Serie A

Chi è fuori dalla corsa Scudetto? Cosa dicono i precedenti

Matteo Baldini
La Juve a Verona
La Juve a Verona / Pier Marco Tacca/GettyImages
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La presenza di squadre appaiate in vetta alla classifica, entrambe ancora imbattute dopo 11 giornate di campionato, fa sì che i distacchi dalle rivali siano già degni di nota e possano apparire a prima vista già incolmabili per chi intende trionfare in Serie A.

Milan e Napoli, con 10 vittorie e un pareggio, hanno già preso il largo: l'Inter campione d'Italia in carica è la sola ancora in scia, a 7 punti dalla coppia di vetta, mentre i distacchi diventano siderali già osservando Roma, Atalanta (appaiate a 19 punti, a 12 lunghezze dalla vetta), Lazio e Fiorentina (pari a 18 punti, 13 dalla vetta). Ovviamente l'assenza che fa più rumore nelle parti più nobili della graduatoria è quella della Juventus, ferma a quota 15 punti e dunque lontana ben 16 punti dalle capolista in fuga.

Lo stesso Max Allegri ha ammesso, dopo la sconfitta con Verona (la quarta di questo campionato), quanto il discorso Scudetto possa dirsi a questo punto compromesso. Vediamo dunque quali squadre possono dirsi in linea di principio fuori dalla lotta Scudetto già dopo 11 giornate, basandoci sulle rimonte più clamorose e sul numero di sconfitte patite proprio dopo l'undicesima giornata, e poi in totale, dalle squadre che hanno poi vinto il titolo.

ACF Fiorentina v Juventus FC - Serie A
Rimonta bianconera nel 2015/16 / Gabriele Maltinti/GettyImages

Punti di distacco dalla vetta

Valutando la situazione in vetta all'undicesima giornata possiamo notare come, dal 2011/12, a oggi in 5 occasioni su 10 lo Scudetto sia andato alla squadra che era prima a quel punto della stagione: la Juve ha insomma vinto il campionato 2012/13, 2014/15, 2016/17, 2018/19 e 2019/20 essendo prima già all'undicesima giornata, senza dunque bisogno di rimontare.

La stessa squadra bianconera, in 4 occasioni, non era prima all'undicesima giornata ma è riuscita comunque ad avere la meglio: nel 2011/12 era quarta ad appena 2 punti dal Milan, nel 2013/14 era terza a 3 punti dalla Roma, nel 2015/16 era addirittura decima a 9 punti da Inter e Fiorentina, nel 2017/18 era terza a 3 punti dal Napoli. C'è poi l'Inter che, nella scorsa stagione, all'undicesima giornata era al secondo posto, a 3 punti dal Milan capolista.

Nella metà dei casi la formazione di testa a questo punto della stagione è riuscita dunque ad affermarsi, una situazione che valutando anche i distacchi di quest'anno, induce Napoli e Milan a restare ottimiste per il prosieguo del campionato.

Al contempo, considerando i punti di distacco dalla vetta, i 9 punti recuperati dalla Juve nel 2015/16 (dopo una partenza da dimenticare) possono rappresentare un riferimento che lascia in ballo la sola Inter, tagliando dunque fuori, in linea di principio, Roma, Atalanta, Lazio e Fiorentina oltre alla Juventus (ormai a ben 16 punti).

Il precedente di riferimento per chi sogna la rimonta è proprio quello di quella Juve targata Allegri, capace di inanellare una clamorosa striscia positiva (con ben 15 vittorie di fila, 10 partite consecutive senza subire gol e 26 partite senza perdere).

Hellas Verona FC v FC Internazionale - Serie A
Esultanza nerazzurra / MB Media/GettyImages

Numero di sconfitte in Serie A

La Juve del 2015/16 riuscì in sostanza a perdere 5 partite in totale nonostante 4 sconfitte rimediate già alla decima giornata, facendosi forte di un reparto difensivo granitico e di individualità importanti, partendo poi da una situazione meno compromessa di quella attuale.

Pensando al numero di sconfitte complessive di chi ha vinto poi la Serie A, dal 2001/02 a oggi, vediamo come in soli 4 casi la squadra campione d'Italia abbia perso 5 o più partite in totale. Una situazione accaduta alla Juve nelle stagioni 2012/13 (5 sconfitte in tutto), nel 2015/16 (5 sconfitte), nel 2016/17 (5 sconfitte) e nel 2019/20 (7 sconfitte totali per Sarri e i suoi). Considerando dunque come la Juve abbia già perso 4 partite fin qui (Empoli, Napoli, Sassuolo e Verona) la sconfitta da qui in poi andrebbe considerata una sorta di tabù improponibile, con ancora 27 giornate da giocare.

Situazione che riguarda anche la Roma (4 sconfitte fin qui) oltre a squadre comunque partite per obiettivi totalmente diversi dal titolo. L'Inter, dal canto proprio, anche in tal senso resta pienamente in corsa, con una sola sconfitta rimediata dall'inizio del campionato. In media la squadra campione d'Italia, negli ultimi 20 anni, ha perso in totale 3/4 partite (3,35, quindi già 4 potrebbero essere troppe). Un numero di sconfitte superiore a 4 rappresenta già in genere un'eccezione.

Massimiliano Allegri
Allegri a Verona / CPS Images/GettyImages

Il bilancio

Nel complesso possiamo dunque dire che, come sottolineato anche da Allegri, la Juve possa ritenersi distante da qualsiasi discorso relativo al successo finale: servirebbe un'impresa senza precedenti soprattutto pensando ai punti di distacco, al di là del numero di sconfitte già rimediate (in tal caso il 2015/16 rappresenterebbe un precedente incoraggiante).

Per quanto riguarda l'Inter è evidente come i nerazzurri siano ancora pienamente in corsa, i 7 punti di distacco e la sola sconfitta fin qui non sono una salita troppo ripida da affrontare con così tante giornate all'orizzonte (e scontri diretti da giocare). Roma e Atalanta, dal canto proprio, per rientrare in corsa dovrebbero inanellare strisce positive affini a quella della Juve 2015/16 e confidare in un calo clamoroso di una delle capolista, situazione utopistica anche se non del tutto compromessa come quella bianconera.


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