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Come potrebbe giocare la Fiorentina nella stagione 2024/25?

Dopo il triennio targato Italiano i viola ripartono da Palladino e da una rosa con novità importanti in ogni reparto.
Palladino
Palladino | Gary Oakley/GettyImages

Dopo un triennio importante come quello targato Vincenzo Italiano, caratterizzato dal ritorno in Europa, da tre finali perse e dall'approccio più che mai propositivo, la Fiorentina prova ad avviare un nuovo ciclo e lo fa affidandosi a Raffaele Palladino. Ancora un tecnico giovane per i viola, dunque, che hanno dimostrato di preferire allenatori motivati e in rampa di lancio rispetto a profili più esperti.

Il cambio di guida tecnica non è il solo tratto di discontinuità per la Fiorentina 2024/25 rispetto alle scorse annate, si sottolineano ovviamente i tanti addii pesanti sia dal punto di vista tecnico che di leadership all'interno dello spogliatoio - con riferimento a Milenkovic e Bonaventura - ma anche un vero esodo a metà campo che porterà a una necessaria ristrutturazione del reparto. Proviamo dunque a capire come potrà giocare la Fiorentina nella prossima stagione, valutandone il modulo di partenza e i potenziali protagonisti.

Il possibile modulo della Fiorentina

L'estemporaneo passaggio di Palladino al 4-2-3-1 nel proprio percorso a Monza, nella sua parte finale, poteva lasciar intendere un filo conduttore rispetto al lavoro di Italiano ma lo stesso nuovo tecnico viola (in sede di presentazione e ancor di più con le prime amichevoli) ha reso chiaro il proprio punto di partenza: il modulo di base sarà il 3-4-2-1, un cambiamento non di poco conto per i viola che si troveranno dunque ad agire a tre dietro e che dovranno dunque abituarsi a movimenti e situazioni di gioco differenti.

Già nelle prime amichevoli sono emersi spunti interessanti a livello tattico, pensando agli esterni offensivi chiamati a giocare più per vie centrali e al lavoro di collaborazione costante tra i braccetti di difesa e gli esterni di centrocampo. Al contempo il centrocampo si prospetta più dinamico e meno tecnico (visti gli addii di elementi come Bonaventura, Arthur, Maxime Lopez e Castrovilli).

I nuovi acquisti della Fiorentina

1. Moise Kean

2. Marin Pongracic

3. Andrea Colpani

Cosa manca ancora ai viola

Il mercato è ancora nel vivo e le voci legate a un possibile addio di Nico Gonzalez potrebbero segnare un punto di non ritorno, portando la Fiorentina a intervenire ancora sulla trequarti con un altro nome di peso (dopo Colpani). La priorità però, al netto di possibili uscite eccellenti, riguarda un centrocampo numericamente inesistente: Mandragora e Bianco sono i due soli interni a disposizione, con Barak che nelle prime amichevoli è stato adattato proprio come interno e che potrebbe dunque arretrare stabilmente il proprio raggio d'azione. Dovranno arrivare almeno due rinforzi nel reparto per superare la situazione di emergenza.

In difesa i titolari saranno Quarta, Pongracic e Ranieri, Valentini arriverà solo a gennaio - verosimilmente - ed è dunque possibile che possa arrivare un elemento affidabile ed esperto come riserva (in aggiunta al giovane Comuzzo). In porta la situazione è in divenire: non è detto che Terracciano resti il numero uno anche nella prossima stagione.

La formazione ideale della Fiorentina 2024/25

Fiorentina (3-4-2-1): Terracciano; Martinez Quarta, Pongracic, Ranieri; Dodò (Kayode), TESSMANN, Mandragora, Biraghi (Parisi); Colpani (Beltran), Nico Gonzalez; Kean.

*In maiuscolo gli obiettivi di mercato

Gli obiettivi della Fiorentina per la stagione 2024/25

Il primo anno di un nuovo ciclo presta sempre il fianco a tante incognite e ad altrettante possibili sorprese, non è scontato che i viola riescano a ripercorrere quanto fatto nei tre anni di Italiano - soprattutto a livello europeo con due finali raggiunte - ma è evidente che l'orizzonte resti simile, almeno a livello di obiettivi a priori. I gigliati sperano di poter lottare per un posto in Europa League e di non perdere troppo terreno rispetto alle big, una missione comunque complessa da perseguire a causa dei tanti addii e della necessità di prendere dimestichezza con un nuovo assetto tattico, con principi di gioco diversi da quelli su cui lavorava Italiano.

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