Calcio estero

Il Metaverso di Cristiano Piccini: viaggio alla scoperta di Rine

Alessandro Eremiti
Cristiano Piccini, calciatore del Valencia e fondatore di Rine
Cristiano Piccini, calciatore del Valencia e fondatore di Rine / 90min Italia
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Esclusiva - Sogno di una notte di fine estate. No, non stiamo giocando a storpiare i titoli delle opere di Shakespeare, ma se ce ne fosse una con Cristiano Piccini a recitare il ruolo del protagonista, il titolo sarebbe senza dubbio questo. Storia davvero singolare quella dell'ormai ex laterale Valencia (a breve arriverà l'ufficialità del suo passaggio alla Stella Rossa allenata da Dejan Stankovic) , che dopo il terribile infortunio alla rotula subito nell'agosto del 2019, è riuscito, nel bel mezzo del calvario riabilitativo, a trovare la forza di riaprire il cassetto dei sogni per dar vita a Rine (acronimo di Reality is Never Enough), un'app che sintetizza alla perfezione il suo desiderio di creare un centro commerciale nel Metaverso.

Un progetto avanguardista che lo ha accompagnato durante la delicata fase del recupero e che oggi - come ci ha raccontato con orgoglio - è una parte importante della sua quotidianità:

Cos'è Rine?

"Rine è un’applicazione di realtà virtuale per dispositivi Oculus che dà la possibilità a brand e persone fisiche di creare il proprio spazio virtuale personalizzabile al 100% all’interno del Metaverso. Inoltre, chi per esempio ha un’agenzia immobiliare può creare il proprio ufficio nel Metaverso, allegando un menu che consente ai clienti di visitare le case comodamente dal proprio divano attraverso la tecnologia 360 che abbiamo integrato alla realtà virtuale e che consente ai clienti di organizzare dei veri e propri tour. E questo vale per qualsiasi tipo di showroom o di negozio fisico".

Come e quando è nata l'idea?

"L’idea è nata più o meno a settembre 2019, in un periodo in cui avevo subito un infortunio molto grave. Mi ero operato da poco e una notte ero in dormiveglia e ancora sotto gli effetti degli antidolorifici, mi venne l’idea di creare un centro commerciale in realtà virtuale. Svegliai mia moglie per dirglielo e fu una delle poche volte in cui mi disse che avevo avuto una grande idea e che le piaceva (ride, ndr). Dopo aver ricevuto il suo consenso e non è facile, ho subito pensato a come dar vita al progetto valutandone fattibilità, tempi e costi. Dal giorno dopo ho iniziato a contattare aziende che lavorano con la realtà virtuale e ho deciso di affidarmi ad Airlapp, un’azienda di Padova che lavora con la realtà virtuale con cui attraverso un costante scambio di idee siamo riusciti a creare un prodotto molto bello che sarà disponibile in tutti gli Oculus store tra poche settimane. È un bel progetto che mi rende davvero orgoglioso".

"Per me il Metaverso è un qualcosa che vivi realisticamente nella realtà virtuale"

Cristiano Piccini

Riesci a conciliare l'attività calcistica con quella imprenditoriale?

"Le mie giornate si dividono tra gli allenamenti al mattino e i pomeriggi passati a fare fisioterapia per il mio infortunio e a far crescere Rine. Il club non ostacola mai le attività extra calcistiche, siamo abbastanza liberi di investire il nostro tempo come vogliamo a patto che non venga mai meno la professionalità, ma questo è ovvio. Essendo una mia idea mi piacerebbe poter parlare del progetto in prima persona per poter trasmettere tutta la passione che ho, però spesso è difficile far coincidere gli impegni in campo con tutto il resto, per questo mi sono affidato a un team che mi supporta al 100%. Inizialmente erano dei consulenti, ora sono parte dell’azienda a tutti gli effetti, sperando di poter crescere insieme diventando una famiglia sempre più numerosa".

Dove ti piacerebbe arrivare con questo progetto?

"Il mio obiettivo è quello di far crescere Rine, riuscendo a coinvolgere brand di ogni genere. Poi, visto che all'interno dell’app è possibile creare degli avatar, mi piacerebbe che ogni persona potesse creare il proprio spazio virtuale, una sorta di profilo social in cui è possibile passare del tempo insieme ai propri amici. I calciatori potranno creare spazi in cui si ripercorre la carriera attraverso momenti salienti come la firma del primo contratto, il trasferimento a una grande squadra o la galleria dei premi vinti. Il tutto corredato da clip e foto che permetteranno un’interazione con i fans senza precedenti. Lo stesso discorso vale per gli artisti che avranno la possibilità di creare delle gallerie virtuali in cui esporre i propri premi come per esempio i dischi di platino e illustrare il proprio percorso a tutti coloro che saranno incuriositi e vorranno accedere a quel mondo. Per me Metaverso significa anche condivisione delle esperienze con i propri amici".

Secondo te quale sarà il ruolo del Metaverso nella nostra quotidianità e in ambito calcistico in futuro?

"Credo che in futuro dato che la tecnologia è in continua evoluzione inventeranno dei dispositivi meno invasivi per accedere al Metaverso rendendoli sempre più parte della nostra quotidianità, soprattutto se diventeranno uno strumento utile per fare business. In ambito calcistico, credo che i club come ogni azienda vorranno avere il proprio spazio nel Metaverso, magari dando la possibilità a tutti di fare delle attività come il tour virtuale degli stadi".

Quali sono state le reazioni dei tuoi compagni quando hai iniziato a parlare del progetto?

"È un’idea che è piaciuta a tutte le persone a cui l’ho proposta e con cui ne ho parlato. Secondo me in Europa rispetto agli Stati Uniti, siamo un pochino indietro nel comprendere le potenzialità di quest’industria. Io avendo partecipato alla stesura del business plan della mia Startup mi sono reso immediatamente conto che il Metaverso è il trend con il margine di crescita più ampio nei prossimi 8 anni. Oggi genera 60 miliardi di dollari l’anno e avrà una crescita annuale del 48% fino a generare più di 800 miliardi nel 2028 e quando tutti noi ne capiremo le potenzialità diventerà il nuovo Internet. Io credo che tra qualche anno tutti avremo un visore in casa".


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