Chi è Manuel De Luca: profilo e caratteristiche tecniche dell'attaccante esploso in B

Matteo Baldini
De Luca col Perugia
De Luca col Perugia / Danilo Di Giovanni/GettyImages
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Un effetto poco gradito, potremmo chiamarlo oggi per capirsi "effetto Lucca", ci spinge ancora una volta a capire quanto la volontà di individuare gioielli e di portarli mediaticamente alla ribalta, senza tenere a bada slanci d'entusiasmo e accostamenti audaci, possa rivelarsi controproducente o generare in automatico aspettative sproporzionate.

Il tema della fiducia nei giocatori esplosi in Serie B sta tornando prepotentemente attuale, a ragione o meno, valutando le concause del nuovo fallimento della Nazionale ma è chiaro che, anche nel raccontare e nel descrivere un talento ancora in attesa del decollo, sia urgente mantenere ben saldi i piedi per terra, senza perdere la dimensione delle cose. A maggior ragione, poi, se non si parla più di giovanissimi e se fin qui il talento in questione non presenta apparizioni in Serie A a impreziosire il curriculum.

Parliamo nello specifico di Manuel De Luca, attaccante classe '98 in forza al Perugia in prestito, il cui cartellino è in mano alla Sampdoria (pronta ad assicurarselo dopo il fallimento estivo del Chievo Verona). Il recente accostamento a club di Serie A, in chiave mercato, ci spinge ora a interrogarci sulle caratteristiche dell'attaccante nato a Bolzano nell'estate di 24 anni fa (dunque già forte di esperienza pluriennale tra i professionisti) e sul valore aggiunto che, eventualmente, lo stesso De Luca potrebbe rappresentare in massima serie, a partire dalla prossima stagione. Diventa chiaro poi come un'annata condita da 10 gol e 3 assist nel club umbro meriti attenzione.

Manuel De Luca
De Luca col Chievo / Gabriele Maltinti/GettyImages

La carriera di De Luca

Detto di un'assenza di esperienza in massima serie occorre però partire dal principio opposto: dalla voglia, cioè, di emergere e di farsi largo nel calcio che conta, volontà dimostrata senza nascondersi fin dalla giovanissima età, un fatto di DNA condiviso peraltro con la sorella, a sua volta calciatrice. In ambito giovanile De Luca ha trovato nel Torino la realtà che più di tutte ha saputo dargli spazio e fiducia, dopo i primi passi col Südtirol e dopo un anno con gli Allievi dell'Inter (2013/14) che non si è tradotto poi in un legame ulteriore a causa di schermaglie tra le società.

In granata De Luca è arrivato a condurre un percorso virtuoso, ricco di gol segnati tra Under 17 e Primavera, tale da condurlo ad avvicinarsi alla prima squadra e a debuttare anche in Coppa Italia grazie a Sinisa Mihajlovic: 9 minuti nella stagione 2017/18 ai quarti di finale contro la Juve, club che peraltro tentò anche un avvicinamento prima dell'esperienza con l'Inter, per un provino che non ebbe un seguito. Proprio Mihajlovic, nell'esperienza di De Luca, ha rivestito un ruolo chiave, quello di mentore capace di infondergli sicurezza e fiducia in un momento decisivo per la crescita come calciatore: "Devo tanto anche a mister Sinisa Mihajlovic, allenatore che mi ha sempre insegnato tanto, dicendomi sempre la verità e nei giusti modi. Mi ha fatto capire tante cose, ha avuto tanta fiducia in me e di questo gli sono grato", le parole dell'attaccante a MuseoGrigio sul rapporto con l'ex allenatore granata.

Manuel De Luca/Wojciech Szczesny
Il debutto in Coppa Italia / Pacific Press/GettyImages

L'assaggio fornito da Mihajlovic dette la spinta decisiva per cercare occasioni nel calcio professionistico e per emanciparsi dunque, attorno ai 20 anni, dal panorama della Primavera: i consueti prestiti, con le maglie di Renate, Alessandria e Virtus Entella, gli hanno permesso di accumulare esperienza tra Serie C (53 presenze, 15 gol) e Serie B (19 presenze 3 gol con l'Entella) prima di lasciare il Toro a titolo definitivo per trasferirsi al Chievo alla vigilia della stagione 2020/21. Un'annata, quella in gialloblù, che ha permesso a De Luca di trovare maggiore continuità e di incrementare il bottino di reti nel campionato cadetto: 6 gol in 32 presenze agli ordini di Aglietti, fino al noto epilogo che ha visto concludere la favola Chievo e, di conseguenza, ha sancito lo svincolo dei gioielli gialloblù.

Siamo dunque all'attualità, con la Samp reattiva nel mettere sotto contratto il giocatore per poi girarlo in B al Perugia con la formula del prestito secco annuale: nella squadra guidata da Alvini lo stesso De Luca si sta rivelando un punto fermo, quarto giocatore più utilizzato della rosa e miglior marcatore (10 gol segnati fin qui, con 3 assist in aggiunta). Considerando i 33 gol complessivi degli umbri appare evidente il peso specifico di De Luca in ottica realizzativa, partecipando attivamente a un terzo dei gol segnati dai suoi: comprensibile, a questo punto, immaginare finalmente un'opportunità nella massima serie a stretto giro.

Ruolo e caratteristiche tecniche

Pochi dubbi sulla caratterizzazione e sulla definizione di De Luca: si tratta di un centravanti dotato di gran fisico, 192 centimetri, capace di abbinare le qualità sotto porta e il fiuto del gol alla grande efficacia nel gioco di sponda e di raccordo, aspetto che colpisce probabilmente ancor di più di quello palesato in fase realizzativa. Si sottolinea comunque il suo impiego come esterno d'attacco nei primissimi passi della carriera, nell'Under 17 granata, a supporto di un altro elemento utilizzato come terminale offensivo.

L'avventura coi professionisti, così come le esperienze in Primavera, lo ha comunque consacrato definitivamente come prima punta, con la parziale eccezione di alcune presenze da subentrante con Renate e Alessandria (giocando più largo a destra, nel finale). Nelle stagioni in cui ha trovato maggiore continuità in B, col Chievo e attualmente col Perugia, ha giocato rispettivamente come prima punta nel 4-4-2 e nel 3-5-2, usufruendo dunque della collaborazione di una seconda punta in appoggio.

Una posizione che lo sta valorizzando e gli sta permettendo di trovare finalmente continuità di rendimento e di gol, esaltando comunque caratteristiche ulteriori rispetto al mero ruolo di finalizzatore: è ambidestro, riesce a coordinarsi efficacemente e, come detto, è valido nel gioco spalle alla porta e nella sponda per i compagni, aspetto chiave del suo gioco e sicuramente utile se accompagnato a dovere dai compagni del reparto offensivo.

Pecca nella rapidità, complice il fisico, ma si sta rivelando capace di lanciarsi efficacemente nello spazio e di partire sul filo del fuorigioco se imbeccato dal compagno. Le doti tecniche trovano dunque un giusto contraltare nell'atteggiamento e nella grande dedizione al lavoro, tale da rendere De Luca un'arma preziosa anche quando si tratta di fare il lavoro sporco, senza isolarsi o aspettare staticamente il pallone. Tale, soprattutto, da lasciarci immaginare un'occasione anche in A qualora il finale di stagione confermasse quanto di buon fatto fin qui.


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