Serie A

Gli errori arbitrali più decisivi e discussi nella storia della Serie A

Matteo Baldini
Il gol "fantasma" di Muntari
Il gol "fantasma" di Muntari / OLIVIER MORIN/GettyImages
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Errare humanum est, potrebbe essere forse un vero e proprio motto per la categoria arbitrale, una sorta di mantra o di manifesto programmatico per riportare l'attenzione sulla natura umana del direttore di gara e su quella componente, ineludibile e inaggirabile, che indurrà sempre all'errore, alla svista, alla decisione presa in pochi istanti che - a posteriori - sarà destinata a rivelarsi scorretta, persino disastrosa per le sorti di una partita.

Certo il progresso, a livello di regolamento e di tecnologie al servizio della squadra arbitrale, aiuta a mettere qualche toppa strategica, a rendere un certo tipo di errore come un ricordo di un calcio lontano e a darci qualche conforto in più ma, anche oggi, non mancano ragioni per cui perdersi in dibattiti infiniti (sterili?) sull'interpretazione del regolamento, su ciò che debba o non debba essere fatto. Anche oggi, poi, non mancano stop punitivi nei confronti di direttori di gara che, a bocce ferme, non hanno svolto al meglio il loro lavoro in un dato frangente.

Marco Serra
Rebic contro Serra / Marco Luzzani/GettyImages

Diventa poi un pezzo di storia, più che materiale da polemica del giorno dopo, l'episodio che nell'arco di una stagione affossa una squadra o ne lancia un'altra: la Serie A, vista in una prospettiva storica, offre certo un repertorio di campioni e di giocate ma, difficile negarlo, ci mette davanti a una galleria di sviste, decisioni avventate ed errori di valutazione che (perlomeno nel racconto successivo) hanno condizionato le sorti di un'annata calcistica. Non si tratta qui di lanciarsi nella dietrologia, di comprendere cioè le radici di un errore e di perdersi in un labirinto fatto di sudditanza o sistemi più o meno perversi, si tratta semplicemente di osservare la nostra storia anche in quegli angoli più amari, fonte di polemica e di inimicizie sportive rimaste indelebili. Vediamo dunque gli errori arbitrali passati alla storia poiché decisivi per lo Scudetto o perché realmente clamorosi:

1. Juventus-Roma, il gol di Turone - 1980/81

L'errore arbitrale, o comunque la striscia conseguente di polemiche, ha il potere di tramutarsi, come detto, in vera e propria storia: così come rimangono nella memoria gesti tecnici e partite spettacolari è innegabile che (soprattutto nella mente degli sconfitti) resti il sapore amaro di un fatto contestato.

Nel caso di Roma e Juventus, dalla parte giallorossa, è divenuto leggenda il "gol di Turone": la rete annullata al difensore giallorosso il 10 maggio '81, a Torino, per presunto fuorigioco sulla sponda aerea da parte di Pruzzo proprio per l'accorrente Turone. La palla in rete, la corsa del giocatore esultante e poi la doccia gelata: il gol non è valido.

Juve e Roma si contendevano allora lo Scudetto, in un vero testa a testa, e un successo giallorosso al posto di quello 0-0, alla terzultima giornata, avrebbe potuto raccontare un finale diverso per quella stagione 1980/81. Il mito di tale episodio si lega poi al modo ricorrente in cui, negli anni successivi, tornò alla ribalta, come una sorta di Sacro Graal degli episodi arbitrali, tanto discusso quanto complesso da dipanare in modo definitivo e oggettivo.

2. Cagliari-Fiorentina e Catanzaro-Juve - 1981/82

Tra le tante rivalità che appartengono al nostro calcio e che lo tratteggiano, non da ieri, reclama un suo ruolo anche quella tra Fiorentina e Juventus. Una rivalità asimmetrica, senz'altro, pensando al palmares delle due squadre e ai traguardi raggiunti ma che, nel corso dei decenni, ha trovato spesso modo di rinnovarsi e di rinvigorirsi.

Uno spazio fondamentale, nell'ambito dell'astio viola nei confronti dei bianconeri, è quello rivestito dagli eventi del 16 maggio 1982: Juve e Fiorentina appaiate in testa, i viola sognano lo Scudetto e per qualche istante ci credono, almeno finché l'arbitro Mattei non annulla a Graziani il gol dell'1-0 per fallo di Bertoni (fallo contestatissimo) sul portiere rossoblu. A Cagliari si resta sullo 0-0 mentre a Catanzaro la Juve ottiene il successo, un 1-0 deciso dal rigore di Brady.

Niente da dire sul rigore del vantaggio bianconero, la pietra dello scandalo e è il mancato rigore al Catanzaro nel primo tempo per gomitata di Brio su Borghi. Una situazione emersa nelle trasmissioni televisive e nella moviola delle ore successive che non fece altro che scatenare l'ira dei viola, partiti per la Sardegna col sogno di tornare col terzo Scudetto o quantomeno di giocarsi lo spareggio decisivo coi bianconeri (come sarebbe accaduto a pari punti).

3. La mano di Rapajc, Perugia-Napoli - 1996/97

Un paradosso del tutto peculiare legato alle polemiche arbitrali è la presenza di pesi e misure diverse, in base ai protagonisti. Se Maradona vede consegnare al mito anche un gesto antisportivo per antonomasia (divenuto leggenda come la Mano de Dios) il discorso cambia se l'autore del gesto è Rapajc del Perugia.

