Mondiali 2022

La guida completa sulla Francia in vista del Mondiale di Qatar 2022

Matteo Baldini
Francia - Qatar 2022
Francia - Qatar 2022 /
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Gli Europei dello scorso anno non hanno certo risparmiato sorprese, per certi versi anche il successo azzurro è classificabile come tale, ed è evidente come la Francia di Deschamps puntasse senza mezzi termini al successo finale: un sogno interrotto prima del previsto, contro la Svizzera, tanto da rendere l'appuntamento con Qatar 2022 una tappa fondamentale di rilancio e rivalsa per i Bleus.

Proviamo dunque a scoprire come si presenterà la Francia ai nastri di partenza dei prossimi Mondiali, in programma tra novembre e dicembre: un viaggio tra le caratteristiche e le importanti ambizioni di transalpini per Qatar 2022.

La storia della Francia ai Mondiali

Parliamo della Nazionale campione in carica, reduce dunque dal successo ottenuto ai Mondiali russi del 2018, ed è evidente come l'idillio tra la Francia e il Mondiale sia storia tutto sommato recente: i due titoli ottenuti dai transalpini sono arrivati del resto nel 1998 e appunto nel 2018.

Ed è proprio dal 1998 che i Bleus non perdono una singola partecipazione alla competizione iridata, tornando a imporsi in sostanza come una delle realtà più importanti (seppur con qualche scivolone inatteso) ed elevando il proprio status dopo la crisi vissuta in seguito al terzo posto del 1986 (con due assenze pesanti a Italia 90 e USA 94 oltre che agli Europei dell'88). Il segno evidente, in sostanza, della fine di una generazione d'oro e della logica difficoltà a rimpiazzarla.

Il culmine positivo del nuovo corso, con le semifinali a Euro '96 e soprattutto col successo ai Mondiali del '98 e agli Europei del 2000, fu seguito da nuove difficoltà e dall'infelice epilogo del 2002 e del 2004 (primo turno e quarti di finale tra Mondiali ed Europei).

La finale del 2006 persa per mano dell'Italia si pone come intervallo piuttosto estemporaneo in un panorama ancora deludente fino poi alla rinascita sancita prima dalla finale a Euro 2016 e poi dalla vittoria ottenuta in Russia. Una vittoria, questa, che porta ovviamente il peso e le pressioni sugli uomini di Dechamps, assieme alla già citata necessità di rivalsa dopo l'eliminazione agli ottavi di finale di Euro 2020.

Al di là delle due affermazioni ottenute nel '98 e nel 2018 si sottolineano anche i due terzi posti, nel 1958 e nel 1986, rispettivamente ai Mondiali tenuti in Svezia e in Messico (colpo di coda, quest'ultimo, della generazione di Platini, Tigana e Giresse).

1998 World Cup Soccer - French Soccer Team Victory Parade
La Francia nel '98 / Christian Liewig - Corbis/GettyImages

Il percorso verso Qatar 2022

Percorso tutto sommato privo di patemi d'animo per la Francia, nel gruppo C valido per le qualificazioni ai Mondiali di Qatar. I Bleus di Dechamps hanno ottenuto il primo posto nel loro girone grazie a 5 vittorie e 3 pareggi in un gruppo che comprendeva (oltre ai francesi) anche Bosnia, Finlandia, Kazakistan e Ucraina.

Al di là di una qualificazione mai del tutto in dubbio si sottolineano comunque i due pareggi per 1-1 con l'Ucraina e un ulteriore 1-1 con la Bosnia. Risultati a cui Pogba e compagni hanno comunque saputo rimediare con i netti successi su Finlandia e Kazakistan nelle ultime sfide in calendario. Positiva la tenuta della difesa, con appena 3 gol subiti nelle 8 sfide disputate.

