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Yildiz si vede a lungo alla Juve ma allontana il paragone con Del Piero

Kenan Yildiz
Kenan Yildiz | Daniele Badolato - Juventus FC/GettyImages

Parole d'amore, quelle spese da Kenan Yildiz nei confronti della Juventus. Intervistato dal Corriere dello Sport, il talento turco ha ripercorso i suoi inizi nel mondo del calcio, soffermandosi in particolar modo sulle ragioni che l'hanno convinto a lasciare le giovanili del Bayern Monaco per approdare a Torino. Yildiz ha espresso anche gratitudine nei confronti di Allegri, il tecnico che l'ha lanciato, e Spalletti, quello con cui si sta consacrando, ma ha per certi versi allontanato il paragone con Alex Del Piero.

L'addio al Bayern per la Juve:
"Non ho mai giocato per il denaro, ma per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente ai miei che alla Juve stavo e sto benissimo.Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern ad esempio. Non per soldi, non ce ne furono. Tanti problemi al Bayern. Ci sono stato undici anni e non ho mai avvertito la loro fiducia, c’era sempre qualcuno che era meglio di me. È stato facile, direi naturale andare via".

Quando ha toccato la testa di Spalletti:
"Era bella da toccare. (Sorride). È un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni".

Su Allegri:
"Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in nazionale".

La scelta di giocare per la Turchia e non per la Germania:
"Perché in Germania non mi consideravano, non ero buono, chiamavano sempre un altro. Non ero soltanto io ad avere una certa consapevolezza delle mie capacità. Da ragazzino in tutti i tornei ai quali partecipavo venivo premiato come MVP. A otto anni giocavo contro quelli di 18, io piccolino". 

Ruolo preferito e modello di riferimento:
"A sinistra, quando parto da sinistra e posso entrare nel campo. Mi piace questa libertà. Io devo migliorare ancora tanto. Guarda Cristiano Ronaldo a quarant’anni, la cura che mette nel fisico, non conosce rallentamenti, ha una mentalità fantastica. Io non voglio diventare un body builder, faccio qualcosa anche dopo l’allenamento, un po’ di stretching, qualche esercizio per la forza, ma non troppo. Adesso che sono un professionista devo farmi bastare l’allenamento con la squadra

Il rinnovo e un futuro bianconero:
"Hanno fatto tutto i miei genitori, questa è sempre stata la mia idea: io penso al mio lavoro, al resto provvedono loro. Sono tutto il giorno al telefono. Con chi parlano? Real? Barcellona? Arsenal? Non lo so, li vedo sempre impegnati. E comunque il mio futuro è qui".

Sul paragone con Del Piero:
"Non mi piace questo genere di paragone perché io ho appena cominciato mentre lui è una leggenda mondiale, fa parte della storia della Juve e del calcio... Voglio costruirmi una storia tutta mia, lasciare qualcosa di mio. Anche alla nazionale dove ci sono tanti giovani di talento, Güler, Kiliksoy, Uzun".