Spalletti salva la prova della Juve e parla del rigore per l'Atalanta

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti / Giuseppe Cottini/GettyImages
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La Juventus perde 3-0 contro l'Atalanta e dice addio alla Coppa Italia 2025/26. Al termine dell'incontro, Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset per commentare l'eliminazione e la prestazione dei suoi.

La differenza l'ha fatta la concretezza?
"Loro sono stati più bravi di noi nei momenti determinanti della partita, per cui poi quando si fa a contare un 3-0 è inutile andare a rincorrere le situazioni. Per cui gli si fanno i complimenti alla squadra di Palladino perchè gioca un buon calcio, una squadra costruita bene, si fa i complimenti a tutti e gli si dice bravi".

Cosa è mancato alla Juve stasera al di là del fatto di dover concretizzare?
"Nelle scelte determinanti, quando la partita si è fatta vera... ci sono dei momenti è lì che scorre per fare le statistiche e poi ci sono momenti dove diventa vera e allora vanno fatte le scelte importanti, bisogna prendere decisioni lucide, veloci: noi queste decisioni le abbiamo prese, ma le abbiamo prese tutte sbagliate, loro le hanno prese giuste".

Stai facendo un lavoro straordinario, ma nella nostra Juve era importante la rosa, chi entrava dava un contributo importante. Quanto devono crescere quelli che stanno giocando poco?
"Secondo me per raggiungere poi un livello di calcio giocato  è sempre un po' merito di tutto il gruppo, di come si allenano, di quello che è il modo di ragionare e di pensare. Noi abbiamo qualche difetto, come lo hanno altre, però noi secondo me siamo una squadra e bisogna solo andare a rendersi conto di questi momenti che diventano determinanti, essere più precisi, saperli riconoscere di più, perchè se si vuole andare a fare la conta delle situazioni stasera è tutto falsato quello che è il risultato della partita".

Perché tutti questi errori?
"Perché manca un po' di riconoscere determinate situazioni, non si riesce ad avere quella lucidità e saper fare la scelta determinante".

Cosa pensa del rigore?
"È rigore, perché la tocca con la mano. A me interessano altre cose, il mio è un lavoro differente. Vai a inciampare in queste situazioni che ti incasinano la partita, quello che diventa fondamentale è fargli riconoscere i loro reali comportamenti".


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