Le partite della Francia nelle qualificazioni al Mondiale

  • Francia - Ucraina 1-1
  • Kazakistan - Francia 0-2
  • Bosnia - Francia 0-1
  • Francia - Bosnia 1-1
  • Ucraina - Francia 1-1
  • Francia - Finlandia 2-0
  • Francia - Kazakistan 8-0
  • Finlandia - Francia 0-2
Kylian Mbappe, Theo Hernandez, Antoine Griezmann, Lucas Hernandez
Exploit col Kazakistan / John Berry/GettyImages

La formazione tipo della Francia

Le ultime sfide del girone di qualificazione hanno visto la Francia di Deschamps scendere in campo con la difesa a tre, segnando dunque una svolta rispetto al 4-2-3-1 e al 4-3-3 visti in precedenza. Le sfide più recenti però, pensando alla Nations League, hanno sancito il ritorno alla classica difesa a quattro ed è possibile dunque che, a Qatar 22, Deschamps possa varare una formazione con Lloris tra i pali, Pavard e Theo Hernandez sulle fasce, Lucas Hernandez e Varane al centro della difesa. A metà campo il terzetto potrebbe essere Tchouameni, Kantè, Pogba, con Griezmann a supporto della micidiale coppia Mbappé-Benzema. Di fatto, in sostanza, un 4-3-1-2: soluzione fin qui poco percorsa ma senz'altro futuribile per poter esprimere tutta la qualità offensiva dei Blues.

Punti di forza e debolezza della Francia

Non mancano gli aspetti per individuare la Francia tra le Nazionali forti dei favori del pronostico, al di là del titolo di campione del mondo da difendere dopo 4 anni. In ogni reparto abbondano gli elementi d'esperienza e di qualità, giocatori di livello che sono peraltro abituati (anche coi rispettivi club di appartenenza) a scendere in campo con frequenza e a tenere alta l'attenzione, senza potersi permettere cali. Altrettanto evidente è il potenziale offensivo rappresentato dalla coppia Mbappé-Benzema, stelle di livello assoluto pronte a seminare il panico tra le difese avversarie.

D'altro canto, come rovescio della medaglia, si sottolineano certe pecche quasi fisiologiche - o comunque storiche - come l'eccesso di fiducia e la possibilità conseguente di incappare in scivoloni inattesi (come l'eliminazione agli ottavi a Euro 2020). Al contempo potrebbe emergere un'atmosfera deleteria da "fine ciclo", considerato il futuro in bilico della panchina e il profilo di Zidane sullo sfondo.

Karim Benzema, Kylian Mbappe
Una coppia di stelle / John Berry/GettyImages

La stella della Nazionale

La stagione vissuta da Benzema, in aria di Pallone d'Oro, potrebbe far dubitare della scelta ma è evidente che Kylian Mbappé rappresenti il fulcro delle ambizioni francesi, sia per il suo valore da fuoriclasse che per il ruolo di accentratore a livello mediatico: basti pensare al putiferio scatenato dal suo futuro in bilico al PSG, prima del rinnovo, con tanto di botta e risposta con Perez e con la discesa in campo di personalità istituzionali pur di farlo restare in Francia. Vincere il suo secondo Mondiale di fila e farlo da protagonista ne consacrerebbe ancor di più lo status.

Il gioiello pronto alla consacrazione

Di certo non si tratta di un outsider in senso stretto, pensando al suo recente approdo al Real Madrid, ma è evidente che Tchouameni sia pronto al decollo effettivo e ad affermarsi a un livello sempre più alto, tra Nazionale e pesante maglia delle Merengues. L'idea di passare al 4-3-1-2 potrebbe favorirne l'impiego, insieme a Pogba e a Kanté: l'obiettivo è quello di rappresentare oggi quel che lo stesso Pogba rappresentò per la Francia campione del mondo nel 2018.

Aurelien Tchouameni
Tchouameni al Real / Quality Sport Images/GettyImages

Le aspettative del team francese di 90min

"Vorremmo che la squadra facesse un salto di qualità e giocasse al meglio, sulla carta il livello può essere persino superiore rispetto al 2018: se ci fosse anche chimica tra le stelle in campo l'esito sarebbe clamoroso. Ci piacerebbe un atteggiamento più intraprendente e votato all'attacco da parte di Deschamps, considerate le caratteristiche della squadra. Passato il girone, niente da dare per scontato a priori, potrebbe davvero succedere di tutto: vorremmo che la Francia difendesse il titolo, tenendosi alla larga dal rischio (noto) di sottovalutare le avversarie lungo il corso del torneo".

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