Euro 2020

Le notti magiche di Locatelli: ma ora quanto vale? Non si fanno prigionieri: 3-0, Italia agli ottavi

Matteo Baldini
Esultanza azzurra
Esultanza azzurra / Claudio Villa/Getty Images
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L'Italia intera coltiva l'antica arte di separarsi e di abbracciare due posizioni diverse, stavolta gli schieramenti sono quelli che da un lato si vedono già a Wembley opposti a chi fa finta, fischiettando, che l'Italia non sia nemmeno agli Europei, simulando nel frattempo di pensare alle vacanze da prenotare o assicurando di "non seguire il calcio, macché, ci mancherebbe". Mancini risolve l'epico dualismo Toloi-Di Lorenzo in favore del secondo, annientando con un colpo di spugna giorni di illazioni e voli pindarici sul debutto dell'atalantino.

Inno azzurro
La carica dell'inno / Claudio Villa/Getty Images

LA PROFEZIA - Il debutto con la Turchia è negli occhi di tutti ma è bene che l'amnesia ci colga, perché la storia è differente: i primi minuti dicono questo, poi gli Azzurri provano a ricordarci quanto accaduto 5 giorni fa e spingono, Immobile di testa regala il primo sussulto ma è al 20' che esplode la bomba: "L'aveva detto Lino Banfi! L'aveva detto Lino Banfi" con Chiellini che intanto esulta dopo averla buttata dentro. Poi la doccia fredda: tocco di mano, niente da fare, fischi dell'Olimpico. E tutti sanno che, in realtà, il gol è stato annullato perché il capitano non ha urlato "Porca putténa", come tradizione vorrebbe.

Lino Banfi
Profezia sfiorata per Lino Banfi / Stefania D'Alessandro/Getty Images

MONTAGNE RUSSE - Come si fa a passare dall'esultanza smodata al suo contrario? Facile, con Chiellini costretto a uscire dal campo per un problema muscolare. Dentro Acerbi. E come si fa poi a passare dal contrario dell'esultanza smodata di nuovo alla gioia? Ancora più facile: Berardi parte sulla destra, prende il tempo a Freuler e serve l'accorrente Locatelli che di prima la insacca: 1-0 azzurro ma anche un po' neroverde, la valutazione di Locatelli vola verso la tripla cifra, e zitti. Da sottolineare come tutto sia partito proprio da un cambio di gioco dell'autore del gol: De Zerbi ha di che essere orgoglioso. Qualche folle poi invita Insigne a tirare di prima ma poi torna in sé: Lorenzo segue il copione, rientra sul destro e fa partire la sua parabola, stavolta troppo larga. Spinazzola si propone come alternativa credibile al dualismo Italo-Trenitalia: non si dirà più che l'esterno della Roma "va come un treno" ma, correggendosi, si sosterrà che i treni vanno come Spinazzola e purtroppo, ogni tanto, tirano allo stesso modo in porta. Cose che capitano quando hai corso a 100 km/h prima di concludere, il perdono gli è dovuto.

Manuel Locatelli
La festa azzurra / Claudio Villa/Getty Images

LOCATELLI FA VOLARE - La valutazione di Locatelli in tripla cifra? Che esagerazione, che iperbole. E invece no: il centrocampista del Sassuolo, protagonista delle cronache di mercato, mette il timbro sulla sua serata magica e con un sinistro da fuori area dopo un gran controllo, si regala la doppietta e ci regala ancora una gioia e ulteriore respiro in una sfida fondamentale. Respiro che manca un po' quando Zuber ci prova a due passi da Donnarumma: stanco che si parli di lui solo per i milioni ricorda a tutti quanto vale e impedisce alla Svizzera di metterci paura. Una delle poche certezze nella vita, da tempo, è il 4-3-3 di Mancini ma il CT decide di toglierci anche quella: fuori Insigne e Berardi, dentro Chiesa e Toloi, e Italia che cambia dunque i connotati e difende a tre, con Di Lorenzo e Spinazzola esterni e con Chiesa in appoggio a Immobile.

Ciro Immobile
E alla fine segna anche Ciro / Claudio Villa/Getty Images

CI PROVA E CI RIPROVA...E LO FA - Manca solo lui (Immobile appunto) e non intende arrendersi all'idea: occasioni in replica, lancio in verticale e diagonale sinistro, palla che però si perde sul fondo. Tutto sembra terribilmente una sfida da dentro o fuori e l'apnea è proprio quella, così come l'attesa per il fischio finale: l'Olimpico, intanto, canta. Immobile continua a voler segnare in tutti i modi e all'84' decide che sia lecito lanciare un avversario nel tentativo di farlo: l'arbitro non concorda. Nessuno spazio per le recriminazioni però: all'89' decide che è l'ora di finirla e tira da fuori, Sommer giustamente non se lo aspetta e accetta passivamente di prendere gol. 3-0, ancora 3-0 come al debutto: forse, alla fine, non era tutto demerito della Turchia...Azzurri agli ottavi di Euro 2020, tutto è andato anche meglio di come doveva andare.


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