Fiorentina

La Fiorentina e i trasferimenti in prestito: un'intrigante arma a doppio taglio

Matteo Baldini
Odriozola e Jovic
Odriozola e Jovic / Anadolu Agency/GettyImages
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La formula del prestito rappresenta a tutti gli effetti croce e delizia nel contesto del mercato, può permettere a un club di inserire in rosa elementi che non sarebbero stati raggiungibili a titolo definitivo, elevando dunque il livello tecnico di una squadra, ma lascia al contempo la sensazione di valorizzare un patrimonio altrui, di spendere energie su situazioni che poi, un domani, qualcun altro potrà godersi.

Un equilibrio talvolta precario, una risorsa e al contempo un limite: i vari uomini mercato hanno un approccio ovviamente diverso nei confronti dei prestiti, sia per un proprio modo di vivere il calciomercato che - ancor di più - per la disponibilità economica che in un dato momento la proprietà può offrire per i movimenti in entrata. Esiste un caso piuttosto emblematico, pensando a cosa un prestito rappresenti nel bene e nel male, ed è il caso della Fiorentina: Lucas Torreira e Alvaro Odriozola spiegano, senza troppo bisogno di viaggiare con la fantasia, perché un trasferimento temporaneo possa essere virtuoso e perché, d'altronde, sia anche una minaccia.

Il caso Fiorentina

Sia l'uruguaiano che lo spagnolo, pur essendo arrivati a titolo temporaneo in viola, hanno avuto un impatto dirompente sia a livello tecnico, per il gioco di Vincenzo Italiano, sia pensando all'ambientamento a Firenze e al legame instaurato fin da subito con la piazza. I segnali di tale impatto si ritrovano a posteriori ripercorrendo numeri e rendimento di una stagione ma, ancor di più, si misurano grazie all'amarezza dei tifosi di fronte al ritorno alla base di entrambi, chi verso l'Arsenal, chi verso il Real Madrid.

Alvaro Odriozola
Alvaro Odriozola / Gabriele Maltinti/GettyImages

Esiste, ed è evidente, una ragione di fondo che rende virtuoso il meccanismo dei prestiti, una ragione che porta anche al nome di Luka Jovic: parliamo in sostanza di un elemento pagato a suo tempo (nel giugno del 2019) 60 milioni dalle Merengues, dotato di un ingaggio da 6 milioni di euro, un elemento che in termini assoluti andrebbe considerato dunque fuori dalla portata della Fiorentina. Come avvenuto con Odriozola, dunque, un prestito ti consente di andare ad attingere in un panorama altrimenti precluso, portandoti in casa calciatori che sembravano destinati a tutt'altro scenario ma che, per ragioni diverse, stentano ancora a decollare.

Tra luci e ombre

Ecco dunque che subentra il lato oscuro del trasferimento temporaneo, una sorta di effetto collaterale con cui fare i conti: si parla di profili che, appunto, desiderano ancora spiccare il volo che spesso vedono il club gigliato come un'onesta rampa di lancio, ricca di fascino e di stimoli ma pur sempre una tappa intermedia rispetto ad altri scenari più prestigiosi. Lo stesso Odriozola non lo ha mai nascosto: il suo sogno, pur con tutto l'affetto verso la piazza gigliata e con l'eccellente ambientamento in città, è quello di diventare protagonista con il Real.

E pensando a Jovic è possibile immaginare prospettive affini: una tappa per ripartire, con la complicità dell'agente Ramadani, e per tornare poi a far parte del panorama dei big dell'attacco, non più da comprimario. L'equilibrio tra pro e contro diventa dunque sottile: tornando ai lati intriganti appare logico che assicurarsi grandi nomi, come quelli già arrivati o in arrivo dal Real, generi un circolo virtuoso e renda anche più popolare e appetibile il nome di un club, che ne aumenti l'appeal (con la complicità della qualificazione europea) in modo maggiore rispetto ad acquisti meno di grido, anche se fatti già a lungo termine.

Luka Jovic
Luka Jovic / Gonzalo Arroyo Moreno/GettyImages

A titolo esemplificativo Odriozola o Jovic possiedono insomma quel pedigree internazionale che non è ancora dato a obiettivi quali Cambiaso o Pinamonti stesso, giusto per pescare nel mucchio dei nomi (anche validi in assoluto) fatti di recente. Il punto d'incontro ideale, a conti fatti, prevede la possibilità di attingere a prestiti che non diventino poi troppo irraggiungibili in assoluto e a lungo termine (Torreira poteva essere un esempio ideale, aumentando il rimpianto) e di creare però, al contempo, uno zoccolo duro che non sia destinato a sgretolarsi sul finale di ogni stagione.

Un ritorno di Odriozola e l'arrivo di Jovic in prestito non sono dunque strade da accantonare in assoluto, per la cifra tecnica indubbia connessa ai due colpi, ma è evidente che altri profili validi a medio-lungo termine (dal minor impatto mediatico) dovranno necessariamente arrivare, per non ritrovarsi poi a fare i conti con pesanti e improvvise lacune in ruoli nevralgici.


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