Ventiseiesima giornata di Serie A, stagione 1996/97: Perugia e Napoli si affrontano allo stadio Curi, è tutt'altro che una sfida di alta classifica e anzi le due squadre sono impegnate nella corsa per la salvezza. Dopo il vantaggio azzurro firmato da Aglietti ecco l'episodio incriminato: corner di Kreek e nettissimo fallo di mano di Rapajc che, imitando di fatto Maradona e il suo storico gol all'Inghilterra, spedisce il pallone in rete con quel gesto.

Episodio lampante e comprensibile rabbia dei partenopei di fronte alla scelta dell'arbitro Nicchi, ritenere valida la rete: un fallo di mano sfuggito a tutti che, in tempi di VAR, non sarebbe mai rimasto impunito.

4. Il contatto Ronaldo-Iuliano - 1997/98

Da un episodio clamoroso ma non certo epocale, come quello di Rapajc, passiamo a una situazione divenuta a dir poco iconica, quasi come si trattasse di una rovesciata o di un miracolo del portiere. Parliamo di Juve-Inter 1-0, stagione 1997/98: lotta serrata tra nerazzurri e bianconeri, con gli uomini di Simoni capaci di portarsi a un solo punto da quelli di Lippi alla vigilia dello scontro diretto al Delle Alpi.

Quartultima giornata di un campionato che si preannuncia combattuto fino alla fine, Ronaldo (sull'1-0 per i bianconeri) prova a involarsi in area, sposta il pallone ma trova di fronte a sé Iuliano e i due si scontrano. Ceccarini, direttore di gara, lascia correre e sugli sviluppi dell'azione, dall'altra parte, concede un rigore alla Juve (poi fallito): panchina dell'Inter incredula, proteste dei tifosi e una eco polemica inesauribile per uno degli episodi arbitrali più citati del nostro calcio.

Lo stesso arbitro Ceccarini è rimasto inevitabilmente connesso, nella memoria dei tifosi, a quella particolare situazione, una sorta di timbro (o di macchia) che a posteriori ne ha segnato la carriera arbitrale.

5. La parata di Zauri in Lazio-Fiorentina - 2004/05

Una stagione certo storica, in negativo, quella della revoca dello Scudetto alla Juventus in seguito allo scandalo Calciopoli esploso nel 2006. Anche la Fiorentina risultò tra le squadre coinvolte ma, paradossalmente, sul finire del campionato proprio il club viola fu vittima di una decisione arbitrale surreale, peraltro in un momento che vedeva la Fiorentina guidata da Zoff in piena lotta per non retrocedere.

La salvezza arrivò all'ultima giornata, grazie al 3-0 sul Brescia al Franchi, ma quanto accaduto alla penultima giornata contro la Lazio, con l'arbitro Rosetti a dirigere, rimase comunque nella storia (infelice) di quel campionato. Respinta di Peruzzi e palla sulla traversa, Jorgensen si avventa sul pallone ma Zauri corre verso la porta e, con il braccio, manda il pallone fuori.

Una situazione palese che non si tradusse però in un sacrosanto rigore: si rimase sull'1-1 fino alla fine e i viola furono costretti a giocarsi tutto all'ultima giornata. Rosetti spiegò successivamente che, a suo dire, la deviazione di Zauri era apparsa come un normale colpo di testa.

6. I due rigori in Napoli-Juventus - 2007/08

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Lavezzi in Napoli-Juve / STRINGER/GettyImages

Siamo nella stagione 2007/08, una stagione importante sia per il Napoli che per la Juventus: quella del ritorno in Serie A per gli azzurri e per i bianconeri, nobili decadute (in modi e per motivi diversi) intenzionate a riprendersi un posto tra le grandi.

La nona giornata di quel campionato, in scena il 27 ottobre, vide gli azzurri ospitare la Juve al San Paolo in una partita che la Juventus visse come vittima di situazioni arbitrali a dir poco controverse. Due rigori, nello specifico, assegnati da Bergonzi al Napoli nella ripresa: il primo su Lavezzi, sull'1-1, e il secondo per un volo di Zalayeta con Buffon in uscita, per il definitivo 3-1.

In entrambi i casi si trattò di decisioni errate, particolarmente clamorosa apparve quella sul rigore concesso a Zalayeta, volato a terra nonostante Buffon non lo avesse effettivamente toccato. La polemica proseguì anche nei giorni successivi, con tanto di squalifica di due giornate all'attaccante azzurro poi revocata a causa di un intervento di Legrottaglie che lo avrebbe sbilanciato (non ci fu dunque antisportività nel comportamento di Zalayeta).

7. Il gol di Muntari in Milan-Juve - 2011/12

Juventus FC v Atalanta BC  - Serie A
Il gol di Muntari / Valerio Pennicino/GettyImages

Un'altra situazione capace di rendersi "iconica", un po' come accaduto nel caso dello scontro tra Iuliano e Ronaldo in Juve-Inter. Una situazione che, stavolta, mette insieme più fattori per diventare memorabile oltre che contestata: si trattava di un momento decisivo della stagione, di una sfida al vertice e di un episodio assolutamente chiaro e certo non interpretabile in modo ambiguo.

Milan e Juve sono prime a pari punti, siamo alla venticinquesima giornata. A San Siro, sul risultato di 1-0 per i rossoneri, Tagliavento non nota che il pallone ha oltrepassato in modo netto la linea di porta sulla respinta di Buffon, in seguito alla conclusione di Muntari, e la valuta dunque come una semplice parata.

Niente che la goal line technology non potesse evitare con facilità ma che, fino al 2015/16 e all'introduzione di tale ausilio tecnologico in A, era ancora lasciato alle valutazioni di arbitro e assistenti, con tutte le conseguenze infelici del caso.


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