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Come potrebbe cambiare il calcio con il metaverso

Andrea Gigante
Starà guardando una partita di calcio?
Starà guardando una partita di calcio? / Joe Raedle/GettyImages
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"Questo è Oasis: un intero universo virtuale. Si può fare tutto, essere chiunque, senza andare da nessuna parte."

Wade Watts, "Ready Player One"

Siamo abituati a considerare il mondo virtuale e quello reale su due piani distinti, per molti di noi l'uno è il contrario dell'altro. È ancora opinione diffusa pensare che ciò che accade sui social non possa avere ripercussioni sulla vita di tutti i giorni. E invece non è così.

La realtà è che il confine tra realtà digitale e realtà empirica è fluido, uno va a finire per sconfinare nell'altro. Prendiamo un esempio tratto dalla vita di tutti i giorni: quando ti offri per un determinato lavoro, devi sapere che la prima cosa che farà l'azienda per la quale ti sei candidato sarà "stalkerarti" sui social. Se hai messo una foto su Instagram contraria ai loro valori, puoi già inviare il curriculum da un'altra parte.

Il modo in cui abitiamo il mondo del web è il nostro biglietto da visita. Già, esatto: "abitare". Perché quello di Internet sta assumendo sempre più i connotati di una nuova terra da esplorare e - come l'uomo ha fatto per tutto il corso della sua storia millenaria - da colonizzare.

La nuova frontiera dell'online life è costituito dal metaverso, una realtà che è salita alla ribalta lo scorso dicembre grazie a Mark Zuckerberg, ma che di fatto esiste da parecchio tempo. A coniare il termine "metaverso" è stato infatti lo scrittore di fantascienza Neal Stephenson che nel romanzo Snow Crash del 1992 parlava di uno spazio tridimensionale che utilizza la metafora del mondo reale, all'interno del quale gli umani, o meglio, i loro avatar, interagiscono tra loro e agenti software.

Praticamente una vita-altra rispetto alla vita reale. Certo, il progetto di Meta è per diversi aspetti inquietante, sembrerebbe quasi di trovarsi in una puntata di Black Mirror, eppure il metaverso rappresenta una grande opportunità non solo per le (tante) aziende intenzionate a investirci, ma anche per noi comuni mortali.

In un'intervista che ci ha gentilmente rilasciato Cristiano Piccini, ci ha spiegato le potenzialità di questa nuova dimensione, azzardando che un giorno il metaverse potrebbe addirittura rivoluzionare il nostro modo di vivere il calcio.

Per l'ex terzino del Valencia (ora è un giocatore della Stella Rossa), i club calcistici punteranno sempre di più sul metaverse, promuovendo - ad esempio - delle visite guidate all'interno dei propri stadi completamente digitali. Cosa vuol dire? Se il nostro caro Head of Content di 90min Italia si è dovuto sorbire decine di ore d'aereo per andare a visitare gli stadi che ospiteranno il Mondiale in Qatar, a me che scrivo quest'articolo potrebbe bastare un visore della realtà virtuale per vedermeli comodamente dal mio divano.

Questo, oltre a costituire un gran risparmio in termini di tempo, denaro e fatica, rappresenta anche l'opportunità per una società di consolidare la fidelity del tifoso. Nel metaverso, i fan potrebbero infatti incontrare gli avatar dei propri calciatori, si avrebbe persino la possibilità di organizzare delle vere e proprie partite tra giocatori professionisti e gente comune.

Perché fermarsi qui? Pensiamo più in grande! Non mi sorprenderebbe se tra qualche anno la Federcalcio lanciasse la Serie A del metaverso, un vero e proprio campionato digitale che si svolgerebbe parallelamente a quello reale. Lasciamo da parte ogni discorso riguardante i possibili introiti e l'opportunità di esportare il marchio del nostro calcio in tutto il mondo, ma concentriamoci su un piano quotidiano: pensa se la tua squadra dovesse fare il doblete Serie A/Serie A del metaverso; oppure se dovesse retrocedere nella vita reale ma se trionfasse in quella virtuale... sarebbero comunque soddisfazioni, no?

In tempi di pandemia, gli stadi vengono continuamente chiusi, poi riaperti, poi chiusi parzialmente, poi di nuovo chiusi del tutto: insomma, le casse dei club non riescono più a reggere questi stravolgimenti. Potrebbero allora sfruttare le nuove tecnologie installando delle telecamere sui seggiolini dello stadio e lanciare delle campagne abbonamenti virtuali. Come funzionerebbero? Come quelle normali, no!? Basterà andare sul sito della nostra squadra del cuore, selezionare il settore, il posto desiderato e il gioco è fatto. Il giorno della partita, metti in testa il tuo visore e ti ritroverai catapultato al posto 10D della Tribuna Monte Mario dello Stadio Olimpico di Roma. Il primo club a investire sul metaverso è stato il Manchester City che, all'interno di una più vasta collaborazione con Sony, ha inaugurato la versione "VR" dell'Etihad Stadium, regalando ai tifosi una piazza all'interno della quale interagire tra di loro e con la squadra che amano.

Un'altra risorsa per il metaverso potrebbe essere la tecnologia blockchain, in particolare gli NFT. Per chi non li conoscesse, i Non Fungible Token sono dei certificati di autenticità digitale e servono a rendere dei beni non replicabili e insostituibili. Essi possiedono una specifica individualità, un codice identificativo tutto loro, il che vuol dire che se disponi di un NFT significa che hai un manufatto unico al mondo.

Gli NFT hanno già rivoluzionato il mondo dell'arte, ma stanno crescendo pian piano in altri settori, anche nel calcio. In occasione di un Roma-Inter di Serie A, gli occhi dei tifosi giallorossi si erano illuminati quando sulle tribune dell'Olimpico era stato avvistato Francesco Totti. Tuttavia, non si trattava di un riavvicinamento tra l'ex capitano e la società, Totti era infatti ospite di Digital Bits. La società di criptovalute che sponsorizza i capitolini ha pensato al Pupone per creare contenuti unici, foto e video che possano essere acquistati dai fan.

Un altro caso è quello di Entourage Global che sul metaverso lancia prodotti digitali esclusivi di Giorgio Chiellini, Gianluigi Buffon, David Trezeguet, Roberto Carlos. Infine, è impossibile non citare Shirtum, la società in cui hanno investito il Papu Gomez, Ivan Rakitic e Ronaldinho, che permette ai fan di entrare a stretto contatto con i propri beniamini.

Abbiamo provato ad azzardare le possibili applicazioni del metaverso alla materia calcistica. Non vorremmo lasciar trasparire un'eccessiva fiducia verso queste nuove tecnologie; anzi, rimaniamo i primi sostenitori di un calcio vissuto direttamente dalla curva. Però ammettiamo che il digitale è il futuro e noi non possiamo fare altro che provare anche solo a comprenderlo. All'interno di "Apocalittici e Integrati", Umberto Eco riassume le due posizioni di fronte di fronte al dilagare dei mezzi di comunicazione. Allo stesso modo, il metaverso ci divide tra gli ottimisti e i catastrofici, ma un fenomeno così multiforme va letto in funzione di una società sempre più complessa, sempre più interconnessa. Questo non lascia spazio a reazioni univoche e polarizzate.


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