La Fiorentina dovrebbe acquistare Tameze dopo aver ceduto Maleh?

Matteo Baldini
Maleh
Maleh / Simone Arveda/GettyImages
facebooktwitterreddit

Il primo movimento della Fiorentina sul mercato invernale, così come appariva pronosticabile, riguarda un'uscita: Youssef Maleh è già arrivato a Lecce ed è pronto dunque a iniziare una nuova avventura dopo aver raccolto 45 presenze in maglia viola, condite da 3 gol e 4 assist.

Il rendimento dell'ex Venezia nel club gigliato è stato caratterizzato da una certa discontinuità, valutando sia il livello delle prestazioni offerte ma ancor prima considerandone il minutaggio agli ordini di Italiano: nella stagione in corso, in particolare, Maleh è partito come protagonista ma col passare delle giornate è divenuto un comprimario all'interno del centrocampo viola, soprattutto col passaggio (ormai stabile) dal 4-3-3 al 4-2-3-1.

Perché Maleh ha lasciato la Fiorentina?

Una situazione (il cambio di modulo) che ha poi condotto in modo diretto all'addio, con l'aspetto tattico che appare dunque cruciale negli sviluppi di mercato attuali, anche per un discorso di liste e di necessario inserimento di Castrovilli (lasciato fuori a inizio stagione, poiché ancora infortunato).

L'addio di Maleh si lega dunque a doppio filo all'input tattico partito da Italiano, considerando come l'ex Venezia appaia una mezzala ideale per il 4-3-3 ma non sembri altrettanto funzionale al ruolo di secondo mediano - accanto ad Amrabat - o di trequartista.

Quest'ultima veste, tra le due, sarebbe probabilmente apparsa la più coerente con le caratteristiche del calciatore ma, a conti fatti, le gerarchie lo avrebbero visto partire alle spalle di Bonaventura, di Barak e del rientrante Castrovilli. A fronte di un addio ormai certo, quello di Maleh verso il Lecce di Baroni, si registrano voci sempre più insistenti legate ad Adrien Tameze del Verona.

Adrien Tameze
Adrien Tameze / Alessandro Sabattini/GettyImages

Tameze è l'acquisto ideale per la Fiorentina?

Il profilo di Tameze, in linea di principio adatto al 4-2-3-1 e per ricoprire dunque il ruolo di mediano in un simile contesto tattico, non appare del tutto congeniale alle attuali esigenze di Italiano (anche basandosi sugli uomini già a disposizione). Il nodo chiave riguarda qui Amrabat, protagonista del Mondiale col Marocco citato con frequenza da chi si occupa di mercato: il nome di Tameze, sulla carta, rappresenterebbe più un rimpiazzo del marocchino che non una figura a lui complementare.

L'attuale assetto, quello che prevede Mandragora accanto allo stesso Amrabat, non pare dunque richiedere rivoluzioni o nuovi protagonisti: l'ex Toro ha le carte in regola per vestire i panni del regista, o comunque del mediano più votato all'impostazione, sfruttando il gran lavoro di Amrabat in interdizione e puntando sulla propria capacità di verticalizzare e di dialogare coi compagni.

Alessandro Bianco
Alessandro Bianco / Gabriele Maltinti/GettyImages

Anche un prospetto come quello di Bianco, giovane viola ormai da tempo aggregato alla prima squadra, potrebbe emergere sullo sfondo in modo virtuoso (come complementare ad Amrabat) rispetto a Tameze, aggiungendo qui anche una necessaria parentesi sulla presenza in rosa di Duncan.

Quest'ultimo, infatti, può fornire a Italiano già un profilo alternativo a quello di Mandragora - in coppia con Amrabat - senza richiedere interventi comunque dispendiosi sul mercato. L'unico presupposto valido per muoversi in entrata, in quella zona del campo, si legherebbe a un elemento capace in impostazione e in regia, con doti da play, che risulti di caratura maggiore rispetto a Mandragora e che regalerebbe dunque un oggettivo salto di qualità al reparto.

facebooktwitterreddit