Da scenario futuribile a realtà concreta, a situazione più che mai verosimile: l'Europa non è più solo un sogno lontano per il Como ma è un obiettivo che si avvicina, pensando addirittura alla Champions League e a un clamoroso esordio nella competizione europea più importante. L'impianto in cui giocano i Lariani, lo stadio Giuseppe Sinigaglia, richiede lavori che lo rendano consono ai criteri e alle normative UEFA: non si tratta di un passaggio banale ma, spiega Calcio e Finanza, il club lombardo è già al lavoro e intende portare a termine le migliorie necessarie in tempo per settembre 2026 (inizio della prima fase di Champions, 8-10 settembre oppure 13-14 ottobre in caso di esordio in trasferta).
Stadio e Fair Play Finanziario: il punto
Un discorso che non cambierebbe in caso di Europa League, qualora il Como si qualificasse alla Conference - invece - occorrerebbe scendere in campo ad agosto e a quel punto il Mapei Stadium di Reggio Emilia sarebbe l'ipotesi più verosimile (il Como avrebbe già chiesto disponibilità al Sassuolo). Il Mapei rappresenterebbe la soluzione ideale anche in Champions ed EL qualora i lavori non finissero entro settembre. C'è poi il tema del Fair Play Finanziario, o meglio con le Club Licensing and Financial Sustainability Regulations della UEFA.
Per il primo anno non dovrebbero esserci problemi, in caso di nuova qualificazione europea - invece - si andrebbe verso un Settlement Agreement (come accaduto all'Aston Villa nell'ultima stagione, a seguito di indagine UEFA). Il Como, dunque, si troverebbe sotto osservazione della UEFA in caso di permanenza in Europa e potrebbe raggiungere un accordo dai due ai quattro anni, in base alla gravità della situazione. La crescita esponenziale del club, dalla B all'Europa come scenario ormai vicino, fa sì che le situazioni da risolvere siano delicate e numerose: il Como si sta già muovendo anche fuori dal campo per avviare un percorso di crescita (ad esempio i temporary store in occasione di Milano-Cortina) e accompagnare così i risultati sportivi.
