Fiorentina

Cosa manca per il rinnovo di Vlahovic con la Fiorentina e le prospettive future

Matteo Baldini
Dusan Vlahovic
Dusan Vlahovic / Srdjan Stevanovic/Getty Images
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L'impatto di Vincenzo Italiano sulla Fiorentina è stato fin qui dirompente, tale da rigenerare anche i più insospettabili e da regalare identità e grinta a una squadra da anni timida e impaurita, c'è però chi non necessitava di grandi spinte ulteriori: Dusan Vlahovic ha saputo, anche nei momenti peggiori della squadra, crescere in modo esponenziale, completando l'evoluzione da crisalide a farfalla e imponendosi tra le realtà più solide della nostra Serie A. Adesso, dopo la prova di forza estiva da parte del club di Commisso che si è assicurato la permanenza del serbo, manca un tassello non da poco: il tanto discusso rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel giugno del 2023 e con ingaggio da 900mila euro.

Dusan Vlahovic
Dusan Vlahovic / Insidefoto/Getty Images

Quanto vale Vlahovic

Un interrogativo importante riguarda anche il valore di mercato di Vlahovic, soprattutto in un contesto che lo sta vedendo elevare da gioiello in prospettiva a una delle punte di diamante dell'intero panorama calcistico italiano. Nelle ultime battute del mercato estivo, di fatto, la Fiorentina ha respinto al mittente offerte importanti e l'inizio di stagione (con 3 gol in altrettante partite) non può certo ridurre le cifre in ballo, tutt'altro. Al netto di una scadenza che si avvicina, anche in modo minaccioso in caso di mancato rinnovo, parliamo di una valutazione comunque superiore agli 80 milioni di euro: da lì, come valore assoluto anche paragonandolo ad altri movimenti di mercato, è difficile scendere.

Dusan Vlahovic
In gol a Bergamo / Marco Luzzani/Getty Images

Cosa manca per il rinnovo

In questi casi il timore, ovviamente, riguarda l'opera dei club interessati e la loro intenzione di mettere i bastoni tra le ruote alla Fiorentina in ottica rinnovo, promettendo di fare ponti d'oro al giocatore qualora fosse possibile risparmiare sul cartellino. Un eventuale piano che non ha però trovato sponda nel giocatore e nel suo entourage, a quanto pare, considerando anche i segnali di ottimismo emersi dal club viola: Italiano stesso non si è nascosto, spiegando come il rinnovo sia da ritenere vicino, e non è certo frequente che un tecnico si sbilanci su temi simili senza avere qualche certezza a riguardo. Cosa manca allora? Su durata e cifre non sembrano esserci problemi, contratto fino al 2026 per 4 milioni di euro a stagione (e un aumento dunque sostanziale), ma il discorso più delicato riguarda la clausola rescissoria. La cifra potrebbe non distanziarsi troppo dagli 80 milioni di euro, comunque non lontani dal valore del giocatore ma neanche fuori mercato per i club interessati.

Rocco Commisso
Rocco Commisso / Alessandro Sabattini/Getty Images

Italia sì, Italia no

Chissà che il discorso clausola non risulti delicato anche per un altro dubbio: e se fosse valida solo per l'estero? Al di là delle illazioni in tal senso, però, è evidente che l'attuale panorama italiano non appaia incoraggiante volendo immaginare un Vlahovic protagonista nelle big di Serie A: anche per Juventus e Inter, in sostanza, sarà difficile andare a competere con colossi del calibro di Bayern Monaco, Real Madrid o Manchester City, perché a oggi di questo si parla. Il contesto internazionale potrebbe alla fine risultare più che mai favorevole per il 2000 serbo, anche pensando a un ricambio generazionale in club che tutt'ora si appoggiano su bomber esperti come Benzema o Lewandowski o su società, come il City, prive di una prima punta di peso dopo aver inseguito a lungo Kane.

Le prospettive

L'idea di un futuro a lungo termine in maglia viola appare ai confini con l'utopia: lo stesso attaccante ha mostrato una dedizione più unica che rara al lavoro, con la voglia di migliorarsi quotidianamente e zero distrazioni, ma la sensazione è che questo possa essere l'anno decisivo per il definitivo salto in una big di livello assoluto. Commisso ovviamente venderà cara la pelle, realizzando una squadra comunque competitiva che potrebbe invogliare il giocatore a restare da protagonista e simbolo, ma l'ingresso in campo dei top club europei (al di là del rinnovo) sarà decisivo per sparigliare le carte in modo fin troppo prevedibile e, forse, anche naturale.


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