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Com'è cambiato il Milan dopo il mercato?

Matteo Baldini
Come è cambiato il Milan dopo il mercato
Come è cambiato il Milan dopo il mercato / 90min Italia
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Altra situazione particolarmente delicata quella del Milan: se la Juve si è trovata infatti a fronteggiare in extremis un addio pesante come quello di CR7 è pur vero che i rossoneri, dal canto loro, sono partiti già con l'handicap di due addii a parametro zero profondamente dolorosi, Donnarumma e Calhanoglu, sia a livello tecnico che mediatico. Un contesto piuttosto surreale, con una Champions ritrovata dopo una lunga attesa, che ha generato una reazione peculiare in Maldini e negli uomini mercato: pochi nomi a effetto e un mix di giovani (chiamati alla maturazione) e di elementi più esperti anche a livello internazionale, senza quel grande nome che in tanti si sarebbero aspettati.

Stefano Pioli
Stefano Pioli / Marco Luzzani/Getty Images

I movimenti di mercato

Gli addii di Donnarumma e Calhanoglu avrebbero rappresentato per chiunque un duro colpo, impossibile da attutire fino in fondo, e il Milan in tal senso si è mosso assicurandosi Maignan in simultanea alla defezione di Donnarumma. Una mossa valida pur nella consapevolezza dell'impossibilità di sostituire in tutto e per tutto un portiere che, anche agli Europei, ha dimostrato di poter essere assolutamente decisivo. In difesa si è puntato sulla conferma di Tomori e su Ballo-Touré come rincalzo a sinistra, con l'addio di Dalot rimpiazzato dal jolly Florenzi, utilizzabile anche come esterno alto all'occorrenza. A metà campo è tornato Bakayoko, portando muscoli al reparto, ed è stato confermato Tonali: quest'ultimo, per certi versi, potrebbe risultare una sorta di "nuovo acquisto" dopo una prima annata non esaltante. Sulla trequarti l'addio di Calhanoglu non è stato rimpiazzato se non con la responsabilizzazione di Brahim Diaz, numero 10 e sempre più titolare, e con la sorpresa Messias, vera favola moderna del calcio italiano in attesa di una consacrazione. Prezioso l'arrivo di Giroud in avanti, ben più di un vice Ibra, mentre Pellegri potrà attendere senza pressioni il proprio turno.

Alessandro Florenzi
Alessandro Florenzi / Marco Canoniero/Getty Images

Il colpo: Olivier Giroud

Può apparire curioso che il colpo rossonero sia un elemento a lungo proposto come "vice Ibra" ma le prime giornate hanno già chiarito come tale etichetta sia riduttiva, senza rendere il giusto merito all'attaccante francese. Giroud potrebbe davvero ripetere l'effetto virtuoso di Ibra, come elemento di esperienza a fare da punto riferimento, in grado poi di portare esperienza internazionale e un bel bottino di reti anche in Champions League.

Olivier Giroud
Olivier Giroud / Marco Canoniero/Getty Images

Il colpo sfumato: Hakim Ziyech

Il Milan ha deciso di puntare su Messias in extremis ma i nomi accostati ai rossoneri, sulla trequarti, erano di tutt'altro tenore: Ziyech poteva essere il nome giusto per il salto di qualità, sia come esperienza internazionale che come livello in sé del giocatore, ma il Chelsea ha scelto di puntarci con forza e, col tempo, l'idea si è fatta improponibile. Proprio il mancato colpo sulla trequarti potrebbe infine risultare il vero e proprio rimpianto di mercato, pur con l'incognita Messias da tenere in considerazione.

Il nuovo undici titolare

4-2-3-1: Maignan; Calabria (Florenzi), Kjaer, Tomori, Hernandez; Tonali, Kessié; Saelemaekers, Diaz, Leao (Rebic); Ibrahimovic (Giroud).

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