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Pasqua come rinascita: storie di giocatori "finiti" e poi tornati grandi

Matteo Baldini
Apr 4, 2021, 5:00 PM GMT+2
Luca Toni all'Hellas
Luca Toni all'Hellas | Dino Panato/Getty Images
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"Ti gridavano: "Fenomeno!", ora invece gridano: "Bu!" un signore grasso e lento giunto al viale del tramonto!"

Elio e le Storie Tese (Sunset Boulevard)

Quante volte ci si lancia in giudizi affrettati, presi dal momento o dalle valutazioni più superficiali? Almeno nel calcio succede sistematicamente, succede al tifoso dall'urlo facile ma anche all'addetto ai lavori più sofisticato e colto, così come ad allenatori e presidenti. Gli anni che passano, qualche chilo di troppo e un paio di occasioni sprecate bastano per far calare una pietra tombale sulla carriera di un giocatore e sulle sue ambizioni di essere ancora protagonista ai massimi livelli.

La superficialità delle valutazioni però, talvolta, si scontra con la realtà, coi numeri e con le giocate che arrivano quando tutti pensavano che il triplice fischio fosse già risuonato. E se Pasqua rimanda chiaramente alla rinascita ecco gli esempi di chi, dato per finito, ha saputo tornare protagonista in Serie A:

1. Roberto Baggio

Roberto Baggio
Baggio al Brescia | Etsuo Hara/Getty Images

Roby Baggio ha saputo rinascere due volte. ha saputo trovare il riscatto quando qualcuno lo voleva appannato e in declino: la prima volta col passaggio al Bologna, dopo essersi sentito "scaricato" dal Milan, la seconda volta nel Brescia per ben quattro stagioni, dopo l'esperienza all'Inter, da assoluto protagonista. Dopo le avventure agrodolci nelle milanesi, dunque, il Divin Codino ha trovato una nuova giovinezza regalando ancora sprazzi di talento.

2. Antonio Cassano

Antonio Cassano
Antonio Cassano | Gabriele Maltinti/Getty Images

L'esperienza al Real Madrid sembrava aver tramutato Cassano nel Gordito su cui in Spagna ironizzavano, lontano dalla velleità di essere decisivo: alla Sampdoria però seppe ritrovarsi del tutto, regalando gol e assist, tornando il giocatore che aveva fatto innamorare l'Italia da giovanissimo, quasi 10 anni prima.

3. Francesco Totti

Francesco Totti
Francesco Totti | Claudio Villa/Getty Images

Francesco Totti rappresenta un esempio di abnegazione oltre che di talento cristallino, una fusione probabilmente unica di qualità e di testa: la capacità di mettersi in discussione, di non arrendersi dopo gli infortuni, ha fatto la differenza e ha posto le basi per una carriera straordinariamente lunga. Dopo il grave infortunio del febbraio 2006 in tanti temevano una battuta d'arresto ma ricevettero una risposta contraria, con un recupero a tempo di record.

4. Christian Vieri

Christian Vieri
Vieri in viola | ALBERTO PIZZOLI/Getty Images

Al momento dell'arrivo alla Fiorentina, all'età di 34 anni, qualcuno mugugnò: le condizioni non sembravano quelle dei tempi d'oro e gli ultimi anni, del resto, parlavano di poche presenze e di infortuni frequenti. Eppure in viola l'esperto Bobo Vieri diede risposte sorprendenti, al di là dei 9 gol segnati complessivamente, facendosi sempre trovare pronto e trovando anche la forma migliore.

5. Luca Toni

Luca Toni
Toni all'Hellas | Giuseppe Bellini/Getty Images

Se con Vieri i viola ci avevano visto lungo lo stesso non si può dire per quanto accaduto con Luca Toni: tornato a Firenze dopo 5 anni dalla magica esperienza precedente fornì prestazioni all'altezza, i viola però non vollero più scommettere su di lui che invece, al Verona, fu capace di segnare ancora a raffica e di andare in doppia cifra, noncurante della carta d'identità.

6. Gervinho

Gervinho
Gervinho al Parma | Jonathan Moscrop/Getty Images

Protagonista nella Roma di Garcia l'ivoriano seguì la tentazione cinese, lasciando la Serie A dal 2016 al 2018. Al momento del ritorno, grazie al Parma, in tanti temevano una flessione e una forma ormai in declino: Gervinho sorprese tutti coi suoi dribbling ubriacanti e con spunti inattesi per chi era finito, da anni, fuori dal calcio agonisticamente più motivante.

7. Fabio Quagliarella

Fabio Quagliarella
Fabio Quagliarella | Giampiero Sposito/Getty Images

La fine dell'esperienza al Torino a 33 anni, resa amara dai contrasti coi tifosi, poteva lasciar immaginare gli ultimi fuochi d'artificio prima dell'addio ma la Samp, come con Cassano, ha saputo rigenerare anche Quagliarella: lo dimostrano pienamente le 82 reti segnate fin dal suo ritorno in blucerchiato e le tante stagioni in doppia cifra.

8. Zlatan Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic
Ibra al Milan | Gabriele Maltinti/Getty Images

L'infortunio rimediato in Europa League con lo United, prima, e il passaggio in MLS, successivamente, fecero sbilanciare qualcuno: anche voci importanti, come quella di Mourinho, parlavano di Ibra come di un esperto calciatore arrivato ormai al tramonto, volato negli USA per regalarsi un'ultima avventura. Il ritorno al Milan ha dato segnali del tutto opposti: nonostante i 39 anni lo svedese fa ancora la differenza.

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