli anni '90 in poi hanno assunto un peso più ingombrante rispetto al bianco stesso, anche sulla maglia.

18. Torino

Claudio Sala
Claudio Sala / Alessandro Sabattini/GettyImages

Il Toro è unanimemente associato al granata ma, anche nella gloriosa storia del club piemontese, non mancano rivoluzioni legate proprio al colore e all'abbinamento che, inizialmente, contraddistingueva la squadra.

Al momento della nascita del Football Club Torino si optò inizialmente per il mantenimento delle strisce arancio-nere che contraddistinguevano una delle società implicate nella nascita del Toro, la FC Torinese.

Il presidente onorario del neonato club, però, non gradiva l'associazione tra i colori in questione e gli Asburgo e si optò dunque per il granata, colore legato - secondo la spiegazione più accreditata - ai fazzoletti dei soldati della Brigata Savoia.

19. Udinese

Edino Nazaret Filho ( Edinho)
Edinho / Alessandro Sabattini/GettyImages

Il nero e il bianco sono sempre stati i colori sociali dell'Udinese e ne hanno sempre contraddistinto la maglia, riprendendo peraltro lo stemma comunale di Udine in modo fedele.

Pur cambiando soluzioni, con prevalenza alternata del nero o del bianco, con strisce oppure con maglie più originali negli anni '80, a livello cromatico non hanno mai avuto luogo vere e proprie rivoluzioni.

20. Venezia

Maurizio Zamparini, Luciano Spalletti
Zamparini e Spalletti / Claudio Villa/GettyImages

L'accostamento tra i colori del Venezia, a partire perlomeno dalla fine degli anni '80 e dalla fusione col Mestre, detiene certo fascino e appare peculiare, perfettamente riconoscibile.

Lo storia del club lagunare però, a livello di colore della maglia, risulta frastagliata e ricca di cambiamenti. Inizialmente il club, con la fusione tra Palestra Marziale e Costantino Reyer, era rossoblù ma l'identità di colori col Genoa reso obbligatorio un cambio: si passò così al verde e, dal '30 al '34, al rosso (col nome di SS Serenissima).

Si tornò poi al verde e al nero fino all'avvento dell'arancione, derivato dalla fusione col Mestre nel 1987 e unito dunque al nero e al verde già presenti, con la realizzazione successiva di un'infinita varietà di soluzioni che hanno visto alternarsi il nero e verde come colore principale.


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