Pro e contro dei principali candidati al Pallone d'Oro 2021

Il Pallone d'Oro
Il Pallone d'Oro / THOMAS SAMSON/GettyImages
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La consegna del Pallone d'Oro 2021 si avvicina, la cerimonia andrà in scena lunedì 29 novembre al Theatre du Chatelet di Parigi, e dopo un anno di pausa assoluta per Covid-19, senza dunque l'assegnazione del premio per il 2020, l'attesa è persino superiore al solito. Le prestazioni individuali dei candidati, gli exploit di Italia e Argentina tra Europei e Coppa America, un Chelsea sulla vetta d'Europa: tutti fattori che in qualche modo indirizzeranno gli esiti, favorendo o sfavorendo un candidato rispetto all'altro.

Del resto è evidente come l'equilibrio tra i vari criteri considerati (prestazioni individuali e di squadra, talento e sportività del giocatore, la carriera del giocatore) possa rivelarsi precario, come la coperta possa risultare troppo corta: premiando la classe e il talento del singolo si rischia di tener fuori l'impatto complessivo su un club o su una Nazionale, avvalorando i risultati al contrario si potrebbe offuscare il giusto spazio per il valore assoluto del giocatore; la scelta finale, anche per questo, si rivela spesso controversa e non accolta unanimemente con favore.

Vediamo dunque, considerando i 10 principali candidati per il successo finale, quali potrebbero essere i punti a favore e quelli, invece, sfavorevoli nel computo globale.

1. Lionel Messi

Lionel Messi
Leo Messi / Gustavo Pagano/GettyImages

Difficile immaginare dei "contro" quando si tratta di figurarsi Leo Messi insignito del Pallone d'Oro: un possibile freno, utopistico, potrebbe derivare dalla presenza di 6 riconoscimenti già ottenuti in tal senso, col necessario desiderio conseguente di lasciare gloria ad altri.

Niente di fondato, però, niente che verosimilmente si tradurrà in realtà: sul valore assoluto del giocatore non esistono dubbi, tantomeno ne esistono sul rendimento nella stagione 2020/21(38 gol e 18 assist in 48 partite complessive). A condire il tutto emerge poi, e non è poco, il successo tanto agognato con la sua Argentina in Coppa America (4 gol e 5 assist con l'Albiceleste nella competizione).

Una potenziale nota stonata da tenere in considerazione sono i risultati ottenuti dal Barcellona: la vittoria in Coppa del Re non compensa infatti il terzo posto nella Liga e l'eliminazione dalla Champions agli ottavi (con tanto di 1-4 in casa col PSG).

2. Robert Lewandowski

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Robert Lewandowski / TOBIAS SCHWARZ/GettyImages

Cosa potrebbe frapporsi tra Robert Lewandowski e la conquista di un Pallone d'Oro? Probabilmente, come in effetti è successo, soltanto una pandemia tale da annullare il premio per un anno.

La decisione di non assegnare il premio nel 2020 ha strappato dalle mani del polacco un'affermazione sacrosanta e non è da escludere che la soddisfazione sia stata solo rinviata: nel 2020/21 l'attaccante ha collezionato 41 gol nella sola Bundesliga, conditi da 11 assist, mentre in Champions ha segnato "appena" 5 gol su 6 partite disputate (uscendo peraltro ai quarti).

A livello di squadra, col suo Bayern, ha vinto la Bundesliga, il Mondiale per club, la Supercoppa UEFA e la Coppa di Germania. Il calo in Champions rispetto all'incredibile 2019/20 (edizione in cui segnò 15 gol) potrebbe rappresentare un "contro" con cui fare i conti, così come un Europeo deludente a livello di squadra.

3. Jorginho

Jorginho
Jorginho a Wembley / Laurence Griffiths/GettyImages

Mai come nel caso di Jorginho occorre considerare l'impatto devastante sulla squadra di club e sulla sua Nazionale: si è rivelato un ingranaggio fondamentale sia per il Chelsea di Tuchel, capace di conquistare la Champions League, che nell'Italia di Mancini che abbiamo visto compiere l'impresa a Wembley.

