Premier League

La Premier parla sempre meno inglese: 15 club di proprietà straniera

Andrea Gigante
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Premier League / Richard Heathcote/GettyImages
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Con l'acquisto del Newcastle si è chiusa ufficialmente l'era di Mike Ashley che è stato alla guida del club per 14 anni. A prendere il suo posto è il Public Investment Fund, un fondo di proprietà dell'Arabia Saudita con un patrimonio di 343 miliardi di euro.

Questo cambio al vertice non solo avrà delle conseguenze sugli equilibri del calcio europeo, ma conferma un trend che da anni sta investendo la Premier League. Infatti, come riporta Calcio & Finanza, sono sempre meno le proprietà inglesi all'interno del campionato.

Con l'ingresso dei sauditi, salgono a 15 le società il cui maggior azionista non sia inglese. Per indorare un po' la pillola, possiamo contarne 14, visto che David Sullivan, il presidente del West Ham, è gallese, quindi britannico.

Proprietà inglesi in Premier League

A tenere alto l'orgoglio inglese all'interno del campionato di Sua Maestà, ci sono quindi solo 5 presidenti. Quattro di essi sono alla guida di compagini neopromosse o che comunque non godono di un grande appeal internazionale. Nonostante ciò, il Brighton di Tony Bloom e il Brentford di Matthew Benham non stanno affatto sfigurando, visto che al momento sono rispettivamente sesti e settimi in Premier League.

Senza infamia e senza lode il Crystal Palace del presidente Steve Parish che oggi naviga nella metà della classifica. Chi invece deve fare attenzione è Delia Smith: il suo Norwich è appena salito dalla Championship, ma nella massima serie sta deludendo, come dimostra l'ultimo posto.

L'unico club autorevole con un presidente inglese è il Tottenham. Il n°1 degli Spurs è Joe Lewis, ricco imprenditore considerato da Forbes la dodicesima persona più ricca degli UK. I tifosi possono essere fieri del loro patron; anche se, a livello di titoli vinti, non c'è grande differenza con i club di cui parlavamo prima...

Altre proprietà europee in Premier League

Uscendo dall'Inghilterra, sono quattro i patron europei che possiedono un club di Premier League e ben due di essi sono italiani. Il Watford appartiene alla famiglia Pozzo dal 2012 e in questi 9 anni di presidenza, le trattative imbastite con l'Udinese non si contano.

Andrea Radrizzani è diventato presidente del Leeds United solo nel 2017, ma la società si era già tinta del Tricolore da tre anni, grazie a Massimo Cellino. Di recente, Radrizzani si è fatto avanti per rilevare la Salernitana ed entrare in Serie A; alla fine l'affare non si è concluso e resta alla guida dei Whites.

Andrea Radrizzani
Andrea Radrizzani / George Wood/GettyImages

Come abbiamo detto poco fa, David Sullivan è il proprietario del West Ham. Il gallese ha acquistato gli Hammers nel 2010 e i tifosi sono stati molto felici di sapere che un imprenditore del mondo della pornografia sarebbe stato il loro presidente.

Mentre sorvolava Londra a bordo del suo elicottero, si è innamorato di Stamford Bridge: ecco il momento in cui Roman Abramovich ha deciso di acquistare il Chelsea. Quando si tratta di mettere su una squadra vincente, il russo non esita a mettere mani al suo portafoglio da 13,8 miliardi di euro (118esimo uomo più ricco del mondo).

Proprietà asiatiche in Premier League

La maggior parte dei presidenti di Premier League proviene però dall'Asia. Oltre a Nassef Sawiris dell'Aston Villa, Farhad Moshiri dell'Everton, Gao Jisheng del Southampton e al fondo Fosun International del Wolverhampton, bisogna soffermarsi soprattutto sui proprietari di Manchester City e Leicester.

I Citizens sono stati acquistati dallo sceicco Mansour nel 2008 e nel corso degli anni si sono imposti come una delle squadre più forti del mondo. Certo, i grandi investimenti effettuati in questo decennio hanno fatto la loro parte, ma il City non è ancora riuscito a vincere l'ambita Champions League desiderata tanto dal ricco emiro.

Sheikh Mansour bin Zayed Al Nahyan
Lo sceicco Mansour / Francois Nel/GettyImages

Tutti noi abbiamo a cuore la famiglia Srivaddhanaprabha, protagonista della favola del Leicester che nel 2017 ha conquistato una clamorosa Premier League, avendo la meglio su tutte le big 6. Dopo la tragica morte del capofamiglia Vichai, le redini del club sono state ereditate dal figlio Aiyawatt che sta trascinando le Foxes verso un nuovo periodo fiorente.

Gli ultimi asiatici sbarcati in Premier League sono i sauditi del PIF, neoproprietari del Newcastle. Il fondo di proprietà del principe Moḥammad bin Salmān ha un patrimonio di 343 miliardi di euro e siamo certi che i Magpies faranno parlare di sé negli anni a venire.

Proprietà americane in Premier League

Infine, le ultime quattro franchigie inglesi sono di proprietà americane. Se i soldi degli asiatici possono far piacere, di certo i tifosi non saranno contenti di sapere che i loro club sono nelle mani di uno yankee. Soprattutto se questi non portano a grandi vittorie, come nel caso dell'Arsenal. Il patron Stan Kroenke è ormai da anni al vertice dei Gunners, ma i fan sembrano averne abbastanza dei suoi investimenti folli e privi di progettualità.

Arsenal v Everton - Premier League
I tifosi dei Gunners protestano contro Stan Kroenke / Justin Setterfield/GettyImages

Discorso diverso invece per il Manchester United. Dopo un periodo di sbando, i Red Devils sembrano aver ritrovato la via del successo e il merito è soprattutto della famiglia Glazer. In estate, il patron ha riportato Cristiano Ronaldo a Old Trafford: un buon modo per ingraziarsi i tifosi e costruire una squadra incredibile.

Tenendo da parte il ALK Capital, fondo proprietario del Burnley, concentriamoci sul Liverpool. I Reds sono guidati da John W. Henry e con l'americano al comando sono tornati nel gota del calcio mondiale. Oltre alla Champions League vinta nel 2019, va menzionata soprattutto la Premier League conquistata nel 2020, a 30 anni dall'ultima volta.


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