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Un Vlahovic indispensabile e la Juve che pecca di superficialità: parla Spalletti

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti | Filippo Alfero - Juventus FC/GettyImages

Vittoria fondamentale per la Juventus, che battendo 1-0 il Lecce al Via Del Mare si prende tre punti importanti nella lotta per la qualificazione in Champions. Al termine dell'incontro, Luciano Spalletti è stato intercettato dai microfoni di Sky Sport, ai quali ha commentato la prova e la condizione in generale dei suoi.

Sulla partita in bilico fino alla fine:
"Lo dico da tempo. Stasera uguale, abbiamo fatto un copia incolla con tante partite. Facciamo pezzi di gara dominanti, dove sembra che il seguito sia sotto controllo, poi c'è il momento della superficialità dove perdi i connotati, sbagli dei passaggi incredibili per il livello di calcio che abbiamo addosso. Non si riesce a mantenere nel tempo la concentrazione, si fanno due cose superficiali, perdiamo sicurezza e rimettiamo in bilico la partita. Poi ci girano le scatole e la ripigliamo, è tutta un'altalena. Una partita come quella di oggi non deve finire 1-0, quante volte siamo arrivati sulla trequarti con vantaggi enormi: c'è solo da scegliere qualcosa. C'è solo da perdere la testa. Siamo fatti così".

Stanno imparando quello che stai predicando o dovrai cambiare giocatori?
"Secondo me questo è stato un tema della conferenza stampa. Voi ci dedicate poco tempi rispetto alle conoscenze approfondite. Nello spogliatoio sembra che su 25 della rosa ne cambiamo 18. Sul mercato è una difficoltà. Se vogliamo fare un progetto serio come dice Elkann prevede che ci siano questi giocatori. Cambiarne tantissimi è dura attualmente. La Juve le ha sepse 2-3 lire negli ultimi mercati, non è facile mettere mano in profondità. Vanno fatte le cose in maniera corretta. Nel calcio bisogna andare a mettere roba, ma la crescita dobbiamo farla noi. Molti calciatori resteranno. Poi bisogna essere bravi a compensare le mancanze. Vlahovic l'abbiamo sofferto come il pane perché ha caratteristiche diverse, non si può giocare a calcio in una squadra vincente senza un terminale forte. Poi quello meno alto ma con impatto fisico ci vuole. Anche David fa gol, ma la palla contesa non la prende".

La superficialità allenandosi si elimina?
"Questo non è un discorso facile. Rimanere dentro il pezzo è una caratteristica della cazzimma dei giocatori. Quelli che hanno bisogno di riprendersi libertà giocose da stella splendente non hanno esecutività. La squadra ha fatto una grande prestazione sotto l'aspetto della giocate, poi se Di Gregorio non para noi concediamo una situazione che non dobbiamo concedere. Da dietro dobbiamo costruire meglio: parte tutto da lì. Poi con Vlahovic è un'altra cosa perché ha caratteristiche diverse. Ci sono caratteristiche che in una rosa devi avere. Che può essere centrocampista, trequartista, seconda punta, però quello che gioca nell'angusto e riesce a tradurre questo passaggio da dietro in situazione offensiva di qualità ci viene a mancare. Non possiamo cambiare tutti i giocatori. Ieri scherzavo sul pullman a due piani: se prendiamo tutti questi giocatori non ci entrano tutti in quello che abbiamo".


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