Metronomo, punto di riferimento e uomo d'ordine in mezzo al campo, il tutto condito da gol pesanti su rigore (croce e delizia per l'ex Verona, soffermandosi sulla sola attualità). Se il criterio valutato con maggiore forza fossero dunque i trofei ottenuti dalle sue squadre, aggiungiamoci anche la Supercoppa UEFA vinta l'11 agosto, non ci sarebbe storia.

Esistono però fattori che penalizzano palesemente il regista ed è evidente come la sua fama, soprattutto presso certe latitudini calcistiche meno sensibili a quanto accade in Europa in una singola stagione, risulti inferiore rispetto ad altri candidati in ballo. Al contempo è evidente come, anche in termini di valore assoluto e di carriera, risulti indietro rispetto ai rivali: sarà, in sostanza, tutta una questione di equilibrio tra i criteri.

4. Karim Benzema

Karim Benzema
Karim Benzema / Daniel Mihailescu - Pool/GettyImages

Un giocatore che spesso ha vissuto il paradosso di risultare sottovalutato agli occhi di qualcuno o eccessivamente considerato per altri, una situazione contraddittoria che si lega forse anche ai suoi trascorsi con CR7 nelle vesti (quasi surreali, considerandone le qualità) di sua spalla.

I numeri parlano chiaro e nel 2020/21 dicono 30 gol e 12 assist complessivi con la maglia del Real Madrid, oltre a un importante ritorno in Nazionale: la Francia è tornata a puntare su di lui, dopo il noto scandalo che lo ha visto protagonista, e Benzema ha ripagato con 4 gol in 4 partite a Euro 2020.

L'eliminazione agli ottavi da Euro 2020 per mano della Svizzera però, assieme all'assenza di trofei alzati col Real Madrid, rappresentano effetti collaterali da considerare. Certo è che, valutando anche la carriera del giocatore e la sua capacità di migliorare col tempo, diventa logico che sia pienamente in corsa almeno per un posto sul podio.

5. N'Golo Kanté

Ngolo Kante
Kanté e la Champions / David Ramos/GettyImages

Come nel caso di Jorginho si tratta di un protagonista dell'affermazione del Chelsea in Champions League, un giocatore che ha visto nella conquista del principale trofeo d'Europa una sorta di compimento della sua incredibile parabola ascendente, avviata già col miracolo Leicester.

Un concentrato di resistenza, generosità e acume tattico in entrambe le fasi che ogni allenatore vorrebbe in squadra, doti che danno l'impressione di essere inesauribili lungo il corso di un match.

Un candidato certo atipico per il Pallone d'Oro, considerando anche il carattere non esattamente istrionico fuori dal campo e il profilo basso: non mancano i tifosi di un'affermazione per Kanté, a livello individuale, e se solo Euro 2020 avesse regalato esiti diversi alla Francia l'idea non sarebbe poi così campata in aria.

6. Gianluigi Donnarumma

Gianluigi Donnarumma
Donnarumma a Wembley / GES-Sportfoto/GettyImages

Sappiamo quanto possa essere complesso (utopistico) affermarsi nel Pallone d'Oro per un estremo difensore: Khan e Buffon sono riusciti a salire sul podio, l'ultimo a farlo è stato Neuer, ma dopo Yashin nessuno è riuscito a vincere.

Questo è il principale "contro" pensando a un Pallone d'Oro in mano a Donnarumma: gli argomenti a favore, del resto, sarebbero evidenti e si legherebbero all'Europeo da assoluto protagonista, tanto da ricoprire un ruolo fondamentale nel successo dell'Italia.

I rigori parati nei momenti più decisivi, compreso quello di Saka per la vittoria a Wembley, hanno un peso incalcolabile e hanno portato all'elezione di Donnarumma come "miglior giocatore di Euro 2020".

7. Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo
CR7 / Carlos Rodrigues/GettyImages

Cristiano Ronaldo, più di chiunque altro, è vittima di un paradosso per certi versi curioso: essere sempre al top e finire addirittura per essere percepito come problematico, poiché troppo accentratore, all'interno di una squadra.

Con 5 affermazioni già in bacheca nel Pallone d'Oro può sorprendere, stavolta, vederlo lontano dai primissimi posti, anche valutando i numeri in sé, ma la stagione della Juve e l'Europeo del Portogallo (eliminato agli ottavi) non danno una grande mano in tal senso.

Resta comunque evidente come 36 gol in 45 partite e 5 gol a Euro 2020, in 4 partite disputate, rendano obbligatorio prenderlo comunque in considerazione e continuare a sottolineare, giustamente, di che macchina perfetta si tratti.

8. Kylian Mbappé

Kylian Mbappé
Kylian Mbappé / PASCAL GUYOT/GettyImages

Forte dei suoi 22 anni di età è evidente come abbonderanno in futuro altre occasioni per giocarsi il Pallone d'Oro e per vincerlo, il tempo ancora non è arrivato nonostante numeri assolutamente impressionanti.

Nella stagione 2020/21, infatti, Mbappé ha messo a segno qualcosa come 42 gol complessivi col PSG, in 49 partite, aggiungendo a questi anche 13 assist per i compagni. Anche considerando la sola Champions League (8 gol, 6 tra ottavi e quarti) è evidente il contributo del classe '98 al raggiungimento della semifinale da parte del PSG.

Il club francese si è però dovuto accontentare della sola Coppa di Francia e i Bleus, a Euro 2020, hanno patito l'eliminazione per mano della Svizzera agli ottavi: questi i motivi per i quali verosimilmente ci sarà ancora da attendere.

9. Kevin de Bruyne

Kevin De Bruyne
Kevin De Bruyne / Michael Regan/GettyImages

Un altro giocatore che non manca di sostenitori, con un generale e meritato apprezzamento di colleghi (Jorginho su tutti) e addetti ai lavori, è il belga de Bruyne.

Considerando la sua qualità e il suo modo unico di interpretare il prototipo di centrocampista moderno, i pro appaiono evidenti e corroborati dagli stessi numeri: 10 gol e 18 assist in 40 presenze, titolo in Premier League e finale in Champions col suo City. Nella stagione precedente aveva persino fatto meglio a livello individuale, dato soprattutto l'incredibile numero di assist (24) forniti ai compagni.

L'eliminazione del Belgio ai quarti di Euro 2020 e una minore continuità rispetto alla stagione precedente, complici gli infortuni, fanno sì che l'affermazione in questo Pallone d'Oro appaia meno verosimile di quanto, invece, sarebbe potuto essere nell'edizione 2020 (poi cancellata).

10. Erling Haaland

Erling Haaland
Erling Haaland / Dean Mouhtaropoulos/GettyImages

Così come Mbappé parliamo di un sicuro protagonista del Pallone d'Oro del futuro, pronto a giocarsi probabilmente col francese il ruolo di migliore o comunque ad alternarsi sul podio ad altri campioni.

L'impatto di Haaland sul mondo del calcio è sotto gli occhi di tutti e anche in questo caso i numeri parlano in modo chiaro: parliamo di un classe 2000 che nella stagione 2020/21 ha segnato 41 gol in 41 partite tra le varie competizioni col Borussia Dortmund, con un rapporto privilegiato con la Champions (10 gol in 8 partite) che già a Salisburgo era apparso evidente (e precoce).

Il futuro è dalla sua parte ed è evidente che il punto non sia se vincerà mai il Pallone d'Oro ma, semplicemente, quando lo farà e per quante volte: si tratta solo di attendere e di scoprire, tra l'altro, dove si svilupperà la sua carriera dopo Dortmund.


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