Roma

Il peso cruciale del rientro di Zaniolo per il centrocampo (e non solo) della Roma

Matteo Baldini
Nicolò Zaniolo
Nicolò Zaniolo / Silvia Lore/GettyImages
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Immaginare un'assenza come un danno esclusivo per il diretto interessato sarebbe una prospettiva più che mai limitata e miope rispetto a ciò che, in effetti, può comportare uno stop di un calciatore a tutti gli effetti titolare.

Senz'altro esiste l'amarezza in sé per l'impossibilità di sfruttare il buon momento e di fornire un buon patrimonio di gol e di assist ma, ancor di più, subentra un discorso di equilibri e di meccanismi da rielaborare (forzatamente) al venir meno di un punto fermo: la Roma lo sa alla perfezione e, in particolare, lo ha capito in occasione dell'assenza di Nicolò Zaniolo, fermo per infortuni alla spalla dalla sfida contro la Cremonese.

Nicolò Zaniolo
L'infortunio di Zaniolo / Silvia Lore/GettyImages

Un doppio problema

Esistono due linee di pensiero sul ritorno del 22 giallorosso: da un lato chi la vede come una corsa contro il tempo, con tanto di possibile recupero per la trasferta di Empoli (almeno per una convocazione) e d'altro canto non manca chi predica cautela e non vede ragione per forzare i tempi.

Emergono però dei temi cruciali connessi a Zaniolo e al peso che la sua assenza ha avuto per la squadra di José Mourinho: da un lato un problema legato al centrocampo e dall'altro la questione Dybala, con la necessità da parte della Joya di modificare il proprio approccio e di riadattarsi alla presenza di un partner diverso sulla trequarti.

Jose Mourinho
José Mourinho / Emmanuele Ciancaglini/GettyImages

Qualità in mezzo al campo

La prima questione si lega al necessario avanzamento di Pellegrini sulla trequarti, con la coppia Matic-Cristante a guidare la mediana giallorossa: una vera e propria diga di centrocampo, due giocatori dotati di fisico e intelligenza tattica ma che peccano, non possiamo certo sorprenderci, pensando alle doti da regista, alla capacità di far girare fluidamente il gioco e di ispirare i compagni.

Due pilastri che danno equilibrio alla squadra, senz'altro, ma che non riescono certo ad entrare nel vivo del gioco, come accade invece con un Pellegrini certo più orientato, in modo naturale, alla costruzione.

Paulo Dybala of AS Roma (r) and Nicolo Zaniolo during the...
Zaniolo e Dybala / Insidefoto/GettyImages

Cosa cambia per Dybala

Una questione si affianca a quella, altrettanto delicata, connessa a Dybala e ai suoi compiti: un centrocampo più povero di qualità costringe spesso la Joya ad arretrare il proprio raggio d'azione e ad allontanarsi dalla porta per raccogliere palloni giocabili.

L'argentino è senz'altro dotato di fantasia e visione di gioco, da giustificare questo suo compito, ma finisce così per mancare dalle parti della porta avversaria e per risultare meno insidioso: diventa dunque evidente come il rientro di Zaniolo possa davvero sancire un cambio di rotta, riportando Pellegrini ad affiancare Cristante e permettendo a Dybala di concentrarsi maggiormente su quanto accade negli ultimi metri, in quelli in cui può fare più male agli avversari.

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