Fiorentina

I 5 segnali del sorprendente rilancio di Riccardo Saponara

Matteo Baldini
Riccardo Saponara
Riccardo Saponara / Gabriele Maltinti/GettyImages
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Arriva un momento, anzi due così come sono due le sessioni di mercato, in cui di persona oppure virtualmente si sciorinano i nomi di chi, volentieri, si vedrebbe partire dalla propria squadra del cuore per andare altrove.

Che sia al bar o sui social, alla fine, rimbomba nell'aria un classico ritornello che recita grossomodo: "Ce lo porterei io a piedi, dove si firma?". Abbondano poi le etichette e le conclusioni tratte con severità in modo perentorio: bollito, sopravvalutato, sempre rotto, discontinuo. Arriva poi un altro momento, quello in cui un tecnico di Serie A arriva a buttare lì un monito, un rimprovero a chi non si accorge di avere una risorsa in casa, trattandola come fosse di troppo.

Spesso sono frasi di circostanza ma non stavolta: Vincenzo Italiano ha spinto Riccardo Saponara verso un riscatto sorprendente con la maglia della Fiorentina. Nel giorno del trentesimo compleanno di Saponara vediamo i 5 segnali che ce lo dimostrano:

1. Il feeling con Italiano

Genoa CFC v ACF Fiorentina - Serie A
Esultanza con Italiano / Getty Images/GettyImages

La chiave principale del rilancio inatteso in maglia viola ha nome e cognome: Vincenzo Italiano, appunto. Tra i giocatori che il tecnico gigliato ha saputo rispolverare, insieme a Duncan e Callejon, spicca proprio Saponara: i due hanno avuto modo di lavorare insieme già allo Spezia, nella stagione scorsa, e qualcosa è rimasto, qualcosa di importante.

Non si tratta solo di un discorso tecnico ma di quei rari casi in cui un giocatore porta in campo le idee di un allenatore, tracciando una fondamentale intesa, che si riflette poi sul gioco della squadra nei frangenti in cui Saponara è in campo.

2. Un uomo spogliatoio

Riccardo Saponara
Il saluto di Saponara / Gabriele Maltinti/GettyImages

Oltre alla tecnica c'è di più e c'è di più anche rispetto all'intesa indubbia con l'allenatore. Già in passato Saponara ha dato segno di non essere solo una meteora nel mondo viola, lo ha fatto nel momento della tragica scomparsa di Astori, del suo amico Davide, rappresentando un punto di riferimento (al di là del campo) per i suoi compagni.

Umile quando non c'era spazio e fondamentale ora che le cose sono cambiate, con l'età che lo ha reso del resto uno dei "senatori" insieme a Biraghi e Bonaventura, uno degli esempi positivi da seguire per il gruppo, ricco di elementi ancora giovani.

3. Un esterno...diverso

Riccardo Saponara
Riccardo Saponara / Ciancaphoto Studio/GettyImages

Spostiamo il discorso sul piano tattico e sul campo. Italiano ha auspicato la presenza in rosa di 5 esterni, la società non lo ha accontentato e lo farà verosimilmente a gennaio con Ikoné, ma c'è da riconoscere come Saponara sappia interpretare il ruolo di esterno alto a sinistra nel 4-3-3 in modo peculiare.

Non è certo un uomo di scatto o di corsa, riesce però a dialogare perfettamente col terzino che si sovrappone, offre assist efficaci ai compagni e aiuta la squadra a ragionare, seguendo un po' il diktat di Italiano secondo cui tutti, in fondo, devono essere "registi".

4. La qualità non svanisce

Pierre Kalulu, Riccardo Saponara
Saponara in Fiorentina-Milan / Ciancaphoto Studio/GettyImages

Tante volte si è parlato di Saponara come di un'occasione persa per il calcio italiano, la classica promessa che nel tempo è scemata fino a finire nel dimenticatoio. C'è qualcosa che però non tramonta e non svanisce, la qualità rimane e ha solo bisogno del contesto giusto per fiorire.

I gol messi a segno contro il Genoa e contro il Milan, rappresentano al meglio ciò di cui Saponara è capace, un repertorio fatto di conclusioni morbide, parabole imprendibili oppure tiri secchi e insidiosi, il tutto abbinato a filtranti che annichiliscono le difese e a un controllo di grande livello. Una fortuna, ora, averlo riscoperto.

5. Da esubero a riferimento

Riccardo Saponara
Saponara sotto la Fiesole / Gabriele Maltinti/GettyImages

Infine c'è una parabola che si riallaccia al discorso iniziale, un cerchio che si chiude: l'intesa con Italiano e le qualità mostrate sul campo, nei minuti concessi, hanno fatto sì che da "esubero" da scartare Saponara sia diventato un punto di riferimento utile, non solo al presente.

Da un addio inesorabile si è passati dunque a discorsi su un rinnovo che, fino a pochi mesi fa, appariva fantascienza pura: il contratto scadrà nel 2022 ma per un Saponara così è giusto che ci sia spazio in rosa.


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