Kouamé verso un nuovo ruolo nella Fiorentina? Occhio agli azzardi

Matteo Baldini
Fiorentina
Fiorentina / Ciancaphoto Studio/GettyImages
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In previsione di un mercato invernale che si preannuncia privo di colpi di scena e di trasferimenti dispendiosi, in casa Fiorentina così come in tante altre realtà italiane, è logico immaginare che gli allenatori facciano di necessità virtù.

Vincenzo Italiano ha già saputo dimostrare versatilità e capacità di adattamento, accantonando il tipico 4-3-3 per passare al 4-2-3-1, ma in vista del ritorno in campo non mancano indiscrezioni connesse a ulteriori cambiamenti: non rivoluzioni tattiche in questo senso, si parla insomma di dare continuità al 4-2-3-1 che fin qui sta funzionando, ma nuovi modi di interpretare il modulo e di sfruttare i giocatori a disposizione nel reparto avanzato.

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Kouamé sotto la Fiesole / VINCENZO PINTO/GettyImages

Un pro e due contro

Nello specifico, seguendo quanto prospettato oggi da La Nazione, Italiano potrebbe puntare su Christian Kouamé come prima punta e non più come esterno d'attacco, utilizzando invece Luka Jovic a supporto dell'ivoriano. Una soluzione che presenta un aspetto interessante ma qualche effetto collaterale non da poco.

Partendo dal lato virtuoso di tale idea possiamo riconoscere come Jovic, in passato, abbia dimostrato di dare il meglio di sé in coppia con un altro attaccante e non come terminale offensivo in senso stretto: l'ideale sarebbe in sostanza un 4-4-2 o un 3-5-2 col serbo accanto a una prima punta. Il primo nodo però riguarda le caratteristiche di Kouamé, distanti da quelle della prima punta e dei giocatori accanto ai quali Jovic ha saputo dare il meglio ai tempi dell'Eintracht.

Luka Jovic
Luka Jovic / Gabriele Maltinti/GettyImages

Ma non solo: ipotizzando Jovic a supporto di Kouamé verrebbe meno anche la possibilità di utilizzare un trequartista puro, un centrocampista offensivo come Bonaventura, Barak o come lo stesso rientrante Castrovilli. Tre ipotesi che, sulla carta, sembrano convincere maggiormente rispetto a quella tirata in ballo oggi da La Nazione e che non meritano di essere accantonate (ferma restando la possibilità di sperimentare e di sfruttare l'ottima annata di Kouamé).

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