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Chi è Yunus Musah: profilo e caratteristiche del 2002 che piace alla Fiorentina

Matteo Baldini
Yunus Musah
Yunus Musah / Matthew Ashton - AMA/GettyImages
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L'essenza stessa degli Stati Uniti, del melting pot culturale di cui questi sono portatori, si può talvolta riflettere in un singolo, può trovare espressione lampante anche in un calciatore e il caso di Yunus Musah è del tutto emblematico.

La strada che dal Ghana porta a New York e che passa poi da Castelfranco Veneto e da Londra, fino ad arrivare al presente in Spagna, appare sulla carta come figlia di traiettorie schizofreniche e prive di un filo conduttore, di un costrutto logico definibile a priori: storie che ci suonano lontane ed esotiche, sulla carta, ma che appaiono come la radice stessa di qualità e di una ricchezza visibile anche sul campo.

In un contesto in cui spesso si rivendica la necessità di valorizzare i talenti "nostrani" ecco che il paradigma si ribalta: Musah può essere nostro come no, può rappresentare un calcio lontano come quello nato sui campetti sotto casa nostra, è una sintesi che (curiosamente) potrebbe intrecciarsi di nuovo con l'Italia, stavolta con la Serie A.

La storia di Yunus Musah

L'Italia è giù stata nel percorso di vita di questo classe 2002, nato a New York e trasferitosi ancora bambino a Castelfranco Veneto coi genitori: l'esperienza da calciatore, parliamo dei primissimi passi, parte proprio proprio nel settore giovanile del Giorgione, prima di un nuovo trasferimento coi genitori, stavolta a Londra.

Il percorso da calciatore di Musah era già iniziato, nonostante si trattasse ancora di un bambino, e l'Arsenal (tramite la propria rete di scout) decide di dargli fiducia e di inserirlo nella sua Academy, sempre fucina di grandi talenti. Il primo bivio importante nella carriera di Musah arriva poi nel 2019 con la decisione di accettare il corteggiamento del Valencia e di lasciare dunque i Gunners: una scelta, questa, lungimirante e dettata dalla volontà di abbreviare quanto più possibile il percorso dalle giovanili fino alla prima squadra.

Yunus Musah
Musah con gli USA / Andy Lyons/GettyImages

Decisione appunto saggia per il giocatore ancora diciassettenne, peraltro già nel giro (in quel periodo) delle Nazionali giovanili inglesi: già nel 2019/20 arriva infatti l'esordio tra i professionisti, grazie alla seconda squadra del Valencia, e Javi Gracia arriva poi a spostarlo in prima squadra alla vigilia della stagione 2020/21. Da lì un percorso virtuoso, sempre in prima squadra, arrivando dunque all'obiettivo prefissato al momento dell'addio (anche rischioso) all'Arsenal: Musah, fin qui, ha già raccolto 61 presenze e 2 gol nella Liga, dato ovviamente sorprendente pensando a un classe 2002.

Ruolo e caratteristiche tecniche

L'evoluzione di Musah come calciatore lo ha visto occupare numerosi ruoli del centrocampo, tracciando dunque un profilo più che mai versatile e ricco di qualità: nel Valencia, in particolare, il giocatore - divenuto ormai una certezza per la Nazionale statunitense - ha trovato spazio come esterno di centrocampo in un 4-4-2, per sfruttare al meglio rapidità ed esplosività, ma di fatto potrebbe imporsi nel futuro come mezzala o come mediano (ruoli che ha comunque occupato nella sua esperienza nella Liga, riferendoci all'ultima stagione).

Musah ha dalla propria parte un'esplosività impressionante, una potenza muscolare che gli consente di eludere l'intervento del diretto avversario e di saltarlo anche in zone potenzialmente pericolose con sterzate improvvise e cambi di velocità. Doti, queste, che potrebbero fornire spunti importanti immaginando un futuro anche da mediano: chissà che l'interesse della Fiorentina (citato oggi da Tuttosport) non possa legarsi proprio alla necessità di sostituire Torreira, costruendosi in casa un giocatore da impiegare anche davanti alla difesa e non in posizione più avanzata (come accaduto fin qui).

A livello giovanile sembrava che potesse incidere di più anche in fase offensiva, coi suoi inserimenti, e potrà ancora migliorare a livello di visione di gioco e di scelte quando si tratta di servire i compagni. Appare comunque evidente che, assicurandoselo, un club si metta in casa un prospetto dal sicuro avvenire e la cui valutazione (secondo Transfermarkt di 15 milioni di euro) è destinata a salire sensibilmente.


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