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Aspettando la Juve: cosa può dare Memphis Depay ai bianconeri di Allegri

Matteo Baldini
Memphis Depay
Memphis Depay / Ira L. Black - Corbis/GettyImages
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Il racconto di una sessione di mercato parte spesso, come logico che sia, da un'idea di squadra e da un impianto di gioco che - più o meno deliberatamente - si associa a una data formazione. Capire un colpo oppure sottovalutarlo, insomma, passa spesso da un discorso contestuale e dalla capacità di capire quanto una squadra abbia necessità di includere quel giocatore.

Anche per questo, ad esempio, un profilo come quello di De Ketelaere è individuabile come congeniale per il 4-2-3-1 così come, spostandoci in casa Juventus, Di Maria appare un innesto ideale per il 4-3-3 che - di base - Max Allegri potrebbe schierare con continuità nella stagione 2022/23.

Massimiliano Allegri
Max Allegri / James Williamson - AMA/GettyImages

Un colpo per cambiare pelle

Tante considerazioni e altrettante certezze estive si sgretolano però, spesso, di fronte alle circostanze o alle posizioni dei tecnici che sanno adattarsi al momento, a quel che la rosa in un dato frangente dice. Ed ecco che il 4-3-3 non appare più all'orizzonte come una certezza granitica ma, alla luce di alcune mosse di mercato della Juve, potrebbe alternarsi con efficacia anche al 3-5-2: l'arrivo di Kostic in tal senso è strategico, individuando nel serbo un interprete ideale come quinto di sinistra (e avendo dall'altra parte Cuadrado).

La coperta potrebbe apparire corta, per certi versi, riflettendo sul partner offensivo di Dusan Vlahovic: Di Maria, in sostanza, ha nelle sue corde il ruolo di ala nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1 ma solo in misura ben inferiore si è messo alla prova coi compiti di una seconda punta. Si arriva così a un altro crocevia di mercato e a un innesto che, potenzialmente, potrebbe risultare la giusta chiave per superare il rebus tattico: Memphis Depay, indicato oggi più che mai indirizzato verso i bianconeri, ha le carte in regola per ricoprire agevolmente il ruolo di partner offensivo di Vlahovic in caso di 3-5-2, senza dover adattare altri interpreti.

Memphis Depay
Depay esulta in Nazionale / BSR Agency/GettyImages

Interessante e probabilmente virtuosa la scelta di virare rispetto a profili più affini a Vlahovic (Arnautovic, ad esempio) per puntare sulla duttilità come cifra distintiva del nuovo acquisto, sulla versatilità come elemento prioritario. Depay, al di là dei numeri da prima punta collezionati in carriera (soprattutto tra PSV e Lione), permetterebbe ad Allegri e alla sua Juve di mutare pelle senza stravolgersi: attaccante esterno nel 4-3-3 (così come Kostic, Di Maria e Chiesa) ma anche seconda punta nel 3-5-2 oppure anche prima punta dalle caratteristiche diverse da Vlahovic e Kean (a prescindere dal modulo).

Storia da jolly offensivo

Ci viene incontro il percorso dell'olandese tra i vari club per comprendere fino in fondo quanto possa essere versatile: cresciuto ed esploso ala sinistra (solo sporadicamente a destra) al PSV, nel 4-3-3; poi utilizzato come seconda punta o come esterno offensivo nel 4-2-3-1 (nel Manchester United); successivamente prima punta nel 4-3-3 o in appoggio a un centravanti nel 4-3-1-2 (con il Lione); infine - a Barcellona - ancora prima punta nel 4-3-3 blaugrana, con un impatto eccellente a livello realizzativo (8 gol nelle prime 14 partite nella Liga).

Coltivare ancor di più l'indole da jolly offensivo, in bianconero, potrebbe rappresentare una prosecuzione ideale della carriera dell'olandese, andando a incrociarsi perfettamente con le esigenze attuali di Allegri e regalando al tecnico bianconero una potenziale quadratura del cerchio nel reparto offensivo, ancor più di Morata o di altri candidati (prime punte tipiche) tirati in ballo nelle ultime settimane.


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