I 5 momenti più importanti di Petkovic come CT della Svizzera

Matteo Baldini
Vladimir Petkovic
Vladimir Petkovic / Anadolu Agency/Getty Images
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Non è detto che un lungo periodo come commissario tecnico, questione comunque non banale anche in sé, riassuma in tutto e per tutto l'importanza di un rapporto: è il caso di Vladimir Petkovic e del suo legame con la Svizzera, un Paese che è diventato il suo Paese già sul finire degli anni '80, ben al di là insomma di quanto fatto dalla sua Nazionale sul fronte sportivo dal 2014 in poi.

Un legame che non verrà meno, insomma, pur in presenza di una nuova avventura: Petkovic, dopo 7 anni alla guida della Svizzera, ha scelto di tornare ad allenare in club e lo ha fatto in Ligue 1, col Bordeaux, portandoci così a tracciare un bilancio di questo lungo e significativo periodo come CT elvetico. Questi i momenti da ricordare:

1. L'inizio dell'avventura come CT

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Vladimir Petkovic / GLYN KIRK/Getty Images

Dopo un addio turbolento alla Lazio nel gennaio 2014, con tanto di strascichi di natura legale, dovette attendere l'inizio di luglio per vedere formalizzato l'inizio dell'avventura come CT della Svizzera. Un legame che di fatto sancì ancor di più, in modo ufficiale, il rapporto tra il tecnico di Sarajevo e il suo Paese "adottivo": il primo obiettivo era la qualificazione a Euro 2016, missione compiuta grazie al secondo posto nel girone E alle spalle dell'Inghilterra.

2. Euro 2016: un buon inizio

Switzerland v Poland - Round of 16: UEFA Euro 2016
Svizzera-Polonia, Euro 2016 / Alex Livesey/Getty Images

Il rapporto tra la Nazionale svizzera e gli Europei non era certo di primo ordine fino a quel punto, con tre eliminazioni al primo turno in tutti i casi in cui la Svizzera centrò in precedenza la qualificazione al torneo. Petkovic riuscì però a cambiare le cose, conducendo la squadra agli ottavi di finale grazie al secondo posto nel girone A (vittoria sull'Albania, pareggi con Romania e soprattutto con la Francia padrona di casa). L'avventura si chiuse poi ai rigori, agli ottavi di finale, per mano della Polonia: decisivo l'errore di Xhaka dal dischetto dopo l'1-1 dei tempi regolamentari. Il traguardo raggiunto fu comunque il migliore fin lì per la Svizzera agli Europei.

3. Russia 2018

Svezia-Svizzera
Russia 2018, Petkovic in panchina / MB Media/Getty Images

L'accesso ai Mondiali del 2018 arrivò grazie allo spareggio con l'Irlanda del Nord e condusse la Svizzera ad affrontare il gruppo E, con Brasile, Serbia e Costa Rica come rivali. La Svizzera, anche in questo caso così come ripensando a Euro 16, riuscì nell'intento di superare il girone: fondamentale la vittoria sulla Serbia per 2-1 con reti di Xhaka e Shaqiri, gol arrivato all'ultimo minuto. La Svizzera passò come seconda ma imbattuta, pareggiando sia contro il Brasile al debutto che con la Costa Rica. Gli uomini di Petkovic vennero poi eliminati agli ottavi: decisiva la sconfitta di misura con la Svezia, con Forsberg a spegnere le ambizioni elvetiche.

4. Euro 2020: il canto del cigno

Vladimir Petkovic, Mario Gavranovic
La Svizzera a Euro 2020 / Anatoly Maltsev - Pool/Getty Images

Se gli ottavi di finale raggiunti a Euro 2016 e ai Mondiali del 2018 rappresentano traguardi comunque da sottolineare è evidente come, di fatto, l'impresa maggiore di Petkovic alla guida della Svizzera siano i quarti di finale di Euro 2020. Sorteggiata nel girone A, lo stesso dell'Italia, la Svizzera è passata tra le migliori terze, riuscendo nell'impresa di eliminare la Francia agli ottavi (ai rigori) dopo una spettacolare rimonta targata Seferovic e Gavranovic nel finale. Sempre ai rigori, poi, è maturata l'eliminazione ai quarti per mano della Spagna: Unai Simon protagonista dal dischetto, con due errori parati, ma uscita di scena assolutamente a testa alta per gli elvetici.

5. L'addio

Petkovic
Petkovic si congeda / MAXIM SHEMETOV/Getty Images

Siamo alla stretta attualità e alla scelta di tornare ad allenare un club dopo ben 7 anni: prima avventura in Ligue 1 per Petkovic, alla guida del Bordeaux, e congedo con grande onore dalla panchina svizzera. "Sono stati 7 anni meravigliosi" ha affermato Petkovic salutando la Nazionale, anni resi senz'altro preziosi dai traguardi raggiunti (ottavi di Euro 2016 e Russia 2018, quarti di Euro 2020) e dal record assoluto di partite come CT della Svizzera con 78 presenze.


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