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Juventus-Napoli, la posizione del legale partenopeo e della portavoce dell'ASL Napoli 1

Francesco Pecoraro/Getty Images

Caos totale in Serie A sul 'caso Napoli'. La squadra partenopea non è partita per Torino nella giornata di ieri a causa delle disposizioni della ASL di Napoli che ha chiesto l'isolamento della giocatori entrati a contatto con Zielinski e Elmas, risultati positivi nell'ultimo giro di tamponi effettuato dalla società azzurra. Dall'altra parte la Juventus annuncia di voler scendere in campo e la Lega Serie A conferma la programmazione della partita per questa sera alle ore 20:45 all'Allianz Stadium. Si andrà al muro contro muro tra Napoli, Juventus e Lega Calcio.

Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l'avvocato del Napoli Mattia Grassani ha spiegato la decisione sulla mancata partenza della squadra direzione Torino:

"C’è stato un lungo carteggio, ci sono più comunicazioni di ASL e Regione Campania in una stessa direzione, ovvero quella di impedire ai giocatori in contatto stretto con i positivi di abbandonare i propri domicili, e c’è il divieto di uscire dai confini italiani per i nazionali. Questi documenti tagliano la testa al toro rispetto a ciò che è il rapporto tra ordinamento sportivo e norme dello Stato. In tempo reale abbiamo informato Giudice sportivo di A, Lega, FIGC e Juventus che la squadra non poteva partire per Torino, a meno che si volessero commettere reati penalmente rilevanti giocando la partita. Abbiamo allegato tutta la corrispondenza con la ASL e la Regione: il calcio può aspettare. La legge dello Stato è superiore a quella sportiva. Ci sarà l’isolamento di 14 giorni. La soluzione naturale è che i giocatori scelgano come domicilio temporaneo Castel Volturno per continuare ad allenarsi e poi fare soltanto la spola tra casa e lavoro".

Arriva anche l'intervento della portavoce dell'ASL Napoli 1, Anna Tagliaferri:

"Gli atleti del Napoli sono residenti in città. Per questo valgono le stesse regole di ogni altro cittadino di nostra competenza, siano essi calciatori, operai, casalinghe, studenti o di qualsivoglia categoria. La salute va tutelata e difesa per tutti allo stesso modo, con il massimo dell'impegno. Per cui non abbiamo necessità di chiedere permessi in questo senso. La salute dei cittadini prima di tutto".

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