Con Moise Kean alla Fiorentina ci guadagnerebbero tutti?

Il prestito di Kean della Juventus ai viola potrebbe convenire a tutte le parti in causa.
Kean
Kean / Ciancaphoto Studio/GettyImages
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Il mercato invernale, non a caso definito "di riparazione", ha spesso la funzione di incrociare diverse esigenze e di creare compromessi tra le varie posizioni maturate nel corso dei primi mesi di una stagione: calciatori desiderosi di trovare spazio, squadre con lacune da colmare o semplicemente elementi intenzionati a cambiare aria. Si tratta di trovare una sintesi, dunque, e nel caso di Moise Kean questa sintesi potrebbe condurre a un addio (o meglio a un arrivederci) alla Juventus. Quali sono in questo caso i punti da collegare, immaginando l'opportunità di un approdo alla Fiorentina?

A caccia di continuità

Partendo dal punto di vista del calciatore si può riconoscere come l'esplosione di Yildiz, utilizzato come seconda punta nel 3-5-2 di Allegri, aggiunga un altro concorrente per un posto di titolare e vada a sommarsi a Vlahovic, Chiesa e Milik come "ostacoli" sulla strada dell'ex Everton. Il quadro appare piuttosto definito e offre profili anche complementari tra loro: Vlahovic e Milik come prime punte, Chiesa e Yildiz come attaccanti adatti per agire a supporto del centravanti, ciascuno con le proprie caratteristiche e i propri punti di forza, da scegliere in base ad avversario e momento della partita (infortuni permettendo).

Moise Kean
Kean in azzurro / Jonathan Moscrop/GettyImages

Kean è fermo da ormai un mese per una frattura della tibia, un problema fisico che si è aggiunto a un'altra componente sfortunata della sua stagione: i gol annullati in serie e una casella delle reti segnate rimasta ferma a zero. Ma non solo: l'infortunio ha posto fine a un percorso di crescita che ha visto Kean tornare in Nazionale (peraltro anche da esterno offensivo a sinistra) e che lo ha visto collezionare prestazioni generose e comunque positive in bianconero, pur senza la gioia del gol. Le sei partite consecutive da titolare non possono essere lette come un caso: Kean ha raccolto una serie di prove che hanno soddisfatto Allegri, portando sempre a casa la sufficienza e arrivando a competere ad armi pari con Vlahovic e Milik per un posto da titolare. Prestazioni che, insomma, sapevano di riscatto (anche in chiave azzurra)

Moise Kean, Kenan Yildiz
Kean e Yildiz / Jonathan Moscrop/GettyImages

Come spesso succede nel calcio, però, basta una circostanza sfavorevole per mandare tutto a monte: l'infortunio ha interrotto quel processo virtuoso e ha dato modo ad altri interpreti - nello specifico Yildiz - di farsi largo, entrando nel giro dei titolari a pieno titolo. Un talento, quello arrivato dalla NextGen bianconera, che si sta rivelando intraprendente e già in grado di lasciare il segno in prima squadra: Allegri ci punta e lo spazio in attacco si fa sempre più stretto. Restare in bianconero potrebbe e significare effettivamente, per Kean, dover tentare una nuova scalata e non mancano oggi opportunità alternative, tali da dargli spazio con continuità: ecco che entra in ballo il discorso delle esigenze che si incontrano.

Kean-Fiorentina: conviene ai viola?

Il punto di vista del giocatore è chiaro ed esprime volontà di giocare con continuità, anche per preservare la fiducia da parte di Spalletti in vista degli Europei, ma subentra la posizione della Fiorentina: i viola di Italiano hanno bisogno di qualità in attacco e Kean potrebbe in effetti sancire un passo in avanti rispetto a uno Nzola discontinuo e deludente sottoporta. Può sembrare paradossale risolvere il problema dei gol delle punte servendosi di chi è fermo a zero ma, superando lo scoglio delle statistiche, è evidente quanto Kean stesse dando prova di sé tra ottobre e novembre, diventando una pedina importante per Allegri.

M'Bala Nzola, Vincenzo Italiano
Nzola e Italiano / Gabriele Maltinti/GettyImages

Un punto a favore per i viola potrebbe arrivare da Spalletti, l'assist del CT della Nazionale (pensando a Italia-Malta di metà ottobre) riguarderebbe il ruolo di Kean: non punta centrale ma - a titolo di intrigante suggestione - esterno alto a sinistra nel 4-2-3-1, con Beltran terminale offensivo e Nico Gonzalez a destra. Una posizione non del tutto inedita per Kean, spesso ricoperta a livello giovanile e sporadicamente anche tra Juve e PSG: di fatto il classe 2000 diventerebbe al contempo un possibile sostituto di Nzola (in caso di addio) e di Brekalo (destinato alla Dinamo Zagabria) come soluzione a sinistra.

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Il passaggio in viola converrebbe a tutti, dunque? Il calciatore troverebbe spazio, la Juve gli darebbe modo di giocare con continuità per poi riaccoglierlo e la Fiorentina otterrebbe una pedina versatile in attacco: c'è però un nodo relativo proprio ai viola. L'unico aspetto critico riguarda infatti un investimento importante (tra prestito secco oneroso e ingaggio) che non si tradurrebbe però nel lungo termine: sarebbe una mera parentesi, la risposta a un'esigenza del momento. Al netto della formula però, del rischio concreto di valorizzare un patrimonio altrui, non mancano motivazioni solide per capire quanto l'affare Kean-Fiorentina abbia (almeno sulla carta) senso di esistere e meriti di essere tenuto in considerazione per tutta quella serie di incastri descritti, come emblema di un mercato che sia davvero "di riparazione" (per tutte le parti in ballo).