Roma

Le 5 ragioni per cui Zaniolo può rischiare davvero di lasciare la Roma

Matteo Baldini
Nicolò Zaniolo
Nicolò Zaniolo / Silvia Lore/GettyImages
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Realismo e mercato non danno vita a una coppia così funzionante, a un binomio del tutto armonioso: tutt'altro, l'attesa più scontata di fronte a ciò che riguarda i discorsi legati alla compravendita di giocatori, specialmente dei più preziosi, è quella rivolta ai proclami, alle promesse incoraggianti e ai propositi di grandezza.

Ecco perché, inesorabilmente, dichiarazioni all'insegna del pragmatismo e del realismo non possono che scatenare in automatico un panico nemmeno troppo celato, soprattutto in tempi di presentazioni in pompa magna e di colpi ad effetto (ulteriore conseguenza indiretta del terremoto Vlahovic).

Unire il desiderio di tornare una concorrente credibile per la Champions e la prospettiva di perdere i propri gioielli è una missione complessa, le parole di Tiago Pinto a commento della chiusura del mercato della Roma hanno trovato nel riferimento a Nicolò Zaniolo un ovvio punto di svolta, una fonte di titoli e paure, pronte a far drizzare le antenne a tifosi e addetti ai lavori.

1. L'insidia bianconera

Maurizio Arrivabene, Pavel Nedved, Federico Cherubini, Andrea Agnelli
La dirigenza della Juve / Jonathan Moscrop/GettyImages

La sessione invernale appena arrivata a conclusione ha detto tanto e ha sparigliato le carte, tracciando un prima e un dopo: andando ad assicurarsi Vlahovic la Juventus ha scosso il mercato dal torpore, un ruggito che certo aumenta ancora la pressione sui bianconeri ma che dimostra come la forza attrattiva della Juve resti più forte che mai.

Zaniolo, così come Vlahovic, è un profilo in linea coi desideri della proprietà bianconera: l'auspicio, dimostrato nei fatti col serbo, è quello di portare in squadra talenti di livello assoluto ma ancora giovani, con tanti anni di carriera davanti. Non più il colpo alla CR7 dunque, col dato anagrafico come chiaro malus in prospettiva: un classe '99 come Zaniolo sarebbe un profilo ideale in questo senso oltre che a livello tecnico.

2. Il nodo rinnovo

Nicolo Zaniolo
Nicolò Zaniolo / Paolo Bruno/GettyImages

La situazione contrattuale di Zaniolo, sulla carta, mette al riparo la Roma ancor più di quanto non accadesse con la Fiorentina nel caso di Vlahovic: l'attuale accordo tra le parti scadrà nel giugno del 2024 e non c'è dunque una scadenza all'orizzonte, tale da mettere fretta alla Roma.

Le parole di Pinto descrivono al meglio l'attendismo, la voglia di pensare ai risultati di quest'anno anteponendoli ai rinnovi, ma dall'idea di un nuovo contratto alle porte si è passati a una situazione più nebulosa (almeno mediaticamente) in cui il lieto fine non appare più il solo possibile. Il piano sembrava definito e realizzabile, con prolungamento fino al 2025 e ingaggio pronto a passare da 2,5 milioni a quasi 4 milioni di euro (comprensivi di bonus), ma le ultime parole di Tiago Pinto invitano decisamente alla prudenza.

3. Una cessione remunerativa

Dan Friedkin, Ryan Friedkin
Dan e Ryan Friedkin / Silvia Lore/GettyImages

Non esiste in concreto un rischio di perdere Zaniolo per un "prezzo di favore", data la durata del contratto, ma rimane in ballo una certezza: parlare oggi di incedibilità rasenta l'utopia e richiederebbe una certa prudenza, figlia del pragmatismo e dell'osservazione di quanto accade sul mercato. Le parole di Tiago Pinto, in tal senso, sono solo frutto del realismo, della volontà di lasciar perdere le facili promesse.

Non c'è colosso del calcio, vedi alla voce PSG, che sia al sicuro di fronte alla volontà di un giocatore e l'ossessione è ormai diventata quella di "monetizzare": con Zaniolo la Roma arriverebbe a realizzare una plusvalenza di tutto rispetto e, come accaduto alla Fiorentina con Vlahovic, avrebbe a disposizione fondi importanti da reinvestire. Chiaramente il rischio, cedendo i giocatori di maggior valore, resta quello di scivolare in un circolo vizioso che genera incognite.

4. Le ambizioni della Roma

Josè Mourinho
La Roma di Mourinho / Silvia Lore/GettyImages

Le parole di Tiago Pinto si aggiungono a quelle provocatorie di Mourinho che, a inizio dicembre, "consigliò" a Zaniolo di lasciare l'Italia. Il giocatore dal canto proprio non ha mai dato segni d'insofferenza rispetto all'avventura in giallorosso ma è evidente come, di fronte a una Juve pronta a rifondarsi attorno ai migliori giovani in circolazione, le certezze del numero 22 possano vacillare.

Gli argomenti economici e sportivi della Vecchia Signora sembrano improvvisamente tornati a convincere, con la Champions come obbligo da non mancare, e la Roma dovrà dimostrare (al di là del rinnovo) di poter offrire a Zaniolo scenari importanti, un palcoscenico europeo che lo avvicini a un ulteriore salto di qualità e a una consacrazione definitiva senza un necessario addio.

5. Il bilancio in giallorosso

Nicolo Zaniolo
Nicolò Zaniolo / Marco Canoniero/GettyImages

Così come la Roma dovrà dimostrare di "meritarsi" Zaniolo resta vero anche il contrario: la società giallorossa ha sempre aspettato il suo talento, sostenendolo nei momenti più difficili, e ora aspetta di godersi sul campo i frutti dell'attesa.

Il classe '99 dovrà trovare continuità, come partner di Abraham o nelle più consuete vesti di centrocampista offensivo, e da qui alla fine della stagione dovrà diventare finalmente un punto di riferimento su cui contare: a quel punto anche il rinnovo, con tanto di aumento d'ingaggio, potrebbe diventare una conseguenza naturale agli occhi della Roma, il timbro su una nuova certezza sulla squadra di domani. Anche in tal senso ci aiutano le parole di Pinto: "Se vogliamo far diventare la Roma una squadra vincente, l’obiettivo è quello di migliorare, al di là se compriamo o se vendiamo".


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