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Voglia di rivoluzione ma tanti ostacoli per la Fiorentina: Paratici ha le mani legate?

Moise Kean of AC Fiorentina (L) and Albert Gudmundsson of AC
Moise Kean of AC Fiorentina (L) and Albert Gudmundsson of AC | SOPA Images/GettyImages

Dopo un'annata da dimenticare, una delle peggiori della recente storia della Fiorentina, sarebbe naturale immaginare - come un colpo di spugna - un'estate rivoluzionaria e in grado di strutturare un nuovo ciclo, un percorso fatto di facce e nomi diversi. L'arrivo di Paratici a gennaio, in qualità di DS, fa sì poi che - col supporto della piazza - la voglia di ribaltare tutto si amplifichi e si leghi al desiderio di ritrovare l'entusiasmo perduto.

Un discorso che parte dalle valutazioni sulla panchina e dalla possibilità che, nonostante l'impresa salvezza, Vanoli lasci spazio a un altro tecnico ma che, al contempo, si collega anche agli auspici sulla rosa: il proposito più diffuso è quello di vedere quanti più volti nuovi possibili, dato l'idillio ormai compromesso anche con elementi che storicamente risultavano graditi all'ambiente (l'esempio di Dodò può essere calzante).

Investimenti da giustificare

Tutte spinte logicamente connesse a un'annata dura, a tratti drammatica, ma difficili da tradurre rapidamente nei fatti, nonostante la presenza di un DS tutt'altro che statico e "conservatore" come Paratici. Le difficoltà, volendo ribaltare la rosa, sono numerose e si possono legare anche a due riscatti recenti sanciti ufficialmente con la salvezza: quelli di Fabbian e Brescianini (per un totale di circa 27 milioni di euro).

Un investimento sostanzioso che rende difficile immaginare spese ingenti sul centrocampo dove, tra l'altro, Fagioli, Ndour e Mandragora vanno verso la permanenza. Possibile, dunque, che la mediana della prossima stagione sia simile a quella vista in questa annata amara e che stia al (probabile) nuovo allenatore rilanciare chi non ha convinto del tutto (come gli stessi Fabbian e Brescianini, chiamati a giustificare la spesa sostenuta).

Kean-Gudmundsson: tanto passa da qui

Tanto, in assoluto, passerà dal futuro di Kean e di Gudmundsson, anche per un mero discorso di incassi da reinvestire: con la permanenza dei due, infatti, diventerebbe complicato prospettare investimenti importanti e rivoluzioni tecniche: la svalutazione dei due appare un tema cruciale, così come ha perso di appeal gran parte della rosa, e la Fiorentina potrebbe trovarsi a svendere chi - fino a poco tempo fa - avrebbe potuto regalare incassi degni di nota.

Viola al bivio: accettare di cedere calciatori che si sono svalutati per varare con decisione un nuovo corso oppure, in controtendenza rispetto alle spinte della piazza, cercare ancora il riscatto da parte di chi ha contribuito a un'annata disastrosa.

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