La Liga

Il silenzio social forzato dei tifosi del Valencia: nessun commento, tanto rumore

Francesco Castorani
Valencia CF v Elche CF - La Liga Santander
Valencia CF v Elche CF - La Liga Santander / Aitor Alcalde/GettyImages
facebooktwitterreddit

È passato più di un anno dagli ultimi commenti sui profili ufficiali del Valencia. Il club spagnolo ha tolto la possibilità a chiunque di interagire con i propri account consentendo soltanto il "mi piace" e i "retweet". Il motivo? L'adesione alla campagna promossa dagli organi istituzionali del calcio inglese per smuovere le acque in merito a un controllo più significativo riguardante gli insulti, gli abusi e il razzismo sui social e sensibilizzare su questo tema.

Una campagna che doveva durare (ed è durata) dal 30 aprile al 3 maggio 2021, ma che a Valencia si avvicina ai 400 giorni consecutivi. La scelta del club di aderire alla campagna è nobile, ma a un anno di distanza potrebbe aver perso valore.

Il Valencia ha aderito alla suddetta campagna pubblicando un tweet con gli hashtag #NoAlOdio #StopAbusoOnline e #NoAlRacismo senza però mai comunicare una data di fine di questa iniziativa. Le risposte officiali del club riguardo a questa situazione sono di sei mesi fa, in un intervento dell'ormai ex presidente valenciano Anil Murthy. Murthy, più volte al centro di critiche e insulti, ha specificato quanto segue.

"È un tema che ci preoccupa. Abbiamo più di 7 milioni di followers e ogni giorno ricevevamo insulti, rabbia, odio e niente più. Le persone che interagivano, mi dicevano che questo tipo di interazione era spazzatura. Non è un buon esempio per nessuno, specialmente per i bambini ed è per questo che abbiamo deciso di limitare le interazioni. In questo momento le piattaforme digitali stanno cambiando la propria politica per impedire la violenza e l'odio sui social. Se succederà torneremo ad aprire."

Anil Murthy, expresidente Valencia

Anil Murthy è stato destituito dal suo incarico di Presidente per audio fatti trapelare da Superdeporte che lo ponevano in netto contrasto con la proprietà. Audio che gli sono costati il suo incarico, ma non hanno placato comunque la protesta dei tifosi valenciani che da anni, blocco dei social o no, si scagliano contro Peter Lim chiedendo la cessione del club.

Anil Murthy
Valencia CF v RC Celta de Vigo - La Liga Santander / Quality Sport Images/GettyImages

A livello sportivo, dire che gli ultimi tre anni sono stati deludenti è un eufemismo. Il Valencia è passato dal trionfare in Copa del Rey e centrare la Champions League a piazzamenti di metà classifica e salvezze tranquille. I tifosi hanno visto il proprio club essere superato da realtà come Betis, Real Sociedad, Villarreal e Athletic Bilbao che partivano da una situazione peggiore; hanno visto cedere il proprio simbolo (Dani Parejo) al submarino e partire pedine fondamentali come Rodrigo, Ferran Torres, Coquelin e Kondogbia.

Daniel Parejo, Francis Coquelin
Valencia v Levante - La Liga / Manuel Queimadelos Alonso/GettyImages

Nell'ultimo anno il blocco dei commenti sui social ha contribuito a ricevere meno insulti, critiche, odio e abusi online, certo, ma ha anche un po' snaturato un'iniziativa importante. Nel post-Murthy il Valencia magari sceglierà di riaprire all'interazione completa, interazione che si è spostata dai profili ufficiali alla circolazione tramite hashtag.

Quelli contro Peter Lim non si sono mai interrotti. #LimGoHome e #LimOut fanno parte della quotidianità e probabilmente non si placheranno ancora per diverso tempo. La protesta della aficion valenciana nell'ultima gara casalinga di questa stagione è stata una delle massime espressioni del dissenso verso l'attuale proprietà.

Questa una delle immagini più significative della protesta in atto da diversi anni e che non accenna a placarsi. Protesta che in qualche modo ha riguardato anche Gennaro Gattuso. L'allenatore italiano è stato ufficializzato dal club nella giornata di ieri, ma è da settimane che il suo approdo a Valencia è dato per certo.

La protesta contro Gattuso è nata sempre attraverso Twitter con l'Hashtag, in breve tempo diventato virale, #NoGattuso. Una polemica che si basa su quanto affermato dal tecnico in passato sul ruolo delle donne nel calcio e sui matrimoni omosessuale, polemica creata anche dai tifosi Spurs quando l'italiano veniva accostato al Tottenham. Un Hashtag promosso dall'ex Presidente del club Miguel Zorio che ha cercato più volte di acquisire le quote di Peter Lim per restituire il Valencia a los valencianistas.

Gennaro Gattuso
SSC Napoli v Hellas Verona FC - Serie A / Francesco Pecoraro/GettyImages

L'hashtag non ha funzionato e Gattuso ha firmato con il club per le prossime due stagioni. A livello sportivo è un ottimo colpo per la panchina dei pipistrelli, ma ora bisognerà aspettare le mosse della proprietà sul mercato per capire le ambizioni della prossima stagione.


Segui 90min su Twitch.

facebooktwitterreddit