Alla Fiorentina serve davvero un nuovo trequartista?

Matteo Baldini
Pradé e Barone
Pradé e Barone / Emilio Andreoli/GettyImages
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Nell'arco di una stagione si presentano talvolta momenti, indicati come crocevia o tappe decisive, che danno l'impressione di mutare l'andamento - per un club - di quel campionato specifico: la scelta di un nuovo modulo da parte del tecnico, per esempio, riesce potenzialmente a favorire il riscatto di un certo giocatore o a donare quegli equilibri venuti fin lì meno, apparendo dunque come una vera e propria svolta.

In casa Fiorentina, è evidente, il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 ha sancito un cambio di paradigma, una sorta di ribaltone rispetto a quello che pareva un vero e proprio totem, un chiodo fisso di Vincenzo Italiano. Un cambiamento, questo, che più propriamente si lega a un approccio diverso degli elementi in campo: Bonaventura e Barak più avanzati, Mandragora e Amrabat come cerniera davanti alla difesa.

Vincenzo Italiano
Vincenzo Italiano / Jonathan Moscrop/GettyImages

Le risorse sono in rosa

Ecco che, come spesso accade, una svolta di natura tattica si tramuta immediatamente in istanze di mercato: i profili più spesso accostati ai viola in questo senso sono, appunto, quelli di trequartisti come Bajrami e Sabiri, elementi che di fatto si sposerebbero alla perfezione col 4-2-3-1 e che, dunque, possono apparire come coerenti col momento gigliato.

Esistono però altre valutazioni altrettanto insistenti e valide, una riguarda la potenziale abbondanza già presente in rosa: già detto di Bonaventura e Barak, interpreti già validi per il ruolo di trequartista, è chiaro come il rientro di Gaetano Castrovilli possa rispondere alla stessa esigenza, inserendo dunque un altro elemento in ballottaggio.

Il classe '97, del resto, in questo nuovo assetto potrebbe dare il meglio nel ruolo attualmente ricoperto da Bonaventura: complesso per il momento vedere Castrovilli come interno, posizione in cui Amrabat, Mandragora e Duncan appaiono più esperti e adatti.

Altre priorità di mercato

Accanto al nodo dell'abbondanza emerge un altro tema, forse persino prioritario: delle lacune in rosa esistono e non si trovano oggi sulla trequarti (così come tra gli esterni d'attacco, data la nuova veste tattica di Kouamé).

Si cita spesso il desiderio di un bomber prolifico, dato il rendimento altalenante di Cabral e Jovic, ma ciò che appare più urgente è in tutt'altro reparto: un terzino destro dalla propensione prettamente difensiva sarebbe un rinforzo utile, così come un centrale di difesa (considerato come Ranieri non entri mai nelle rotazioni e possa dunque partire).

L'idea di nuovi elementi di qualità e fantasia intriga maggiormente, in ottica mercato, ma osservando potenziali carenze in rosa è altrettanto chiaro come Pradè abbia altre priorità su cui concentrarsi, dando fiducia agli uomini d'attacco attualmente a disposizione di Italiano e investendo in altre zone del campo.

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