Fiorentina

I 5 momenti più importanti di German Pezzella alla Fiorentina

Matteo Baldini
German Pezzella
German Pezzella / Marco Canoniero/Getty Images
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Nel giorno del rinnovo ufficiale di Nikola Milenkovic con la Fiorentina, passaggio tanto inatteso quanto significativo per la retroguardia gigliata, si consuma anche l'addio dell'altro pilastro della difesa viola delle ultime stagioni: il capitano German Pezzella, a Firenze dall'estate del 2017, riprende la strada compiuta ormai quattro anni fa e torna a Siviglia, al Betis, riallacciando dunque il discorso interrotto prima di tentare l'avventura italiana. Un'esperienza priva di grandi soddisfazioni a livello di squadra ma ricca di momenti intensi e indimenticabili, tali da rendere Firenze una seconda casa e da oltrepassare il semplice discorso calcistico. Questi i momenti chiave pensando all'esperienza di Pezzella in viola:

1. L'arrivo dal Betis

German Pezzella, James Rodriguez
Pezzella nel Betis, 2016/17 / Power Sport Images/Getty Images

Il 18 agosto del 2017, in sostanza quattro anni fa esatti, la Fiorentina finalizzò l'acquisto di Pezzella dal Betis di Siviglia, in prestito con diritto di riscatto, mettendo a disposizione di Stefano Pioli un centrale di scuola River Plate capace di imporsi in due stagioni nella Liga, diventando titolare inamovibile nella sua seconda annata in biancoverde. Il primo anno ripagò totalmente le attese (34 presenze e un gol) e spinse la Fiorentina a riscattarlo, arrivò dunque la firma fino al 2022.

2. Il primo gol

German Pezzella
Gol contro il Bologna / Gabriele Maltinti/Getty Images

Pezzella arrivò in viola con la fama di centrale abile anche in zona gol, soprattutto grazie alle sue doti nel gioco aereo, e la quarta giornata di Serie A mise in chiaro tale aspetto: suo il gol decisivo nel successo per 2-1 col Bologna, rete segnata proprio di testa sugli sviluppi di un corner di Biraghi. Altre sei le reti segnate nelle successive stagioni in viola, tutte vissute con la fascia da capitano in memoria di Astori.

3. La morte di Davide Astori

Omaggio ad Astori
Omaggio ad Astori / Gabriele Maltinti/Getty Images

Un momento che ha segnato profondamente la recente storia della Fiorentina, toccando con forza l'intero mondo del calcio italiano: il 4 marzo 2018 i viola si risvegliarono senza il loro capitano Davide Astori, morto in albergo a Udine nella notte che precedeva la sfida contro i bianconeri. Un dramma che toccò lo spogliatoio e la città, generando al di là di colori e rivalità la voglia di rendere onore all'uomo ancor prima che al calciatore. La squadra, grazie anche al lavoro di Pioli, riuscì a unirsi più che mai e a trovare la forza di andare avanti. Pezzella dal canto proprio, già in quel frangente, riuscì a scoprirsi parte integrante e punto di riferimento di un gruppo martoriato dal dolore.

4. La fascia da capitano

German Pezzella, Davide Astori
Una fascia speciale / Robbie Jay Barratt - AMA/Getty Images

Da nuovo acquisto a punto di riferimento: il dramma di Astori e una prima stagione in Italia del tutto convincente, dopo l'addio di Milan Badelj, condussero la Fiorentina a trovare in Pezzella un capitano ideale, degno di una fascia pesante e speciale come quella dedicata al mai dimenticato numero 13. Personalità da vendere, autorevolezza e grinta, con la capacità di buttare sempre il cuore oltre l'ostacolo e di non risparmiarsi: doti che Firenze ha saputo apprezzare e che trovarono nella fascia da capitano un naturale sbocco.

5. Ritorno al Betis: il lungo addio

German Pezzella
L'ultima in maglia viola / Insidefoto/Getty Images

La prima stagione in viola e la promozione a capitano sembrarono sancire l'idillio perfetto tra la città e il suo leader in campo, leader emotivo ma anche una sicurezza al centro della difesa. Nell'arco degli anni le sicurezze granitiche sono venute meno e, talvolta, Pezzella è finito al centro di critiche per errori inattesi, diventando persino capro espiatorio in caso di sconfitte (troppe) rimediate dai viola.

Un insieme di fattori culminati poi nelle difficoltà esterne al campo, dalle operazioni allo zigomo fino al Covid vissuto pesantemente dal centrale argentino, costretto in isolamento e in condizioni di salute a dir poco precarie. Un finale difficile di un'avventura non sempre leggera, tutt'altro, ma certo ricca di momenti intensi e tale da non far vacillare la considerazione di Pezzella come uomo degno di tutta la fiducia che i viola scelsero di riporre in lui tra 2017 e 2018.

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