Fiorentina

I guai viola oltre Vlahovic: le 5 minacce per la stagione della Fiorentina

Matteo Baldini
Vincenzo Italiano
Vincenzo Italiano / Gabriele Maltinti/GettyImages
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Per chi ritorna a respirare aria buona dopo troppi anni di delusioni, segnate dal malinconico richiamo di una classifica deficitaria, resta da fare i conti con la paura di tornare troppo presto ad accantonare illusioni e buoni propositi.

Fantasmi prematuri da scacciare, resi però più concreti dalla scelta di rinunciare a Dusan Vlahovic nel vivo della stagione, perdendo così un uomo chiave per la rincorsa al traguardo europeo. La sconfitta interna contro la Lazio, un rotondo 0-3, mette la Fiorentina nella posizione più che scomoda di dover reagire a uno schiaffo che amplifica l'effetto già deleterio del dopo-Vlahovic.

Ridurre tutto al superamento dell'eredità del serbo sarebbe però fin troppo parziale rispetto all'insieme di fattori che, da qui a fine stagione, faranno o meno le fortune della squadra di Vincenzo Italiano. Vediamo dunque le minacce da cui guardarsi per non correre il rischio di rovinare quanto di buono fatto nella prima metà della stagione 2021/22, tanto da sorprendere anche i più scettici e da ambire al ruolo di outsider.

1. I troppi rossi

FBL-ITA-SERIEA-JUVENTUS-FIORENTINA
Milenkovic espulso / ISABELLA BONOTTO/GettyImages

Uno dei dati più sorprendenti osservando la Fiorentina riguarda il gran numero di cartellini rossi rimediati fin qui, in 23 partite: ben 7 le espulsioni collezionate dai viola, ultima quella di Lucas Torreira contro la Lazio.

Un aspetto che si lega senz'altro alle caratteristiche dei viola e alla tendenza di sbilanciarsi spesso in modo tale, poi, da farsi trovare impreparati sulle ripartenze, con conseguente obbligo al fallo da sanzionare col cartellino. Un aspetto penalizzante e persino paradossale valutando come la Fiorentina sia penultima nella classifica dei falli fatti.

2. Ambiente e proprietà

Hellas Verona FC v ACF Fiorentina - Serie A
Tifosi viola in trasferta / Ciancaphoto Studio/GettyImages

Una situazione particolare quella vissuta in casa viola: nessuna aperta contestazione, la piazza sembra anzi sostenere Commisso nonostante il doloroso addio di Vlahovic.

Appare però evidente come gli equilibri restino sul filo, dipendenti come sempre dai risultati e dalla capacità di tenere botta dopo l'ennesimo sacrificio di mercato (in direzione Juventus). Esiste poi un discorso legato alla proprietà e alla frustrazione di Commisso di fronte alle critiche e, soprattutto, alle tante noie burocratiche che rendono complesso e farraginoso raggiungere i vari obiettivi di crescita del club.

3. Le incognite sul campo

Arthur Mendonça Cabral
Cabral al debutto / Gabriele Maltinti/GettyImages

Impossibile valutare Cabral per il solo debutto contro la Lazio, sfida in cui il brasiliano si è dato da fare (sfiorando anche il gol di testa). Diventa però evidente come l'addio di Vlahovic obblighi a ripensare le logiche dell'attacco viola, plasmandosi sulle caratteristiche dell'ex Basilea e di Piatek.

Al contempo non mancano altre incognite: la necessità tutta da dimostrare di avere più gol dagli esterni (Ikoné e Nico Gonzalez in primis), l'assenza di un ricambio che rimpiazzi Torreira quando necessario e qualche giocatore da rinvigorire (Castrovilli su tutti).

4. La fretta di emergere

ACF Fiorentina v SS Lazio - Serie A
Sostegno a Cabral / Gabriele Maltinti/GettyImages

Il rischio principale è quello di dimenticare quanto di buono fatto fin qui, presi dalla smania di risalire in classifica e di tornare in posizioni più in linea con le ambizioni della piazza.

L'Europa, del resto, non era un obiettivo chiaro e definito alla vigilia, risultando perlopiù un gradevole miraggio da cullare fin quando possibile, senza assilli. Le ambizioni, gli investimenti e lo spettacolo richiedono tempo e pazienza: perdere entusiasmo e dimenticarsi la dimensione effettiva delle cose è la minaccia più inquietante da cui guardarsi, proprio sul più bello.

5. Perdere lucidità nei momenti difficili

Cristiano Biraghi
La sconfitta con la Lazio / Gabriele Maltinti/GettyImages

La natura della squadra di Italiano, tutt'altro che conservativa e anzi proiettata decisamente verso un gioco offensivo, fa sì che talvolta la Fiorentina difetti nella gestione dei momenti difficili: il rischio di un tracollo, in sostanza, emerge ogniqualvolta si ponga la necessità di reagire al gol subito.

La tendenza è quella di sbilanciarsi eccessivamente, di farsi prendere dalla fretta di pareggiare, lasciando spazi o persino autostrade che le squadre più ciniche in contropiede riescono inesorabilmente a sfruttare.


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