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Fiorentina, Iachini e i fantasmi ingombranti: i dubbi sul futuro della panchina viola

ACF Fiorentina v AC Milan - Serie A
ACF Fiorentina v AC Milan - Serie A | Gabriele Maltinti/Getty Images

La decisione sulla ripartenza della Serie A, ormai stabilita per il prossimo 20 giugno, farà riecheggiare nella mente di Beppe Iachini le dichiarazioni di Commisso sulla panchina viola: “Se il campionato non riparte Iachini è sicuro della conferma”. Un se bello importante, insomma, che rende questo nuovo inizio di Serie A una potenziale trappola per il tecnico subentrato a Montella sulla panchina della Fiorentina. La squadra viola, fin dall'arrivo di Iachini, è apparsa più solida e ha ritrovato soprattutto alcune qualità che sembravano perse, dal punto di vista atletico e mentale in primo luogo: alcuni elementi hanno ritrovato motivazioni e spinte che apparivano appannate, adesso il terzultimo posto è a 5 punti e la situazione appare traballante sì ma meno disperata.

ACF Fiorentina v Atalanta BC - Serie A
ACF Fiorentina v Atalanta BC - Serie A | Gabriele Maltinti/Getty Images

Con Iachini in panchina i viola hanno conquistato 13 punti in 10 partite, ottenendo anche un prestigioso 2-0 a Napoli e un perentorio 5-1 sulla Samp in un potenziale scontro salvezza. La media punti è cresciuta rispetto a quella di Montella, il rapporto tra Iachini e la piazza poi non è mai stato in dubbio e il popolo viola, memore del passato da lottatore in mezzo al campo, non ha mai dimenticato la dedizione dell'attuale tecnico alla causa. Commisso e i suoi collaboratori sono dunque a un bivio: il primo passo sarà la salvezza, come ovvio che sia, ma una volta archiviato lo spauracchio della Serie B sarà ora di decidere se affidare a Iachini anche la squadra 2020/21 o se ritenere il tecnico il classico traghettatore affidabile e niente più.

SSC Napoli v ACF Fiorentina - Serie A
SSC Napoli v ACF Fiorentina - Serie A | MB Media/Getty Images

I nomi di Blanc, Emery e Spalletti circolano da tempo e sono ingombranti, la convivenza con le indiscrezioni non sarà certo facile per Iachini: il rischio sarà quello di avere una costante spada di Damocle sulla testa, con ogni risultato decisivo per allontanare i fantasmi, fin dalla prima giornata del prossimo campionato. Una situazione simile a quella accaduta a Montella al momento del cambio di proprietà, con un epilogo infelice e noto a tutti. La chiarezza e l'assenza di ambiguità dovranno essere i pilastri della decisione, quale che sia. Una fiducia a metà o un “vorrei ma non posso”, riferito ad altri allenatori nel mirino, sarebbero deleteri e renderebbero verosimile un nuovo “effetto Montella”. Preferibile sarebbe, in tal caso, far capire a chiare lettere la natura "provvisoria" del ruolo di Iachini e la voglia di puntare in modo forte e duraturo su un nome diverso, che convinca fino in fondo. Il tutto, ovviamente, a salvezza raggiunta.


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