Le due verità su Jovic e uno strappo che ora non serve a nessuno

Matteo Baldini
Luka Jovic
Luka Jovic / Simone Arveda/GettyImages
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Il senso di una storia risiede spesso nell'ottica scelta per raccontarla, nell'ambiguità di fondo che non risparmia anche il calcio, ancor di più, esistono spesso versioni contraddittorie e in aperta opposizione che si trovano a convivere (scomodamente) e a intrecciarsi loro malgrado. Da un lato, pensando a Luka Jovic, emerge uno scenario fin troppo definito fatto di musi lunghi e di trattative per sancire un addio anticipato alla Fiorentina: il Corriere Fiorentino, oggi, rilancia proprio l'idea di un Ramadani già a lavoro per interrompere anzitempo l'avventura del suo assistito in maglia viola.

Luka Jovic
Jovic in Roma-Fiorentina 2-0 / Giuseppe Bellini/GettyImages

Un patrimonio da rilanciare

L'aspetto più preoccupante della questione, al di là dei riflessi sul mercato, riguarda però il rapporto con un Vincenzo Italiano che - a dire dello stesso quotidiano - si sarebbe "stancato" del serbo. Pur in un contesto "protetto", quello di un affare economicamente vantaggioso e privo di spesa per il cartellino, la Fiorentina si trova dunque, secondo un simile racconto, a rischiare concretamente di rinunciare a un patrimonio tecnico che - alla vigilia della stagione - appariva cruciale per le sorti viola tra campionato e coppe.

Il tema degli obiettivi in ballo torna cruciale, ora, provando a leggere diversamente nell'attualità e a lasciare qualche spiraglio in più per un riavvicinamento: Jovic, seppur con grande discontinuità, ha dimostrato a sprazzi quelle doti che lo portarono a colpire il Real Madrid, spingendolo a investire su di lui.

Il gran periodo vissuto a ottobre (ben 5 gol messi a segno) stava del resto spostando le valutazioni di chi, prematuramente, iniziava a derubricare come "bidone" il nazionale serbo, le buone prove di Cabral al ritorno dalla sosta e un atteggiamento apparentemente insofferente di Jovic hanno ricreato poi quel clima di generale scetticismo che pareva accantonato.

Luka Jovic
Jovic nel suo ottobre perfetto / Gabriele Maltinti/GettyImages

Non c'è tempo per la rivoluzione

Italiano ha dimostrato fin qui la capacità di non voler "emarginare" per partito preso i giocatori a disposizione e solo un vero e proprio scontro, fuori dalle logiche del rapporto professionale, potrebbe arrivare a compromettere l'equilibrio fin qui dimostrato dal tecnico, con la volontà peraltro di assecondare pacificamente chi voleva trovare più spazio (Maleh, Zurkowski e Benassi, ceduti tutti nella sessione di mercato in corso).

La situazione attuale del reparto avanzato, con Cabral alle prese col recupero e possibili esperimenti (Kouamé o Nico Gonzalez come prime punte), fa sì che sul fronte Jovic non debba prevalere la linea del fatalismo e del mercato come panacea di tutti i mali: i margini per rivalutare il giocatore esistono e i quarti di Coppa Italia (obiettivo ormai strategico per i viola) sono troppo vicini per provare a figurarsi una rivoluzione nel reparto e per assecondare, adesso, chi spinge per un addio prematuro.

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